Rassegna stampa del 6 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Nello spesometro i costi pattuiti

Fisco. I chiarimenti della circolare 24/E - Dal 1 luglio saranno monitorate anche le cessioni a privati oltre 3.600 euro
Per i contratti periodici comunicazione sul compenso indicato e non sull'incasso

Lo spesometro si avvicina al debutto del i luglio quando entreranno nel monitoraggio anche le operazioni oltre 3.600 euro (Iva inclusa) verso i consumatori finali.
La circolare 24/E ha sciolto molti dubbi ma restano alcuni problemi "pratici": primo fra tutti quello sui contratti collegati e a corrispettivo periodico.
Un punto su cui il documento propone una soluzione che sembra discostarsi dalla disciplina contenuta nel provvedimento delle Entrate del 22 dicembre scorso.
La competenza L'interpretazione delle Entrate avalla la necessità di riferire la soglia dei 3mila euro (o 3.600) ai corrispettivi previsti fra le parti, secondo un'impostazione «di competenza» e non «di cassa» (come lasciva intendere, invece, la risposta fornita nell'ultimo Telefisco).
Quindi, nel valutare se una certa prestazione (ad esempio il contratto di manutenzione di un macchinario) debba essere oggetto di comunicazione, si dovrà fare riferimento all'ammontare del corrispettivo pattuito contrattualmente e non a quanto effettivamente pagato nel corso di un anno solare.
A fronte del pagamento frazionato relativo a un unico contratto che prevede corrispettivi periodici o a più contratti collegati per importi complessivi superiori alle soglie (3mila euro o 3.600 euro) nell'anno solare, la circolare prevede che dovrà essere comunicato l'importo complessivo delle operazioni rese e ricevute nell'anno di riferimento, anche se il corrispettivo relativo al singolo contratto è inferiore a tali limiti.
In sostanza, se per il contratto di manutenzione viene fissato un corrispettivo globale di 10mila euro annui e nel corso del zou, relativamente a tale rapporto, è emessa una sola fattura per 2mila euro, l'operazione, nel rispetto dell'unitarietà negoziale, va comunque segnalata, in quanto parte di un contratto stipulato per un ammontare totale oltre la soglia di legge (3mila euro).
Per lo stesso principio, se da tale rapporto nell'anno di riferimento non deriva alcuna fatturazione, considerato che la comunicazione è effettuata con riferimento alla registrazione dell'operazione (o in mancanza, alla data di effettuazione, che per i servizi è il pagamento), rispetto a tale periodo non dovrà essere segnalata alcuna operazione.

Il sole 24 ore - 6 giugno 2011 M- Mantovani, B. Santacroce - pag. 1

Cedolare secca, ora si parte

Cedolare secca. I chiarimenti della circolare 26/E per gli immobili in locazione
Riserva a favore delle persone fisiche. Le imprese sono escluse

Sulla cedolare secca si è discusso molto negli timi mesi, ma ora è arrivato il tempo delle scelte: milioni di proprietari stanno decidendo di optare per la tassazione dei redditi immobiliari con aliquota al 21 o al 19% (chissà poi perché si chiama cedolare secca, quando le aliquote sono due? Paradossi della comunicazione di massa).
E molti sono quelli che stanno scegliendo di emergere dal sommerso: il rischio di essere denunciati e di pagare sanzioni salatissime diventa troppo alto.
La disciplina ormai è chiara, la circolare dell'Agenzia delle entrate del 1 giugno ha dissipato gli ultimi dubbi.
Non rimane che decidere.
Dal 7 giugno infatti le norme contenute nel decreto legislativo sul federalismo fiscale diventano pienamente efficaci.

Italia Oggi - 6 giugno 2011 - M. Longoni - pag. 1

Rilevante l'operazione fuori Intrastat

Triangolazioni Iva. Gli scambi in ambito comunitario

Nelle operazioni triangolari i rapporti fra gli operatori nazionali vanno monitorati, mentre in ambito intracomunitario l'esclusione dalla comunicazione è subordinata al riepilogo dell'operazione in Intrastat.
In via generale, il provvedimento del 22 dicembre 2010 esonera dalla segnalazione le esportazioni previste all'articolo 8, comma i, lettera a) e b) del Dpr 633/72, in quanto già tracciate nel circuito doganale tramite la registrazione del Dae (documento di accompagnamento di esportazione).
Nelle cessioni triangolari all'esportazione la vendita interna fra il primo cedente e il promotore della triangolazione sfugge a questo controllo.
Quest'ultimo attore, che agisce nella duplice veste di acquirente e cedente, è da considerare il vero esportatore e con tale qualifica figura sul documento di esportazione.
Il primo cedente, invece, nonostante sia incaricato del trasporto dei beni destinati fuori Ue, non è coinvolto direttamente nella cessione all'esportazione, per cui pone in essere una vendita meramente interna, seppure non imponibile.

Italia Oggi - 6 giugno 2011 - pag. 6

Un bivio per l'Ici d'impresa

Versamenti entro 11 16 giugno prima rata - Versamento unico dove è stata deliberata l'aliquota 2011
Richiesta di accatastamento spartiacque per la rendita dei fabbricati

II 16 giugno scade la prima rata di pagamento dell'Ici 2011.
Se la situazione immobiliare non è cambiata rispetto all'anno scorso, il calcolo si effettua applicando all'imponibile di legge le aliquote e le detrazioni deliberate per li 2010 e dividendo l'importo a metà.
Il pagamento va eseguito, in banca, con il modello F24, oppure in posta, con gli ordinari bollettini.
È sempre possibile pagare in un'unica soluzione, entro la medesima data, utilizzando però le delibere 2011.
Considerando tuttavia che quest'anno i termini per le deli-bere comunali sono slittati al 30 giugno non sempre sarà possibile per i contribuenti avere a disposizione in tempo i dati necessari per i calcoli.
Con l'approssimarsi della scadenza si ripresenta all'attenzione degli operatori uno dei temi critici dell'Ici: la tassazione degli immobili d'impresa.
Si tratta in particolare dei fabbricati di categoria catastale D, privi di rendita, interamente posseduti da imprese.
Per tali tipologie immobiliari la difficoltà di individuare una rendita per fabbricati similari (rendita presunta) ha indotto il legislatore a far riferimento al valore risultante dalle scritture contabili, assunto al lordo delle quote di ammortamento e rivalutato sulla base di appositi indici ministeriali. Per questi immobili, la questione più controversa riguarda gli effetti della rendita catastale successivamente attribuita dagli uffici del Territorio.
L'articolo 5, Dlgs n. 504/92, prevede al riguardo che il cri. terio del valore contabile abbia effetto sino all'anno dell'attribuzione della rendita.
La formulazione della norma, quindi, sembra indicare che le tariffe d'estimo debbano essere applicate solo per il futuro. Sul punto la giurisprudenza di Cassazione si è divisa, talvolta optando per la portata costitutiva della rendita (applicazione per il futuro), talaltra perla natura dichiarativa della stessa (applicazione retroattiva).

Il sole 24 ore - 6 giugno 2011 - L. Lovecchio - pag. 3