Rassegna stampa del 24 settembre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Per il Sistri il ministero studia una proroga

Rifiuti. Sul regime transitorio

Non è bastata la proroga al 1° ottobre: la macchina Sistri, che prevede la tracciabilità dei rifiuti, non è ancora pronta a partire. Lo dicono le associazioni di categoria, lo conferma Assosoftware. Lo ammette persino il ministero dell'Ambiente, che sta studiando il modo per concedere alle imprese almeno un mese in più di tempo. (..)
La proroga però potrebbe non essere sufficiente. Secondo il presidente di Assosoftware, Bonfiglio Mariotti, "il periodo di convivenza tra il sistema cartaceo e quello telematico dovrebbe durare almeno fino a gennaio per dare il tempo di testare e migliorare la piattaforma informatica". I primi test di operabilità infatti hanno portato alla luce la carenza dell'informatica del Sistri, incapace a oggi di supportare un numero troppo elevato di utenti. "E se anche ci riuscisse -aggiunge Mariotti- sarebbe lentissima e farebbe perdere tempo alle imprese". Il problema infrastrutturale è acuito da un altro aspetto: "Il Sistri non è nato per eseguire troppe funzioni, come invece succede adesso. La direttiva parlava solo di monitoraggio del processo dei rifiuti e non del registro cronologico o della pianificazione dei percorsi dei trasportatori. Invece nel sistema si sono volute inserire queste altre funzioni che ne rallentano ulteriormente il funzionamento".
E su questi gap tecnici il presidente di Assosoftware sarà chiamato a relazionare martedì prossimo in un'audizione alla commissione Ambiente della Camera.

Il Sole 24 Ore - F. Milano - pag. 33

Allarme delle categorie sul nuovo redditometro

Preoccupati commercialisti, consulenti e avvocati. Sotto tiro moltiplicatori statistici e onere della prova

Chi dovrà farci i conti per primo, i professionisti che assistono i contribuenti, ne teme l'impatto e le ripercussioni, nonostante le rassicurazioni e i toni concilianti dell'agenzia delle Entrate. Il nuovo redditometro preoccupa commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati tributaristi. Non tanto per l'obiettivo ufficiale – perseguire le macroscopiche sproporzioni fra tenore di vita e reddito dichiarato – quanto per i possibili effetti collaterali. «E sarebbe davvero un peccato – osserva Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – perchè nello strumento crediamo.
Il redditometro è molto democratico perchè permette di tarare le imposte su un elemento certo, ciò che uno ha speso. Se un contribuente dichiara 10mila euro e poi ne spende 100mila, per comprare e mantenere auto, yacht, per frequentare circoli privati e beauty farm, è giusto che venga braccato dal Fisco».
Dove nasce allora il problema? «Ascoltando i tecnici dell'amministrazione finanziaria – aggiunge Siciliotti – si ha la sensazione che si voglia fare un passo in più. Vale a dire, alle spese, in qualche maniera, rintracciabili, se ne vorrebbero aggiungere altre "presumibili" in base a fattori come la città in cui il contribuente vive, il nucleo familiare ovvero la asserita voluttuosità di certe tipologie di uscite.
Ma se si punta a intercettare tutte quelle situazioni in cui dichiaro 10mila e si presume che ne guadagni 13mila, sforando dunque il margine del 20%, il redditometro diverrebbe uno strumento infernale. Se io compro una bella macchina e poi mangio pane e cipolle per tutto l'anno sarò libero di farlo? O solo perchè ho una bella auto si deve presumere che guadagno di più?».

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo - art. pag. 33

La dichiarazione è nulla senza la firma del titolare

Verso il 30 settembre. L'obbligo della persona fisica o del rappresentante

La mancata firma della dichiarazione può costare cara. La non sottoscrizione dei modelli dichiarativi, infatti, determina, prima di tutto, sanzioni per i soggetti obbligati alla firma. Soprattutto, la mancata sottoscrizione, o l'inottemperanza alla firma entro 30 giorni dal ricevimento dell'invito da parte dell'ufficio, comporta la nullità del modello dichiarativo. (..)
In caso di revisione legale la sottoscrizione non grava più solo sulla "massima" rappresentanza del controllo legale ma a tale adempimento devono dare seguito tutti coloro che hanno sottoscritto la relazione di revisione legale (legge 244/07, articolo 1, comma 94), quest'ultima esercitabile anche dal collegio sindacale, qualora vi siano i presupposti.

Italia Oggi - A. Taglioni - art. pag. 34

La posta certificata per 400 mila italiani

Primo bilancio nei dati diffusi dal Mininnovazione

A cinque mesi dall'avvio del servizio Postacertificat@ oltre 400 mila cittadini hanno richiesto l'attivazione del servizio gratuito per dialogare online con la pubblica amministrazione.
Lo annuncia una nota del ministero dell'Innovazione, spiegando che lo strumento consente per esempio di richiedere istanze di accesso agli atti, presentare domande di partecipazione a concorsi pubblici (se il bando lo prevede) oppure inviare la documentazione relativa ad accertamenti tributari.

Italia Oggi - art. pag. 21

Truffa? Scatta il sequestro

La Corte di cassazione interviene sulla responsabilità amministrativa. Manager indagati: confiscati i beni aziendali

La «231» sulla responsabilità amministrativa degli enti blocca i beni delle aziende. Infatti questi possono essere confiscati qualora l'amministratore sia indagato per affari illeciti connessi con l'attività societaria. Non basta. Sia ai manager e che all'impresa può essere sequestrata la somma pari ai proventi del reato, sulla base del cosiddetto principio dell'«equivalenza economica».
È quanto sancito dalla Suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 34505 del 23 settembre 2010, ha confermato il sequestro di oltre 6 milioni di euro e di alcuni immobili di proprietà di un'azienda il cui amministratore era stato indagato per truffa. Anche il vertice aziendale aveva subito un sequestro di pari importo che la seconda sezione penale della Suprema corte ha ritenuto legittimo.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 22