Rassegna stampa dell'11 gennaio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

In Gazzetta le regole sull'amministrazione digitale

Codice digitale in dirittura d'arrivo

E' stato pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 6 del 10 gennaio 2011 (Supplemento ordinario n. 8) il decreto legislativo 235/2010 con la riforma del Codice dell'amministrazione digitale. Il provvedimento - approvato in via definitiva da Palazzo Chigi lo scorso 23 dicembre - entrerà in vigore il 25 gennaio prossimo.
L'obiettivo è adeguare gli strumenti digitali e la conservazione dei documenti che le Pa possono utilizzare nei rapporti con cittadini e imprese, recuperando semplificazione, produttività ed efficienza.

Il Sole 24 Ore - pag. 27

Verso lo stop delle compensazioni

Il primo appuntamento il 16 gennaio per gli intermediari con il divieto sopra i 1.500 euro. Richiesta ai clienti la certificazione per i ruoli scaduti

Verso un blocco delle compensazioni il 16 gennaio. Associazioni di imprese e professionisti alle prese con il nuovo adempimento del divieto di compensare crediti fiscali con debiti quando esistono ruoli scaduti per importi dai 1.500 euro in su, in vigore dal 1° gennaio 2011, non vogliono assumersi rischi con i contribuenti/clienti.
Le strutture territoriali delle associazioni di impresa stanno infatti contattando o scrivendo alle imprese per cui fanno gli intermediari. Nella comunicazione si invita a dimostrare che i ruoli che loro visionario nel cassetto fiscale sono in regola.
In alcuni studi professionali invece la strategia adottata è quella del rigore: nel dubbio non si rischia una chiamata di corresponsabilità con il cliente e sarà quindi sufficiente vedere l'informazione sui ruoli, contenuta nel cassetto fiscale, per decidere di non dare seguito alla richiesta di compensazione.
Per superare questo ostacolo, secondo le associazioni di impresa sarebbe sufficiente rendere disponibile nel cassetto fiscale una informazione aggiuntiva relativa ai ruoli non pagati.

Italia Oggi - C. Bartelli - art. pag. 21

Contabilità Iva a caro prezzo

Adempimenti. Aziende e professionisti alle prese con l'aggiornamento dei programmi per adeguarli ai nuovi obblighi. La rilevazione delle operazioni da comunicare aumenta i costi amministrativi

Per professionisti e imprese, alle prese con l'aggiornamento dei programmi di contabilità Iva per adeguarsi al nuovo obbligo di comunicazione telematica delle operazioni di importo pari o superiore a 3mila euro (articolo 21 del decreto legge 78/2010; provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2010), l'operazione non sarà a costo zero, sia dal punto di vista economico sia degli adempimenti amministrativi.
Per il 2010 il termine è fissato al 31 ottobre 2011 e dovranno essere comunicate le operazioni di importo non inferiore a 25mila euro. Inoltre la comunicazione è esclusa per le sole operazioni non soggette all'obbligo di fatturazione. Queste dovrebbero essere quelle effettuate da commercianti al minuto (articolo 22 del Dpr 633/72), ma, per esempio, un'impresa immobiliare che ha venduto un'abitazione aun privato ha dovuto emettere la fattura ma può non aver memorizzato il numero di codice fiscale che invece dovrà figurare nella comunicazione alle Entrate.
Quindi il nuovo obbligo di trasmissione pone i soggetti passivi di fronte a un nuovo adempimento, che contrariamente a quanto enunciato nell'articolo 21 del Dl 78/2010 sarà gravoso.

Il Sole 24 Ore - G. P. Tosoni - art. pag. 23

Sulle case detrazione più lunga

Valore aggiunto. La legge di stabilità 2011 modifica le regole per i soli fabbricati a uso abitativo. Il regime Iva passa da quattro a cinque anni dalla costruzione

Non penalizzare ulteriormente le imprese di costruzione, in una situazione già difficile per il forte impatto che la crisi economica ha avuto sul settore immobiliare. È questo l'obiettivo della modifica normativa introdotta dal comma 86 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2011 (legge 220/2010): è stato allungato di un anno il termine per la cessione dei fabbricati abitativi in regime di imponibilità Iva da parte delle imprese che li hanno costruiti o ristrutturati.
Per effetto dell'intervento attuato sul numero 8-bis del comma 1 dell'articolo 10 del Dpr 633/72, le cessioni realizzate entro cinque anni (e non più entro quattro anni) dall'ultimazione della costruzione o della ristrutturazione sono soggette all'applicazione dell'imposta. Decorso questo termine temporale, scatta l'applicazione del regime di esenzione, con tutte le spiacevoli conseguenze che questo comporta.

Il Sole 24 Ore - G. Gavelli, S. Pellegrino - art. pag. 24