Rassegna stampa del 5 novembre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Clienti e fornitori al setaccio della Gdf

Lotta all'evasione. Le Fiamme gialle stanno inviando questionari alle aziende di medie e rilevanti dimensioni con interessi all'estero

Internazionalizzazione ai raggi x. La Guardia di Finanza da qualche settimana sta intensificando il monitoraggio sulle aziende di "medie" e "rilevanti" dimensioni (quelle con un fatturato pari ad almeno 25 milioni di euro) con interessi all'estero.
Le Fiamme Gialle stanno passando al setaccio, in particolare, gli affari conclusi con imprese e professionisti domiciliati in paesi black list e le partecipazioni detenute in società «Cfc» insediate in territori che beneficiano di regimi privilegiati.
A ricevere i questionari inviati dai nuclei di polizia tributaria potrebbero essere, inoltre, aziende che hanno avuto rapporti "indiretti" con realtà appartenenti a paradisi fiscali (per esempio, attraverso sedi secondarie).

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo, M. Piazza - pag. 35

Nell'Emens la prova contro il sommerso

L'Inail commenta alcune novità del collegato

Una denuncia telematica Emens evita la multa al datore di lavoro. Per non incorrere nella maxi sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro per lavoratore irregolare (oltre a 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettiva) è sufficiente dimostrare di aver effettuato almeno un adempimento contributivo.
Le sanzioni non si applicano dunque se dagli adempimenti di carattere contributivo assolti in precedenza emerge comunque la volontà di non occultare il rapporto, e ciò anche se non c'è corrispondenza tra le mansioni del lavoratore e la sua qualifica.

Il Sole 24 Ore - A. Carli, V. Villanova - art. pag. 39

Bon ton negli accertamenti fiscali

Lettera del direttore delle Entrate Attilio Befera ai dirigenti: servono controlli di qualità

Accertamenti non ad ogni costo, ma di qualità e orientati alla correttezza e alla trasparenza. Se da una verifica non emergono fatti concreti da contestare, i funzionari del fisco non devono appigliarsi a «pseudoinfrazioni formali», andando a cercare il cavillo per poter in ogni caso procedere a una rettifica solo per evitare che il controllo possa apparire infruttuoso.
Perché «se il contribuente ha dato prova sostanziale di buona fede e di lealtà nel suo rapporto con il Fisco, ripagarlo con la moneta dell'accanimento formalistico significa venire meno a un obbligo morale di reciprocità».
A delineare questo lato umanizzato e comprensivo del fisco è il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, nella nota prot. 2010/153551 del 29 ottobre 2010 inviata ai direttori centrali e regionali, quindi di fatto a tutto il personale dell'Agenzia.

Italia Oggi - V. Stroppa - art. pag. 21