Rassegna stampa del 1° settembre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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IL SOFTWARE PER LA COMUNICAZIONE BLACK LIST

La superfirma digitale è pronta

Dal 3 settembre verrà incrementato il livello di sicurezza. Da rottamare solo i codici 1202. Aggiornamento automatico delle smart card, ma non tutte

Dal prossimo 3 settembre debutta la firma digitale a sicurezza irrobustita. Il più elevato grado di affidabilità della firma elettronica si otterrà con un semplice aggiornamento software della smart card posseduta. In certe particolari ipotesi sarà però necessario “rottamare” la vecchia tessera e sostituirla con una di nuova generazione.
La data del 3 settembre prossimo è quella nella quale entrano in vigore le nuove regole tecniche di sicurezza stabilite dalla deliberazione n. 45 del 21 maggio 2009 del Centro Nazionale per l'Informatizzazione della Pubblica Amministrazione e dalle successive modifiche apportate dalla determinazione commissariale n. 69 del 28 luglio 2010 (documenti reperibili in formato integrale sul sito Cnipa.Gov.it).
Per la gran parte delle smart card in circolazione si tratterà quindi di una operazione di adeguamento automatico ai nuovi formati della firma elettronica mentre per le smart card più vecchie, ovvero quelle con numero di serie riportato sulla carta che inizia con la sequenza “1202” sarà necessario provvedere, quanto prima alla loro sostituzione.
Queste ultime infatti non hanno la capacità tecnica di supportare le nuove funzioni di sicurezza ed andranno quindi sostituite prima che la firma generata dalle stesse sia ritenuta non più compatibile sulla base delle nuove regole.

Italia Oggi - A. Bongi - art. pag. 19

Studi di settore su misura

La Cassazione contesta ancora una volta gli standard usati dal fisco. Accertamento illegittimo se l'attività non coincide

Il fisco incassa un altro duro colpo sugli studi di settore. È infatti illegittimo l'accertamento fiscale fondato sugli standard se l'attività dell'azienda non è esattamente quella studiata nei parametri usati dall'amministrazione.
L'altra picconata all'impianto di accertamento fiscale più discusso degli ultimi mesi arriva dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 18941 del 31 agosto 2010, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate presentato contro una società che aveva contestato l'atto impositivo perché l'attività svolta non corrispondeva perfettamente a quella presa come parametro dagli studi.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 21

La tracciabilità parte tra i dubbi

Antimafia. La legge in vigore dal 7 settembre non chiarisce se il monitoraggio dei pagamenti si estende agli appalti in corso

Da martedì prossimo i pagamenti dei fornitori pubblici faranno i conti con la tracciabilità. In prima battuta però non è affatto pacifica l'applicazione della nuova legge antimafia (la 136/2010), che all'articolo 3 fa scattare l'obbligo di appoggiare tutti i pagamenti legati ad appalti pubblici su conti correnti dedicati.
La legge entrerà in vigore il 7 settembre. Ma le prime interpretazioni istituzionali sono contrastanti. Se infatti non c'è alcun dubbio che la tracciabilità si applicherà subito a tutti i contratti con i fornitori pubblici stipulati dal 7 settembre, molto più confusa è la situazione per i vecchi appalti, per i pagamenti legati a contratti già in corso con la Pa.
Secondo il ministero degli Interni (il ministero che ha seguito tutta la nuova normativa antimafia), l'obbligo non riguarda i rapporti già in corso.

Il Sole 24 Ore - V. Uva - art. pag. 21

Il redditometro non è retroattivo

Anche se i risultati dei nuovi parametri favoriscono il contribuente inapplicabili prima del 2009. Non è l'evoluzione del vecchio strumento di accertamento

Il nuovo redditometro non avrà valenza retroattiva. Gli accertamenti sintetici effettuati a partire dal periodo d'imposta 2009 utilizzando la nuova formulazione dell'articolo 38 del dpr 600/73 così come modificata dal dl 78/2010, nonché i nuovi panieri di beni e servizi utili alla ricostruzione del tenore di vita del contribuente e della sua famiglia, non potranno avere un utilizzo retroattivo, nemmeno nelle ipotesi in cui il contribuente possa dimostrare che l'utilizzo degli stessi in luogo della «vecchia» metodologia sia allo stesso più favorevole.

Italia Oggi - A. Bongi - art. pag. 25