Rassegna stampa del 13 gennaio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Paniere ad hoc nel redditometro

ll nuovo strumento di accertamento fortemente influenzato dai lavori della Commissione. Super-software per la connessione con l'anagrafe tributaria

II nuovo redditometro va a braccetto con l'anagrafe tributaria. Le modifiche all'accertamento sintetico apportate dall'articolo 22 del dl 78/2010 riflettono infatti i suggerimenti forniti dalla commissione bicamerale di vigilanza nell'indagine conoscitiva sul ruolo dell'anagrafe tributaria nel contrasto all'evasione tributaria.
Nel lavoro svolto dai membri della commissione parlamentare presieduta da Maurizio Leo, approvato nella seduta del 15 luglio 2009, sono contenute proposte di modifica del redditometro puntualmente recepite dal legislatore della manovra correttiva quali: la revisione del paniere dei beni e servizi indice di capacità contributiva, la trasformazione del redditometro da strumento di accertamento di nicchia a strumento di accertamento di massa, lo stretto collegamento fra dati dell'anagrafe tributaria e calcolo sintetico del reddito attraverso un apposito software ed infine l'obbligo del contraddittorio preventivo quale necessaria tutela per il contribuente.
Soltanto due punti, entrambi di garanzia per il contribuente, fra quelli segnalati dalla commissione bicamerale non sono stati recepiti dal legislatore: il ripristino della condizione secondo la quale per avvalersi del redditometro fosse necessario lo scostamento del reddito per almeno due annualità consecutive e la previsione espressa della efficacia non retroattiva del nuovo strumento di accertamento.

Italia Oggi - A. Bongi - pag. 21

Fatture false punite

Cassazione. Inutile anche il ravvedimento operoso

Commette il reato di fatture false l'imprenditore che le ha emesse a fronte di operazioni inesistenti anche se dopo le ha annullate, aderendo, fra l'altro, al ravvedimento operoso. È quanto sancito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 608 del 12/1/2011, ha confermato definitivamente la responsabilità di un imprenditore romano che aveva emesso con la sua azienda una serie di fatture false, annullandole in un secondo momento insieme ai falsi contratti. Non solo. Insieme alle altre imprese coinvolte nella frode aveva poi aderito al ravvedimento operoso ma non aveva mai versato l'imposta.
Un rimedio, questo, che non ha intaccato l'impianto accusatorio. Infatti la terza sezione penale del Palazzaccio ha motivato la conferma di tutte le responsabilità penali nei confronti del contribuente spiegando che «tale circostanza è rilevante ai fini dell'elemento soggettivo del reato, posto che il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, di cui all'art. 8, dlgs 74/2000, è configurabile anche in caso di emissioni di fatture tra società facenti capo allo stesso soggetto, atteso che pure in tale ipotesi si delinea la intersoggettività richiesta per integrare la finalità di consentire a terzi la evasione di imposta».

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 22

Illegittimo l'accertamento all'ex legale rappresentante

Cassazione

È illegittima la notifica degli atti impositivi da parte del fisco al legale rappresentante dell'azienda, già cessato dalla carica. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 613 depositata il 12 gennaio 2011, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
II caso riguarda un'azienda edile romana. II fisco aveva notificato un rettifica della dichiarazione dei redditi al legale rappresentante cessato dalla carica due anni prima. Per questo l'atto impositivo era subito stato impugnato di fronte alla commissione tributaria provinciale della Capitale.

Italia Oggi - art. pag. 22

 

Tessera tifoso bocciata in privacy

Garante

La tessera del tifoso non passa l'esame del garante della privacy. Con un provvedimento datato 10 novembre 2010, ma reso noto solo ieri, il Garante ha elencato che cosa non va nella tessera.
In primo luogo non sono risultate a norma le informative che accompagnano il rilascio: i supporter delle squadre di calcio che aderiscono al programma "tessera del tifoso" devono essere informati in modo chiaro e dettagliato sull'uso dei dati pesonali forniti al momento della sottoscrizione.
In secondo luogo non va bene come viene raccolto il consenso: i tifosi devono inoltre essere messi in condizione di poter scegliere liberamente se autorizzare l'uso di questi dati anche per finalità di marketing e pubblicità.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 20