Rassegna stampa del 22 ottobre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Comunicazioni black list allargate a tutto campo

Paradisi fiscali. Circolare delle Entrate in vista della scadenza del 2 novembre. L'obbligo vale senza eccezioni per i paesi indicati negli elenchi

Negli elenchi blacklist Iva vanno riepilogate le operazioni intrattenute con gli operatori stabiliti in paradisi fiscali a prescindere dalle limitazioni soggettive previste dalle liste; inoltre, rientrano nell'obbligo di segnalazione anche le importazioni; ne rimangono invece fuori le operazioni carenti dei presupposti oggettivi e soggettivi ai fini dell'Iva.
Sono queste alcune delle indicazioni contenute nella circolare 53/E di ieri, con cui l'agenzia delle Entrate fornisce gli attesi chiarimenti in vista della prima scadenza del 2 novembre.

Il Sole 24 Ore - B. Santacroce - pag. 31

Il rappresentante fiscale non libera dall'adempimento

I soggetti. Platea allargata

La nomina di un rappresentante fiscale o l'istituzione di una stabile organizzazione non incide sull'obbligo di compilazione degli elenchi, rispetto al quale prevale lo status "a monte" di operatore black list. Stabile e rappresentante fiscale sono pertanto da considerarsi, secondo la circolare 53, soggetti "trasparenti".
In merito al rappresentante fiscale, questa posizione non presenta problemi. E' infatti pacifico che la nomina di un rappresentante fiscale non attribuisce al soggetto passivo non residente lo status di operatore stabilito e d'altra parte, con la rappresentanza (o l'identificazione), il non residente "prolunga" la propria soggettività passiva e diviene destinatario degli obblighi e dei diritti previsti dalla disciplina interna per le operazioni rilevanti nel territorio dello Stato.
Pertanto, poiché la normativa impone la presentazione degli elenchi con riferimento alle operazioni intrattenute con «operatori economici aventi sede, residenza o domicilio» in territori blacklist, è logico che un soggetto passivo dotato di un rappresentante fiscale in Italia (o ivi direttamente identificato) che realizza operazioni con controparti stabilite in Paesi black list debba comunicare queste operazioni.

Il Sole 24 Ore - M. Mantovani - art. pag. 31

Agenti, l'Irap è k.o.

La Cassazione ha rafforzato l'orientamento sull'imposta. Paga l'autonoma organizzazione

L'agente di commercio non paragonabile all'imprenditore sul fronte Irap. Infatti paga l'imposta solo se dotato di autonoma organizzazione. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21578 del 21 ottobre 2010, ha rafforzato quanto affermato l'anno scorso dalle Sezioni unite.
In sostanza la sezione tributaria ha dato torto all'Agenzia delle entrate che, nel ricorso depositato al Palazzaccio, aveva ribadito la sua intenzione di non rimborsare il contribuente in quanto, «in qualità di rappresentante di commercio», è un imprenditore «e come tale sarebbe in ogni caso soggetto passivo dell'imposta, senza indagini di fatto relative all'esistenza di una autonoma organizzazione».

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 23

 

Via libera al made in obbligatorio

Ora il regolamento sull'etichettatura passa al vaglio del consiglio Ue. Farmaci e lenti fuori dal testo. Sì dell'Europarlamento all'origine in chiaro. Semilavorati esclusi

Il Parlamento europeo ha approvato ieri a larga maggioranza la bozza di legge sul «made in»: una proposta di regolamento che stabilisce l'obbligo dell'indicazione del paese di origine per una serie di prodotti provenienti da paesi non-europei. L'assemblea di Strasburgo ha dato il via libera in prima lettura al provvedimento con 525 voti a favore, 49 contrari e 44 astensioni.
Le nuove regole, che per entrare in vigore devono essere ratificate dal Consiglio (l'organo che rappresenta i ventisette stati membri dell'Ue), valgono cinque anni e riguardano i prodotti destinati al consumo, non i semilavorati.
La lista dei prodotti inclusi nel testo approvato ieri è piuttosto lunga: gioielli, calzature, capi d'abbigliamento, prodotti ceramici, oggetti di vetro, rubinetteria, mobili, apparecchi per l'illuminazione e altro.
La maggioranza degli eurodeputati ha deciso di escludere dall'elenco prodotti come farmaci e lenti per occhiali (che figuravano, invece, nel testo votato il mese scorso dalla commissione commercio internazionale dell'Europarlamento).

Italia Oggi - G. Cazzaniga - art. pag. 40