Rassegna stampa del 10 marzo 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Compensazioni senza bussola

Semplificazioni. La circolare delle Entrate potrebbe non arrivare entro la scadenza di mercoledì 16 marzo

Compensazioni senza pace. Mentre è in alto mare il decreto sullo scambio fra cartelle esattoriali e crediti commerciali, per le compensazioni fiscali alle prese con il limite di 1.500 euro il puzzle delle regole applicative è ancora incompleto. Alla terza scadenza, il prossimo 16 marzo, gli operatori dovranno perciò "fidarsi" delle delucidazioni fin qui filtrate dall'amministrazione.
La circolare dell'agenzia delle Entrate che dovrebbe fornire i chiarimenti definitivi sulle questioni tuttora dubbie, infatti, con ogni probabilità sarà pronta solo per l'appuntamento di aprile.
L'articolo 31 del decreto legge 78/10 ha stabilito che dal 1° gennaio 2011 la compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali è vietata in presenza di debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e per i quali è scaduto il termine di pagamento. Il nuovo regime a gennaio e a febbraio è rimasto "congelato".
Con l'emanazione del decreto dell'Economia del 10 febbraio 2011 (pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» n. 40 del 18 febbraio) e l'istituzione del codici tributo da indicare nell'«F24-Accise» (risoluzione 18/E del 21 febbraio) la fase sperimentale si è conclusa. Sui contribuenti che non dovessero attenersi ai nuovi parametri incombe perciò la sanzione del 50% dell'importo indebitamente compensato.

Il Sole 24 Ore - 10 marzo 2011 - M. Bellinazzo - pag. 29

Fondi immobiliari autocertificati

Circolare dell'Agenzia delle entrate chiarisce il regime frutto del decreto legge 78/2010. Per la non imponibilità è necessario attestare la residenza

I soggetti non residenti che ricevono proventi da fondi immobiliari chiusi applicano il regime agevolato di cui al dl 78/2010 a condizione che l'attività degli stessi fondi sia successiva al 31/12/2009. Per i soggetti non residenti il regime di non imponibilità si applica a condizione che gli stessi autocertifichino la propria residenza ed il periodo di possesso delle quote.
E' quanto emerge dalla lettura della circolare 11/E dell'Agenzia delle entrate del 9/3/2011 emanata a chiarimento di quanto disposto dall'articolo 32 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 concernente il trattamento fiscale dei proventi dei fondi immobiliari chiusi corrisposti a soggetti non residenti.
Prima delle modifiche operate dal dl 78/2010 il comma 3 dell'articolo 7 del decreto legge n. 351 del 2001 prevedeva la non imponibilità dei redditi di capitale derivanti dalla distribuzione periodica o dal riscatto o liquidazione delle quote di fondi immobiliari percepiti dai soggetti residenti in Paesi e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni e che siano investitori istituzionali esteri, ancorché privi di soggettività tributaria, costituiti nei Paesi e territori di cui sopra ed enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia, nonché banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato.

Italia Oggi - 10 marzo 2011 - A. Montemurro - pag. 21

Via libera alle quote rosa nei cda

Raggiunta l'intesa fra governo e commissione finanze sull'emendamento Germontani. Dal 2015 organi di governance composti da 1/3 di donne

Sbloccata l'impasse sulle quote rosa nei cda. Ieri infatti, è stata raggiunta l'intesa fra governo e commissione finanze del senato sul ddl che prevede quote rosa nei cda e nei collegi sindacali delle società quotate.
Martedì il sottosegretario all'economia, Sonia Viale, aveva espresso parere contrario all'emendamento della relatrice Maria Ida Germontani (Fli), che rappresentava una mediazione raggiunta in commissione, sulla gradualità di entrata in vigore delle norme in due mandati e aveva chiesto una pausa nei lavori per un approfondimento.

