Rassegna stampa del 14 maggio 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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I chiarimenti delle Entrate. L'Agenzia corregge il tiro sui nuovi investimenti nelle aree svantaggiate. Il beneficio va indicato dal periodo d'imposta in cui è fruibile

Per i progetti di investimento già avviati prima del 3 agosto 2008, il credito d'imposta per le aree svantaggiate va indicato a partire dalla dichiarazione dei redditi da presentare nell'anno in cui decorre la fruibilità del credito.
Non va compilata quindi la dichiarazione relativa ai periodi d'imposta di maturazione del credito.
A chiarirlo è la risoluzione dell'agenzia delle Entrate 34/2010.

Il Sole 24 Ore - L. De Stefani - art. pag. 38

Le imprese: troppi ritardi sul Mud

La protesta

A 13 giorni dall'approvazione da parte del Governo, non è stato ancora pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" il decreto che proroga al 30 giugno la scadenza per la compilazione del Mud e che contiene la norma per l'assegnazione delle quote di emissione di CO2.
Secondo Confindustria e R.e.Te. Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confersercenti) si tratta di un ritardo incomprensibile che di fatto pone 500mila imprese "fuorilegge" e a rischio di pesanti multe. Confindustria e R.e.Te. Imprese Italia sollecitano un rapido intervento per accelerare la pubblicazione del decreto, perchè gli imprenditori si trovano nelle stesse condizioni di incertezza del 30 aprile, quando erano impssibilitati a rispettare gli obblighi imposti dal Mud.

Il Sole 24 Ore - M. Mobili, E. Simonetti - art. pag. 39

Le tasse aumentano. Causa sanità

Il governo blocca il ricorso ai fondi Fas per ripianare il deficit in Lazio, Campania, Molise e Calabria. Quattro regioni in rosso, costrette a innalzare le addizionali

Lazio, Campania, Molise e Calabria dovranno aumentare le tasse. Infatti, non potranno utilizzare le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), per coprire i buchi sanitari. La linea del rigore decisa dal governo è stata confermata dal consiglio dei ministri di ieri. Che ha dato l'altolà alle quattro regioni, che intendevano accedere ai fondi previsti per i programmi di interesse strategico regionale, utilizzandoli a copertura dei deficit del settore sanitario accusato nel 2009.
Un nuovo buco, che sommato al pregresso genera un disavanzo da 3,7 miliardi di euro. E che impedisce ai governatori maglia nera della spesa sanitaria (presenti ieri al tavolo dell'esecutivo) di percorrere la via tracciata dall'intesa prevista all'art. 2,comma 90, della legge finanziaria per il 2010.
Il blocco dei fondi Fas, a questo punto, finirà per ricadere sui cittadini delle quattro regioni, che potrebbero veder appesantito il proprio carico fiscale.

Italia Oggi - L. Chiarello - art. pag. 19

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