Rassegna stampa del 30 maggio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Dal 1° luglio l'occhio del fisco sullo shopping

«Cara agenzia, lo sai che TRVGNN75eccetera ha acquistato una moto da 6.zoo euro?».
Fra un mese, i commercianti cominceranno a raccogliere appunti come questi, da spedire al Fisco.
Aggiustati (quasi) tutti i dettagli per evitare gli adempimenti inutili, il i luglio debutterà lo «spesometro» vero e proprio, chiamato a raccontare all'amministrazione finanziaria tutto lo shopping di un certo peso fatto da ogni contribuente.
Oltre ai soldi, quando il conto supererà i 3.600 euro Iva compresa, bisognerà dare anche il proprio codice fiscale al commerciante, che lo comunicherà all'Erario (il primo invio è previsto il 3o aprile 2012 e riguarderà le operazioni del 20u).
Per evitare questo passaggio bisognerà sfoderare la carta di credito, che però è tràcciabile e non piace all'evasore (assegni e bonifici bancari, ugualmente monitorabili dal Fisco, non sfuggono all'obbligo).
L'avvio ad ampio raggio dello «spesometro» potrebbe offrire un'arma importante contro l'evasione diffusa.

Il sole 24 ore - 30 maggio 2011 - G. Tr. - pag. 3

Controlli fiscali in due passaggi

La tendenza ribadita dalla circolare n. 21/E alle strutture regionali e rpovinciali delle Entrate.
Gli studi per la selezione, il redditometro per l'accertamento

Gli studi di settore per selezionare le posizioni, il redditometro per accertare i maggiori redditi.
E' la connessione esistente fin i due principali strumenti di accertamento induttivo che si desume da una lettura delle istruzioni operative impartite alle strutture periferiche dell'Agenzia delle entrate nella circolare n. 21/e del 18 maggio scorso, interamente dedicata ai controlli. Si tratta di una relazione che pub esistere e avere effetti solo nell'ambito comune di operatività dei due strumenti, ovvero le persone fisiche esercenti attività d'impresa, arte o professione.
La conferma di questo nuovo legame, destinato a rafforzarsi nel tempo fra i due strumenti cardine dell'accertamento induttivo, non deriva però soltanto dalla lettura del citato documento di prassi amministrativa.
Si tratta di una correlazione in atto già da alcuni anni, che trova conferma nel numero degli accertamenti eseguiti nell'ultimo triennio per ognuno dei due strumenti. Mentre da un lato, infatti, decrescono rapidamente gli accertamenti su base annua effettuati con l'utilizzo degli studi di settore, dall'altro, crescono, a ritmo più che proporzionale, gli accertamenti effettuati utilizzando il redditometro di prima generazione, fino ad arrivare al sorpasso di questi ultimi nel corso dell'anno 2010.
Questa tendenza è confermata, anzi amplificata, dalle istruzioni impartite dalla circolare n.21/e alle strutture regionali e provinciali delle Entrate. L'obiettivo accertamenti da redditometro per l'anno 2011 è posto al livello di 40 mila accertamenti, con un incremento di circa 10 mila rispetto a quelli portati a termine nell'anno 2010.

Italia Oggi - 30 maggio 2011 - A. Bongi - pag. 6

I limiti anti-riciclaggio degli studi

ULTIMO COMMA

Ha avuto molta rilevanza lo scarso numero delle segnalazioni delle operazioni sospette (articoli 41 e successivi del Digs 231/2007) in materia di antiriciclaggio da parte dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e vengono preannunciate operazioni di controllo negli studi professionali.
Sono almeno quattro le possibili spiegazioni.
Prima di tutto, a differenza degli avvocati e dei notai per i quali l'obbligo in questione è circoscritto a sole cinque operazioni comportanti tutte «maneggio di denaro», per commercialisti ed esperti contabili tale delimitazione non è statavoluta dal legislatore e quindi tutto si affida auna nozione di «sospetto» che non potrebbe essere più generica e inafferrabile. Inoltre gli «indicatori di anomalia» del ministero della Giustizia (decreto 16 aprile 2010) hanno contribuito a ingenerare difficoltà, spingendosi a prescrivere obblighi che non dovrebbero esistere.
Tra questi, ad esempio, la valutazione della"riluttanza" del cliente a rispondere, le ricerche per individuare il reale proprietario di date società, la criminalizzazione di date operazioni societarie, che di per sé non possono non essere tali. Più volte è stato sottolineato che il professionista non deve trasformarsi in poliziotto, ma sembra che le autorità preposte, con provvedimenti del genere, se ne dimentichino.

Il sole 24 ore - 30 maggio 2011 - I. Caraccioli - pag. 6

Iva non detratta senza collaterali

I chiarimenti della prassi sulle prestazioni di vitto e alloggio. Spazio alle scelte di convenienza.
Nessuna penalizzazione ai fini delle imposte sui redditi

Vitto e alloggio con Iva detraibile, ma con deduzione ridotta in Unico.
Chi rinuncia a detrarre l'Iva non ha ulteriore penalizzazioni ai fin delle imposte sui redditi.
Dopo il decreto legge 112/2008, l'Iva relativa alle prestazioni alberghiere e di ristorazione è divenuta detraibile a far data dal l settembre 2008.
Nel contempo si è però prevista, ai fini delle imposte sui redditi (questa volta a far data dal 1 gennaio 2009), una riduzione della deducibilità di tali spese al 75%.
Dopo un primo sollievo dato dalla detraibilità Iva di tali spese le imprese si sono spesso trovate a fare dei conteggi di convenienza che hanno spesso fatto superare gli entusiasmi iniziali. In effetti per detrarre l'Iva vi è la necessità di contabilizzare i documenti in modo analitico (fatta salva la possibilità della registrazione cumulativa), non essendo sufficiente (come avviene nel caso di documento attestante la spesa nella forma della ricevuta fiscale) l'imputazione a conto economico senza apertura di un singolo fornitore.
Sul punto sono però da segnalare ben tre prese di posizione dell'amministrazione che solo nel 2010 hanno permesso di individuare il comportamento corretto da tenere anche in sede di modello unico 2011.

Italia Oggi - 30 maggio 2011 - N. Villa - pag. 10