Italia Oggi - 10 marzo 2011 - pag. 22

Fisco pazzo dei social network

Viaggio nelle amministrazioni finanziarie che stanno ridisegnando i rapporti con i contribuenti. Le Entrate Usa comunicano via Facebook, in Uk su Twitter

Anche il Fisco si è piegato al fenomeno dei social network. Se qualcuno dovesse ancora pensare a Facebook, Twitter, Youtube o Myspace come a passatempi da ragazzi, sarebbe allora destinato a ricredersi. Se ne sono accorti già da tempo gli agenti dei tributi che hanno deciso di sfruttare i nuovi strumenti di social network come canali preferenziali per entrare in contatto con i contribuenti.
I primi a scendere in campo sono stati gli americani dell'Irs, l'Agenzia delle entrate di Washington, che da alcuni mesi hanno profuso ingenti sforzi per adeguare la propria comunicazione ai nuovi media. Il primo passo è stato quello di creare una pagina Facebook aggiornata costantemente con tutte le ultime novità di carattere tributario. A cui il popolo di Facebook ha risposto immediatamente creando una pagina uguale e contraria dal titolo «Stop Irs».
Ma gli agenti del Fisco non si sono scoraggiati, dando vita a quattro nuovi canali su Youtube, uno generalista, un'altro dedicato a consigli pratici, e due canali multilingua per stabilire un contatto con l'enorme comunità di lingua spagnola residente negli Usa.

Italia Oggi - 10 marzo 2011 - G. Frontoni - pag. 26

Fabbricati storici, l'Ici è leggera

La Cassazione a sezioni unite risolve un contrasto interpretativo a favore del contribuente. La base imponibile prescinde dalle opere di restauro

Ici più leggera per i fabbricati storici. La base imponibile Ici degli immobili di interesse storico artistico prescinde da eventuali opere di restauro o ristrutturazione. Per essi infatti saranno esclusivamente applicabili le regole previste dall'articolo 2, comma 5, del dl 16/93 basate sull'applicazione di appositi moltiplicatori alla rendita catastale. E questo si traduce in una base di calcolo dell'imponibile più favorevole al contribuente.
A chiarire l'esatto ambito normativo applicabile ai fini della determinazione della base imponibile Ici degli immobili storico artistici oggetto di uno degli interventi di recupero di cui alla legge n. 457 del 1978, sono state le sezioni unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 5518 del 9 febbraio scorso.

Italia Oggi - 10 marzo 2011 - A. Bongi - pag. 7

I digital divide dell'Europa

Il Commissario europeo per l'agenda digitale Neelie Kroes sta discutendo con i big del settore

I ritardi italiani sono gravi soprattutto nell'adottare quei servizi che più richiedono un cambio di mentalità. Quelli per cui bisogna davvero fare entrare internet nella propria vita quotidiana: anche per le cose importanti e non solo nel tempo libero. E' una chiave di lettura dei dati raccolti da Eurostat.
Il punto di partenza è un male noto: solo la Grecia fa peggio di noi, tra i principali Paesi europei, per percentuale di nuclei familiari con accesso banda larga. Nel 2010 era il 49 per cento, in Italia. Persino il Portogallo ci ha superato. Consola un poco sapere che abbiamo guadagnato dieci punti dal 2009; ma anche Francia e Germania hanno fatto lo stesso balzo. Abbiamo quindi oltre dieci punti di distacco dalla media europea (EU15 ed EU27).
Ma c'è di peggio. Il divario con la media cresce (a quasi 20 punti) per la percentuale di individui che accedono di frequente a internet (almeno una volta a settimana). Siamo al 48 per cento, un abisso di distanza dal Regno Unito (80 per cento), Francia e Germania (75 e 74 per cento).
E' il ritardo di chi tiene ancora chiusa a internet la porta della quotidianità. E' il ritardo di una società che tarda ad assegnarle un ruolo principe. O forse persino un ruolo preciso.

Il Sole 24 Ore, Nòva - 10 marzo 2011 - A. Longo - pag. 6

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