Rassegna stampa del 12 novembre 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Reddito familiare a 24.600 euro

Dichiarazioni. Il guadagno medio della famiglia calcolato dalle Finanze sui dati del 2007

Il reddito medio delle famiglie italiane è di 24.600 euro. In totale, sono 31 milioni le famiglie "fiscali" censite. I percettori di reddito sono 41 milioni, 16 milioni i familiari a carico, inclusi 4 milioni di coniugi. Sono alcuni dei risultati ricavati dal dipartimento delle Finanze analizzando le dichiarazioni relative al 2007.
Le statistiche utili per la valutazione di misure come il quoziente familiare, sono state rese note ieri in occasione della messa in rete del nuovo sito web della struttura guidata dal direttore generale Fabrizia Lapecorella.
Una mini rivoluzione telematica che permetterà di analizzare le dichiarazioni di redditi pochi mesi dopo la presentazione.

Il Sole 24 Ore - S. Fossati - pag. 31

Più poteri per i sindaci

Sicurezza. Il decreto legge al Quirinale. Nel Ddl le regole su espulsioini dei comunitari e wi-fi

È in dirittura d'arrivo il decreto legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri. Il testo è ora al Quirinale e nei prossimi giorni è attesa l'uscita sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento è stato approvato da Palazzo Chigi insieme a un disegno di legge con diverse altre disposizioni di sicurezza pubblica.
Il Dl, in particolare, contiene le norme per il rimpatrio dei cittadini comunitari che, dopo tre mesi dall'ingresso in Italia, non dimostrino di avere un reddito e un'abitazione dignitosa. Previsto, tra l'altro, anche il foglio di via per le prostitute che esercitano in strada violando le ordinanze dei sindaci. Una norma poi molto attesa dal popolo del web è quella che liberalizza gli accessi al wi-fi superando le disposizioni varate con il decreto antiterrorismo dell'allora ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu.

Il Sole 24 Ore - M. Ludovico - pag. 31

Un mese in più per giustificare gli scostamenti

Studi di settore. Online il software

Dal 15 novembre fino al 31 gennaio 2011 i contribuenti potranno fornire all'agenzia delle Entrate le giustificazioni sul perché i dati indicati in Unico 2010 sono diversi da quelli stimati dallo studio di settore. Il termine si allunga di un mese rispetto a quanto indicato nella circolare 34/E/2010.
È un comunicato diramato ieri dalla stessa agenzia ad avvertire che è in linea il programma che contribuenti e intermediari potranno usare per comunicare informazioni ed elementi in grado di giustificare le situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza derivanti dall'applicazione degli studi per il 2009, oltre all'indicazione in dichiarazione di cause di inapplicabilità odi esclusione.

Il Sole 24 Ore - T. Morina - pag. 35

Maternità anti-studi

Una sentenza pro-contribuente della Ctr del Lazio. Lavoratrici escluse dalle verifiche

Niente studi di settore per le donne in gravidanza; lo stato di maternità rappresenta una circostanza idonea a escludere le lavoratrici da verifiche di questo tipo. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 221/22/2010 della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata in segreteria lo scorso 19 ottobre.
La pronuncia alimenta una tematica assai dibattuta negli ultimi tempi e risolve, in maniera favorevole alle contribuenti, un contrasto giurisprudenziale che ha suscitato l'interesse delle Istituzioni a diversi livelli. La questione è stata sollevata, all'inizio dell'anno in corso, da un ordine del giorno bipartisan, firmato dalle senatrici del Pdl, Cinzia Bonfrisco, e del Pd, Maria Leddi, al disegno di legge di riforma della professione forense al Senato.
Il provvedimento, accolto favorevolmente dal governo, prevedeva appunto l'esclusione dagli studi di settore per i redditi maturati negli anni di gravidanza delle professioniste.

Italia Oggi - B. Fuoco, N. Fuoco - art. pag. 39