Rassegna stampa del 30 aprile 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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In Gazzetta va il modello sbagliato

Ambiente. Oggi il decreto per rinviare il Mud

L'epilogo della vicenda Mud sembra davvero in linea con l'intreccio, quasi surreale, della trama degli ultimi tre mesi.
Il decreto presidenziale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di mercoledì, che dopo una serie di peripezie avrebbe dovuto rimettere ordine nelle dichiarazioni rifiuti per l'anno 2009 (e comunque sempre in attesa della necessaria proroga dei termini al 30 giugno) era sbagliato, probabilmente per un errore materiale di chi ha messo in circuito l'enciclopedico documento.
Il ministero dell'Ambiente, che ha assistito da Pechino - in visita per expo di Shangai - allo scambio di carte ufficiali, già ieri sera ha posto rimedio alla svista non sua, chiedendo l'integrazione all'atto con un'errata corrige che, almeno, farà salvi i termini di decorrenza del Dpcm.

Il Sole 24 Ore - A. Galimberti - art. pag. 11

Ultimi check alla consegna

Dichiarazioni 2010. Oggi scade il termine per presentare il modello al sostituto d'imposta. La circolare 21/E aiuta nel corretto utilizzo degli sconti

L'omessa comunicazione alle Entrate, entro il 31 marzo 2010, dei pagamenti effettuati nel 2009 per gli interventi di risparmio energetico, iniziati prima del 2010 e non ancora utlimati, non fa perdere la fruizione della detrazione Irpef/Ires del 55%, anche se è sanzionata da 258 euro a 2.065 euro.
Inoltre, per le ristrutturazioni edilizie detraibili al 36%, con spese superiori a 51.645,69 euro non è più necesaria, dal 2003, la comunicazione di fine lavori.
Nell'ultimo giorno per la consegna al sostituto del modello 730, può risultare utile riguardare le indicazioni contenute nella circolare 21/E/2010 in materia di sconti Irpef per controllare le scelte fatte.

Il Sole 24 Ore - L. De Stefani - art. pag. 35

Il modello Iva 79 cambia pelle

Rapporti con Israele, Norvegia, Svizzera

Pronto il nuovo «Iva 79» che i soggetti passivi non residenti, stabiliti in Stati non appartenenti all'Ue con cui esistono accordi di reciprocità - attualmente Israele, Norvegia e Svizzera - devono usare per richiedere il rimborso dell'Iva assolta in Italia in relazione agli acquisti e alle importazioni di beni mobili e servizi inerenti la loro attività.
Il modello, approvato ieri con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, sostituisce la versione del 2002 e dovrà essere utilizzato a partire dalle istanze di rimborso presentate dal 3 maggio 2010.
L'Iva 79, spiegano dalle Entrate, si adegua così alle modifiche apportate alla disciplina dell'imposta sul valore aggiunto dal dlgs 18/2010, che ha dato attuazione alle direttive comunitarie 2008/8, 2008/9 e 2008/117.

Italia Oggi - art. pag. 22

Accessi illeciti, ko l'accertamento

Cassazione. In una sentenza parziale inversione di rotta sulle verifiche delle Fiamme gialle. Stop ai documenti trovati in locali non connessi all'attività

Stop agli accertamenti basati su accessi illeciti da parte della Guardia di finanza. Infatti cade l'atto impositivo qualora le Fiamme gialle, senza autorizzazione, abbiano trovato una contabilità parallela in locali di terzi, «non connessi» all'attività commerciale finita nel mirino dell'amministrazione. La parziale inversione di rotta della Suprema corte, segnata con la sentenza n. 10137 del 28 aprile 2010, fa vacillare una giurisprudenza che sembrava ormai straconsolidata e che da anni considera come legittima, ai fini dell'accertamento induttivo, la contabilità parallela trovata fuori dall'azienda.
Ma c'è un filo sottile che divide quelle decisione da quella di due giorni fa. Ora, infatti, i Supremi giudici hanno chiesto che per verifiche non autorizzate dalla Procura almeno sia chiara la «connessione» fra la contribuente e il locali dove i documenti sono stati rinvenuti.
Ad esempio se fosse un fornitore l'autorizzazione non strenne necessaria. Lo stesso accadrebbe se ad essere perquisita fosse la sede del commercialista. Nelle motivazioni il Collegio di legittimità, pur non rinnegando decisioni passate è però giunto, di fatto, a un approdo giurisprudenziale diverso.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 23