Rassegna stampa del 31 agosto 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Incroci pericolosi. Per gli evasori

Il caso-scuola di un nullatenente possessore di case, auto e conti esteri. Senza possibilità di difesa

Dall'incrocio delle banche dati non si scappa più. La lotta all'evasione fiscale che l'amministrazione finanziaria sta portando avanti sul fronte telematico sembra delineare una situazione in cui finte società, finte residenze all'estero e qualsiasi altro utilizzo elusivo delle norme tributarie non consentono più di farla franca. Soprattutto se all'incrocio di banche dati si abbina il redditometro, che peraltro conta un tasso di fallibilità piuttosto modesto (sia in termini di adesioni sia in contenzioso), oppure le indagini finanziarie.
(..) Un esempio a sostegno di tutto ciò è arrivato ieri dal Veneto, dove la direzione regionale dell'Agenzia delle entrate ha contestato a un falso nullatenente un maggior reddito di centinaia di migliaia di euro, facendo rientrare circa 130 mila euro nelle casse dell'erario.
Il soggetto in questione aveva dichiarato negli ultimi sette anni imponibili nulli o di poche centinaia di euro. Tuttavia, nel suo garage c'erano una Ferrari 348, un'altra vettura di grossa cilindrata, una city-car e due moto. Oltre a essere proprietario di un appartamento di proprietà di circa 100 metri quadrati e a detenere una partecipazione societaria.

Italia Oggi - V. Stroppa - pag. 21

Studi di settore 'intransigenti'

La denuncia dei professionisti: troppo spesso i funzionari degli uffici scelgono la linea dura. Il dialogo resta difficile al di là delle indicazioni di Cassazione e Agenzia

Da Cornaredo a Mazara del Vallo, quando si tratta di studi di settore, l'intransigenza sembra essere il comune denominatore degli uffici fiscali. Dove si aprono, o dovrebbero aprirsi, le stanze del contradditorio, commercialisti e consulenti si trovano spesso a rimbalzare contro un muro di gomma.
"Se certi atteggiamenti - dice Guido Beltrame, dottore commercialista di Milano - servono a stanare gli evasori, quando è la legge a offrire al contribuente la facoltà di far valere le proprie ragioni, non è accettabile la mancanza di dialogo. Rientrando al lavoro, ho ricevuto una comunicazione da parte dell'ufficio con cui ho litigato per quattro mesi che riconosce la bontà della mia posizione, Si trattava di un mero errore di calcolo, ma mi sono dovuto rivolgere al garante del contribuente".

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo - pag. 31

Fatture false alle Sezioni unite

Un'ordinanza della Terza penale rinvia la questione ai giudici in "plenaria"

Saranno le Sezioni unite penali della Cassazione a stabilire se i reati di falsa fatturazione possano o meno concorrere con la truffa aggravata ai danni dello Stato. A rimettere la questione al Supremo consesso è stata la terza sezione penale della Corte con l'ordinanza 28734 del 21 luglio 2010.
Il procedimento, da cui è scaturito il rinvio, riguardava, secondo la prospettazione del Pm, l'attività di «una vera e propria organizzazione criminale», operante in Italia e all'estero attraverso numerose società e persone fisiche, e per mezzo delle cosiddette frodi carosello.

Il Sole 24 Ore - F. Falcone, A. Iorio - art. pag. 32

 

Il buono al dipendente paga l'Iva

La Corte di giustizia interviene con due sentenze sulla corretta applicazione della sesta direttiva. È una prestazione la cessione di voucher per beni e servizi

L'impresa che fornisce ai dipendenti buoni per l'acquisto di beni e servizi, a fronte della rinuncia a una quota della retribuzione, svolge un'attività economica e realizza una prestazione di servizi ai fini dell'Iva.
Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue nella sentenza 29 luglio 2010, risolvendo la questione sollevata dai giudici del Regno Unito con il procedimento pregiudiziale C-40/09, in merito alla corretta interpretazione della normativa sull'Iva contenuta nella sesta direttiva del 1977 (ora direttiva 112 del 2006).

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 23

 
 
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