Rassegna stampa del 27 ottobre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Contribuenti sotto tiro per i vecchi condoni Iva

Lotta all'evasione. Agenzia e Fiamme gialle disapplicano la sanatoria 2002

Il condono tombale non è "morto". Se ne sono accorti molti contribuenti che avevano aderito alla sanatoria approvata nel 2002 dal Governo Berlusconi per chiudere i conti con un passato tributario non proprio ligio. Negli ultimi mesi si sono visti notificare verbali dalla Guardia di Finanza e accertamenti dall'agenzia delle Entrate con contestazioni che riesumavano proprio gli anni d'imposta teoricamente perdonati (il 2001 e il 2002, in particolare).
Esibire la documentazione di adesione alla regolarizzazione? Per ora inutile. Perchè la condotta dell'amministrazione finanziaria è tanto inflessibile quanto, dal punto di vista formale, ineccepibile.
Le spiacevoli sorprese per i contribuenti, infatti, derivano dal "combinato disposto" di due provvedimenti da un lato, il decreto Bersani del 2006 (Dl 223) che ha raddoppiato (da quattro a otto anni) i termini di accertamento quando ci si imbatte infatti penalmente rilevanti; dall'altro lato, le sentenze con cui la Corte di giustizia Ue nel luglio 2008 e la Cassazione dopo hanno disconosciuto il condono Iva lasciando senza copertura i reati commessi in passato.

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo - pag. 35

È importante far presto

Il nuovo adempimento previsto per i documenti oltre i 3mila euro. Visto da...

Erano ancora i primi di luglio quando sul Forum tecnico di Assosoftware sono comparsi i primi interventi sul tema della comunicazione telematica delle fatture oltre i 3 mila euro. Il ruolo delle software house associate è infatti quello di fornire tempestivamente le adeguate soluzioni tecniche ai propri clienti.
Ma a che punto siamo? In risposta a un'interrogazione parlamentare, in data 15/9/2010, il sottosegretario del ministero dell'economia e finanze Sonia Viale aveva risposto che presso l'Agenzia delle entrate sono in corso le attività finalizzate alla predisposizione e alla emanazione del provvedimento attuativo della disposizione, unitamente alle specifiche tecniche e alle relative istruzioni.
L'ipotesi di avvio dell'obbligo più accreditata era quella delle fatture emesse a partire dal mese di gennaio 2011, con termine di trasmissione stabilito non prima dell'ultimo giorno del mese successivo a quello della data di emissione (in relazione alle fatture attive) ovvero di effettiva ricezione (in relazione alle fatture passive).
Una prima risposta a questa ipotesi la possiamo sicuramente iniziare a dare: a meno di una pubblicazione in extremis del provvedimento, le software house non dispongono più dei tempi tecnici necessari alla predisposizione delle procedure per il primo termine del 28/02/2011. Continua...

Italia Oggi - B. Mariotti, Presidente Assosoftware - pag. 38

La riscossione ricomincia da tre

Presentato ieri agli amministratori delegati e ai presidenti il piano di riorganizzazione di Equitalia

Equitalia riparte da tre. Le 19 società del gruppo si preparano a un'operazione di restyling che dovrà essere chiusa al 31 dicembre 2011. La rivoluzione prevederà un accorpamento delle 19 realtà, a oggi operanti come società holding che guardano a Equitalia spa, società capogruppo, in tre società. Una per il Nord, una per il Centro e una per il Sud. Mentre continueranno la loro strada Equitalia servizi, Equitalia giustizia e Equitalia Sicilia.
La riorganizzazione è stata presentata ieri a Roma in un incontro con gli amministratori delegati e i presidenti delle società del gruppo il cui presidente è Attilio Befera (numero uno dell'Agenzia delle entrate) e il cui direttore generale è Marco Cuccagna.

Italia Oggi - C. Bartelli, S. Sansonetti - art. pag. 27

Par condicio nell'appalto

Le Entrate hanno risposto a un interpello sulle commesse pluriennuali

Dietro front dell'Agenzia delle entrate sulle opere ultrannuali: il criterio di imputazione a periodo per le commesse pluriennali deve applicarsi non solo ai ricavi della commessa, ma anche ai relativi costi maturati anno per anno.
Con la risoluzione n. 260/E del 22 ottobre 2009, l'Agenzia delle entrate si era pronunciata in merito all'imputazione a periodo dei costi sostenuti da un'impresa in che aveva poi subappaltato ad un'altra impresa, affermando che, per la società subappaltante, tali costi costituiscono componenti negativi di reddito deducibili solo nell'esercizio nel corso del quale le opere subappaltate sono ultimate e liquidate in via definitiva, giusta il disposto dell'art. 109, comma 2, lett. b), del Tuir (a norma del quale le spese per l'acquisizione di servizi si considerano sostenute alla data in cui sono ultimate).

Italia Oggi - G. Andreani, A. Tubelli - art. pag. 29

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