Rassegna stampa del 18 giugno 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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L'e-fattura si fa largo

I chiarimenti delle Entrate. Risoluzione sul timbro e sulla sua conservazione sostitutiva. Sì alla gestione elettronica dei documenti agevolati

Con la risoluzione 52/E di ieri l'agenzia delle Entrate, rispondendo a un interpello di un contribuente, rende possibile la gestione totalmente elettronica delle fatture che fruiscono di incentivi fiscali e/o di finanziamenti pubblici.
La risoluzione fornisce una soluzione operativa che consente alle imprese di conservare queste fatture in modo sostitutivo e di gestire virtualmente i connessi adempimenti di "annullamento" contabile del documento agevolato, annullamento che solitamente (per disposizione normativa o interpretativa) consiste nell'apposizione sulla fattura di un timbro.
In effetti, la rendicontazione delle spese agevolate prevede - all'atto della predisposizione della documentazione probatoria cartacea - l'apposizione sulle fatture passive in originale di un timbro di annullamento con un testo riportante l'indicazione del progetto di riferimento e la spesa finanziata. Ciò è finalizzato a evitare che il medesimo documento venga utilizzato più volte in sede di richiesta dell'agevolazione o di rendicontazione delle spese sostenute.
L'attuale impostazione che regolamenta le agevolazioni fiscali e/o i finanziamenti pubblici si basa sulla tradizionale impostazione dei processi amministrativi e gestionali basati esclusivamente sul documento cartaceo, non tenendo conto dell'evoluzione, prima tecnologica, poi normativa, che ha comportato – almeno nelle imprese più evolute – l'adozione dei documenti elettronici attraverso l'opportunità offerte dalla «conservazione sostitutiva». (..)
La posizione dell'Agenzia anticipa in un certo verso anche le decisioni che si stanno prendendo a Bruxelles circa l'approccio per processo e non per documento della gestione elettronica dei documenti.

Il Sole 24 Ore - B. Santacroce - pag. 27

Più tempo per il primo bilancio

Le indicazioni per le nuove società fornite dalla commissione di esperti del Consiglio notarile di Milano. Nell'atto costitutivo si può fissare la durata dell'esercizio fino a 15 mesi

Regole chiare per evitare che il primo esercizio sociale si chiuda in una data troppo vicina a quella della costituzione. Definizione di limiti per regolare una prassi: la previsione, già nell'atto costitutivo, della chiusura del primo esrecizio il 31 dicembre non già dell'anno in corso, ma dell'anno successivo. Tutto ciò è contenuto nella massima 116, elaborata dalla commissione società del Consiglio notarile di Milano l'8 giugno scorso.
Il principio dell'annualità dei bilanci impone la redazione dei conti almeno una volta ogni 12 mesi. Già in passato alcune massime, anche coltivando indicazioni provenienti dalla dottrina e dalla giurisprudenza, avevano sottolineato come il principio tolleri deroghe là dove l'eccedenza rispetto ai 12 mesi sia "non significativa". La massima 116 fa un passo in più. Precisa che può in ogni caso ritenersi non significativa un'eccedenza contenuta nei tre mesi. In questo modo conforta gli operatori sulla legittimità delle clausole degli atti costitutivi che stabiliscono il primo esercizio sociale in una data compresa nei 15 mesi dalla data di costituzione.

Il Sole 24 Ore - C. Marchetti - art. pag. 30

Conferimenti a più effetti

Partecipazioni. I chiarimenti in una circolare dell'Agenzia entrate. Oltre al riassetto aggregazione di soggetti terzi

Operazioni di scambio di partecipazioni attraverso il conferimento ad ampio regime la specifica disciplina è utile sia per l'aggregazione di soggetti terzi che per il riassetto nell'ambito del medesimo gruppo. Inoltre, il differenziale che emerge dalla operazione di specie potrebbe essere anche negativo determinando, dunque, una minusvalenza.
È questo il messaggio che emerge dalla lettura della circolare dell'Agenzia delle entrate n. 33 di ieri con la quale l'amministrazione finanziaria ha fornito il proprio orientamento in merito alle disposizioni di cui all'articolo 177, comma 2, del Tuir.

Italia Oggi - D. Liburdi - art. pag. 23