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Rassegna stampa del 31maggio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Alleggerite le comunicazioni Iva

Circolare dell'Agenzia delle entrate chiarisce il raggi d'azione del decreto 78 del 2010
Fuori i minimi e le operazioni intra Ue ed extraterritoriali

Nella comunicazione telematica delle operazioni Iva di importo pari o superiore a 3 mila euro non dovranno essere indicate le operazioni intracomunitarie, quelle extraterritoriali, quelle effettuate dai contribuenti minimi e i passaggi interni di beni all'interno della stessa impresa.
Gli acquisti fatti dai privati consumatori e pagati con carte di debito, di credito o prepagate non dovranno essere segnalati se le carte sono emesse da operatori finanziari aventi sede o stabile organizzazione in Italia.
Queste le principali indicazioni. per quanto riguarda il raggio d'azione dell'adempimento istituito dell'art.. 21 del d178/2010, fornite dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 24 del 30 maggio 2011.
La circolare, che illustra a tutto tondo il nuovo adempimento, annuncia anche l'arrivo di successive istruzioni sulle modalità di trasmissione delle comunicazioni.

Italia Oggi - 31 maggio 2011 - F. Ricca - pag. 19

I proprietari all'appello

Cedolare secca - L'ipotesi operativa se l'inquilino non collabora
Regolarizzazione unilaterale del contratto

Cedolare secca: se l'inquilino non collabora il proprietario potrà procedere unilateralmente alla regolarizzazione del contratto.
Con l'avvicinarsi della scadenza del giugno prossimo, sembra essere proprio questa la modalità pratica attraverso la quale sanare le irregolarità pregresse dei contratti di locazione ad uso abitativo.
Tutta da interpretare poi la norma che stabilisce l'inapplicabilità del nuovo regime ad imposta sostitutiva per le locazioni effettuate in regime d'impresa, nelle ipotesi di più unità immobiliari locate in capo alla singola persona fisica proprietaria.
A poco meno di una settimana dal debutto del c.d. «conflitto di interessi» fra locatori e conduttori (si veda ItaliaOggi Sette in edicola) sono questi alcuni dei principali dubbi ancora sul tappeto.
Dubbi che potrebbero essere risolti, almeno in parte, dalla circolare esplicativa che, secondo quanto risulta ad ItaliaOggi, dovrebbe vedere la luce proprio nel corso di questa settimana. Il «conflitto di interessi» creato dalla disposizione sta sicuramente ottenendo i suoi effetti mettendo in movimento i conduttori da una parte, interessati soprattutto al regime di assoluto favore dell'emersione dei contratti non registrati, ed i locatori dall'altra, preoccupati, questi ultimi, anche dal raddoppio delle sanzioni amministrative sui canoni non dichiarati.

Italia Oggi - 31 maggio 2011 - A. Bongi - pag. 24

Lo studio associato paga l'Irap

Cassazione Ordinanza accoglie con rinvio il ricorso presentato dall'Agenzia delle entrate
Non rileva che i collaboratori ricevano compensi modesti

Lo studio associato non sfugge all'Irap neppure nel caso in cui abbia dichiarato compensi modesti per i collaboratori in alcuni esercizi e inesistenti in altri.
È quanto sancito dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 11933 del 30 maggio 2011, ha accolto con rinvio il ricorso dell'Agenzia delle entrate.
Il caso riguarda uno studio associato - che in alcune annualità aveva dichiarato compensi modesti per i collaboratori e in altre compensi inesistenti. Per questo aveva chiesto il rimborso dell'imposta.
L'ufficio non aveva risposto. A questo punto lo studio aveva fatto ricorso alla Ctp di Genova che aveva accolto i motivi presentati dalla difesa. La Ctr Ligure aveva confermato la decisione. Ora le cose sono andate diversamente.
La sezione tributaria ha infatti accolto il ricorso del fisco motivando che «nessun dato concreto viene offerto per dare contezza dell'affermazione secondo cui i costi per collaboratori sarebbero stati inesistenti in alcuni esercizi e modesti in altri». E questo nonostante «l'impiego di personale dipendente e di collaboratori sia normalmente rilevante agli efLo studio aveva chiesto il rimborso.
Ma l'ufficio non aveva risposto fetti di che trattasi e; d'altronde, la circostanza che il relativo utilizzo non sia avvenuto in tutti gli esercizi non esonerava dal motivare, in base a quali elementi e considerazioni, per gli altri esercizi, l'effettivo impiego doveva, egualmente, essere ritenuto irrilevante».

Italia Oggi - 31 maggio 2011 - D. Alberici - pag. 23


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