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Rassegna stampa dell'8 ottobre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Nuovi codici tributo per gli enti pubblici

Agenzia delle entrate

Raffica di codici istituiti dall'agenzia delle Entrate per il versamento con il modello F24 dei tributi erariali amministrati dalla stessa Agenzia dovuti da enti pubblici e amministrazioni centrali dello Stato e nuove istruzioni per consentire il pagamento di contributi e premi dovuti a lnps, Inpdap e Inail.
I nuovi codici sono riportati nella risoluzione 101/E, mentre le istruzioni sono contenute nelle risoluzioni 96/E, 97/E e 98/E, diffuse ieri. Nella risoluzione poi viene precisato che questi codici dovranno essere utilizzati a partire dal 2 novembre 2010. Tuttavia, è prevista una deroga per i versamenti dei tributi alle Entrate e dei contributi dovuti all'Inps, in quanto le precedenti modalità sono utilizzabili fino al 31 dicembre 2010.
L'utilizzo del modello F24-EP è stato esteso «al versamento di tutti i tributi erariali, amministrati dall'agenzia delle Entrate», dovuti da enti pubblici e amministrazioni statali.

Il Sole 24 Ore - S. Trovato - pag. 36

Costi black list senza eccezioni

Cfc. La circolare delle Entrate: componente non dedotto costituito dalla quota d'ammortamento

L'indeducibilità dei costi black list opera con riferimento a qualunque tipo di transazione effettuata anche se la stessa, ad esempio, è finalizzata all'acquisizione di beni strumentali. Pertanto, il componente negativo che non potrà essere dedotto, fatta salva la prova contraria, sarà costituito dalla quota di ammortamento del bene.
Questo a meno che non si provi che il soggetto estero non svolga una effettiva attività commerciale nello stato o nel territorio in cui è collocato ovvero si dimostri che l'operazione effettuata con quel soggetto sia economicamente profittevole.
Sono queste alcune delle indicazioni fornite dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 51/E delle Entrate in merito alle disposizioni contenute nell'articolo 110 del Tuir che, come noto, limitano la deducibilità dei componenti negativi derivanti da operazioni intrattenute con soggetti non residenti che non sono Cfc e che sono situati in stati o territori a fiscalità privilegiata.

Italia Oggi - D. Liburdi - art. pag. 26

Scudo fiscale, scatta la confisca

Cassazione. La sentenza su un rientro di capitali effettuato grazie alle norme del 2002. Sì al sequestro delle somme depositate sul conto della moglie

Possono essere confiscate le somme di denaro rientrate in Italia con lo scudo fiscale e versate dall'imprenditore, accusato di evasione, sul conto della moglie. È quanto sancito dalla Suprema corte di Cassazione che, con la sentenza n. 35970 depositata il 7 ottobre 2010, ha condiviso le ragioni del Tribunale del riesame di Milano, che aveva confermato il sequestro, finalizzato alla confisca, di circa 500mila euro, frutto, secondo l'accusa, di una frode carosello (con capitali all'estero), poi versati dall'imprenditore sul conto bancario della moglie.
In particolare, la terza sezione penale del Palazzaccio ha annullato l'ordinanza impugnata perché nel frattempo l'imprenditore è morto. Ma nel merito il Collegio di legittimità ha ritenuto infondate le censure formulate dalla difesa della donna che si opponeva alla misura.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 27

Il fisco a rate è un diritto

Sezioni unite: si tratta di un diritto, non di interesse legittimo. Al contribuente in difficoltà rateizzazione dei debiti tributari

Il contribuente che «versa in obiettive difficoltà» economiche ha diritto a ottenere dalla società di riscossione la rateizzazione delle imposte. È quanto si evince da una sentenza delle Sezioni unite civili della Corte di cassazione, la n. 20778 depositata il 7 ottobre 2010, con la quale il Massimo consesso di Piazza Cavour, nell'affrontare una questione di giurisdizione fra Tar e Ctp, ha anche reso ufficiale il diritto alla rateizzazione del debito fiscale.
Insomma, secondo i giudici di Piazza Cavour la rateizzazione non è un procedimento amministrativo e come tale non configura un mero interesse legittimo del contribuente quanto piuttosto un diritto che dev'essere valutato, in caso di rifiuto da parte dell'esattore, dalle commissioni tributarie.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 27


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