Rassegna stampa del 7 maggio 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Semaforo rosso alle cartelle pazze

Una direttiva di Equitalia sulle procedure di recupero e sull'attività del contribuente. Con un'autodichiarazione sarà sospesa la riscossione

Stop alla riscossione con l'autocertificazione del contribuente. La procedura dell'attività di riscossione si interromperà con la presentazione del contribuente che documenti l'esistenza di un provvedimento di sgravio, una sospensione amministrativa, una sospensione giudiziale e un pagamento effettuato precedentemente alla formazione del ruolo.
Un semaforo rosso, insomma, per le richieste di pagamento per tributi che risultano già pagati o per cui si è formata un'istanza di autotutela o di sgravio. La novità arriva da una direttiva di Equitalia del 6/5/2010.

Italia Oggi - C. Bartelli - art. pag. 19

Rifiuti elettrici ed elettronici, presto la modulistica

Prodotti tecnologici. Dal 18 giugno i rivenditori ritireranno i vecchi apparecchi

Al fine di garantire l'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale delle disposizioni del decreto sull'«uno contro uno» in materia di rifiuti elettrici ed elettronici (Raee), è prevista a breve l'emanazione di un'apposita delibera dell'Albo nazionale che definirà la modulistica per l'iscrizione.
Lo annuncia il ministero dell'Ambiente in una nota in cui si ricorda che dal 18 giugno gli acquirenti di elettrodomestici e materiale elettrico ed elettronico (dalla tv al phon, dal frigo al forno, dal telefonino al computer) potranno consegnare gratuitamente le loro apparecchiature usate o non più funzionanti al negozio in cui effettuano il nuovo acquisto.
In pratica sarà possibile uno scambio «uno contro uno» con i negozianti che si assumeranno l'onere del corretto smaltimento dei vecchi elettrodomestici senza costi aggiuntivi per i cittadini.

Italia Oggi - art. pag. 19

La mera ricorrenza non basta a segnalare un'operazione sospetta

ANTIRICICLAGGIO. Gli indici (pubblicati in G.U.) per il ministero dello Sviluppo sono solo indizi

La mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in uno o più dei nuovi indicatori antiriciclaggio non è motivo di per sè sufficiente per l'individuazione o la segnalazione di operazione sospetta. Di contro, l'impossibilità di ricondurre operazioni o comportamenti della clientela ad uno o più degli indicatori previsti non può essere sufficiente ad escludere che l'operazione sia sospetta. Non muta, quindi, secondo il Mef il ruolo degli indicatori che costituiscono indizi, ma da soli non bastano per effettuare la segnalazione (in senso conforme anche il precedente provvedimento Uic del 24/2/2006).
Questo quanto emerge dalla lettura del decreto 16/4/2010, in G.U. del 3/5, che evidenzia pochissime modificazioni degli indicatori rispetto a quelli anticipati su ItaliaOggi del 20/11/09 e del 3/5/10, che riguardano pressoché esclusivamente l'estensione dell'analisi delle situazioni oggetto di sospetto alle vicende compiute attraverso il gruppo societario cui appartiene il cliente.
Particolare attenzione viene confermata per le prestazioni richieste dalle Onlus (rientrate anche nell'applicazione dell'adeguata verifica della clientela).

Italia Oggi - L. De Angelis, C. Feriozzi - art. pag. 20

Patti tra i soci, il fisco non fa saldi

Sentenza attribuisce a tutti i membri della società le sanzioni irrogate per evasione. Responsabilità solidale nel caso di ripartizione dei compiti

Gli accordi fra i soci sulla ripartizione dei compiti non li salvano dalle responsabilità verso il fisco. Infatti rispondono tutti delle sanzioni irrogate dall'amministrazione finanziaria e dell'evasione fiscale.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10910 del 5 maggio 2010, ha respinto il ricorso del socio di una società di fatto che aveva condonato l'Iva e aveva dovuto pagare delle sanzioni.
L'uomo si sentiva liberato da ogni responsabilità per via di una scrittura privata con la quale erano state ripartite le competenze fra lui e gli altri due soci che avrebbero dovuto occuparsi della contabilità. In particolare una dei due avrebbe dovuto affidarsi a un serio studio professionale per la gestione amministrativa. Ma questo non era stato fatto tanto che, riscontrate molte irregolarità dall'ufficio Iva, era scattato l'accertamento e le sanzioni. A questo punto la società aveva dovuto aderire al condono.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 21

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