Rassegna stampa del 3 novembre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Via al registro anti telefonate commerciali

Privacy. Il regolamento in Gazzetta

Finisce la "latitanza" della Robinson list, l'elenco in cui ci si deve iscrivere se non si vogliono ricevere telefonate promozionali. Dopo quasi quattro mesi dall'approvazione definitiva da parte del consiglio dei Ministri (avvenuta il 9 luglio), il decreto 178 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 256 di ieri ed entrerà in vigore il 17 novembre.
Ora il ministero dello Sviluppo deve, dunque, attivarsi per rendere operativo il registro delle opposizioni.

Il Sole 24 Ore - A. Cherchi - pag. 35

La Gdf va in pressing per i controlli sullo scudo

Lotta all'evasione. Le fiduciarie: richieste le dichiarazioni riservate

«Al fine di soddisfare esigenze di servizio in corso di svolgimento alla sede di questo reparto, in materia di monitoraggio fiscale, pregasi voler trasmettere, con ogni possibile urgenza, copia esemplare della "dichiarazione riservata delle attività emerse" relativa al contribuente in oggetto indicato». Con questo lessico burocratico alcuni reparti della Guardia di Finanza hanno scritto nelle ultime settimane a società fiduciarie e ad altri intermediari per ottenere informazioni sulle operazioni di scudo fiscale veicolate nei mesi scorsi Le richieste - secondo alcune fonti legate alle varie "liste" finite nelle mani dell'amministrazione finanziaria - sono giudicate però "irrituali" da Assofiduciaria, in quanto non rispettose della procedura fissata dalla circolare (n. 52/E) emanata l'8 ottobre dall'agenzia delle Entrate.
Ecco perché il segretario generale di Assofiduciaria, Lucia Frascarelli, ieri ha preso carta e penna e ha dettato la linea che le 194 società fiduciarie, di trust e di investimento riunite nell'associazione dovranno tenere di fronte alle richieste della GdF. Dal Comando Generale assicurano che i controlli sullo scudo fiscale vengono eseguiti attenendosi alle attuali regole d'ingaggio".

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo, L. Gaiani - pag. 36

Fisco, test di qualità

L'Agenzia delle entrate sonda i sentimenti dei contribuenti

Il questionario sul gradimento fiscale dei verificatori da parte dei contribuenti diventerà nazionale. Le domande sono state preparate e ritirate in meno di due settimane dalla direzione regionale Piemonte, promotrice dell'iniziativa.
Per i sindacati l'iniziativa poteva avere riflessi nel controllo sulle segnalazioni dei contribuenti dell'attività dei dipendenti dell'Agenzia delle entrate inviati a fare verifiche e controlli. Ora invece arriva il riconoscimento da parte della sede centrale dell'Agenzia delle entrate.
Il questionario diventerà un'iniziativa nazionale per conoscere ai fini statistici che rapporto esiste tra il fisco che controlla e i contribuenti, una sorta di censimento fiscale.

Italia Oggi - C. Bartelli - art. pag. 24

 

Questionari ai clienti, sono prove

L'uso del sistema da parte dell'amministrazione non viola le regole testimoniali

Sono una prova sufficiente ai fini dell'accertamento induttivo i questionari a cui rispondono i clienti di un'azienda e per mezzo dei quali viene ricostruito dal fisco un diverso volume d'affari. L'uso di questo sistema da parte dell'amministrazione finanziaria non vìola il divieto di prova testimoniale nel processo tributario.
Lo ha sancito la Cassazione che, con la sentenza 22122 del 29/10/2010, ha inoltre precisato che il socio di società di persone (il cui reddito è stato elevato dal fisco) non solo dovrà corrisponde la maggior Irpef ma paga le sanzioni per dichiarazione infedele.
In una piccola azienda campana, l'accertamento era stato spiccato nei confronti dei soci (maggior Irpef) e nei confronti della società (maggior Ilor) in relazione a un maggior reddito accertato essenzialmente sulla base dei questionari cui avevano risposto i clienti. L'atto impositivo era stato impugnato e solo parzialmente annullato dalla Ctr Napoli. Ora la decisione è stata definitivamente confermata in Cassazione.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 25

Finanziarie col bollino

La circolare di Assonime ricorda quanto previsto dal dlgs n. 141/2010. Abusi di denominazione: multe fino a 10 mila euro

Cambio di denominazione sociale per le società che utilizzano la parola finanziaria o «finance» ma che non rientrano nella categoria degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia. Lo prevede Assonime nella circolare n. 36 del 2 novembre con la quale viene offerto un primo commento sull'abuso di denominazione finanziaria alla luce del recente dlgs 13/8/2010, n. 141 con il quale l'Italia ha modificato la disciplina in materia di soggetti operanti nel settore finanziario. Il decreto 141, in particolare, consente l'esercizio dell'attività di finanziamento nei confronti del pubblico soltanto a quei soggetti che assicurano piena affidabilità e correttezza. Assonime ricorda infatti che le modifiche, entrate in vigore il 19/9/2010, hanno interessato anche l'aspetto sanzionatorio: in particolare è stata ampliata la fattispecie dell'abuso di denominazione con il divieto all'uso della parola «finanziaria» (o altre locuzioni analoghe, anche in lingua straniera) nella denominazione e nelle comunicazioni al pubblico, da parte di soggetti diversi dagli intermediari finanziari (ex art. 106 del Tub).

Italia Oggi - F. Vedana - art. pag. 27

 
 
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