Rassegna stampa del 10 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Iva, allo studio l'aumento dell'1% per due aliquote

Il cantiere. Possibile prelievo al 20% sulle rendite

Il cuore della riforma fiscale resta da un lato il graduale riequilibrio del prelievo dalle imposte dirette alle indirette («dalle persone alle cose»), dall'altro il riordino delle agevolazioni che sotto varie forme erodono consistenti fette di gettito.
Trattandosi di una legge delega, vi saranno elencati i principi di fondo cui dovranno ispirarsi i successivi decreti legislativi, e certamente vi sarà un'indicazione precisa sull'Iva.
In cantiere, tra le varie simulazioni messe a punto in questi giorni dai tecnici dell'Economia prende quota il possibile aumento di un punto dell'aliquota Iva del 20% e di quella agevolata del 10 per cento.
Il relativo gettito servirebbe a coprire il taglio di 3 punti della prima aliquota Irpef (dal 23 al 20%), cui andrebbe aggiunta anche l'altra opzione allo studio che prevede di allineare alla stesso livello del 20% il prelievo sulle rendite fmanziarie. In subordine, fermo restando l'intervento sull'Iva, si potrebbe destinare il relativo gettito in parte alla riduzione dell'Irpef (avviando contestualmente un primo esperimento di quoziente familiare), in parte al taglio dell'Irap.

Il Sole 24 Ore - 10 giugno 2011 - pag. 5

Il processo sommario fa il pieno

CONSIGLIO DEI MINISTRI. Primo sì allo schema di decreto legislativo che riconduce 33 riti civili speciali a tre sole tipologie.
La maggiore parte delle controversie confluirà nel modello semplificato

Primo sì alla riduzione dei riti nel processo civile.
Il Consiglio dei ministri svoltosi ieri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo che provvede a ricondurre a tre modelli base un nutrito pacchetto di formule processuali disperse.
Ora il testo passa all'esame del Parlamento per i pareri prima del via libera definitivo. Silvio Berlusconi tiene a sottolineare come «nella procedura civile ci sono oggi 33 modalità di processi disciplinati in modo differente, una selva inestricabile. Orali abbiamo ricondotti a tre tipi: il rito del lavoro, il rito ordinario di cognizione e il rito sommario per processi con evidenti prove.
Si tratta di un decreto attuativo con cui si completa il percorso della riforma del processo civile che abbiamo iniziato nel 2009». In realtà il decreto provvede più a una razionalizzazione che a una semplificazione, visto che vengono fatte salve comunque molte specificità dei riti speciali.
La stessa relazione al testo ammette che l'intervento «non può ritenersi esaustivo delle esigenze di semplificazione e di razionalizzazione del sistema processuale civile, in conseguenza delle rilevanti delimitazioni contemplate dallalegge di delega, che ha escluso la possibilità di intervenire sulle disposizioni processuali in materia di procedure concorsuali, di famiglia e minori» e altre.

Il sole 24 ore - 10 giugno 2011 - E. Bruno - pag. 29

Ritenute Irpef, è prova l'F24

Basta il confronto con le buste paga

Ritenute Irpef: il raffronto fra F24 e buste paga ova il mancato versamento.
In caso di azienda che non abbia presentato la dichiarazione il mancato versamento delle ritenute Irpef in favore dei dipendenti è provato dal fisco anche senza il verbale degli ispettori previdenziali, essendo sufficiente una comparazione delle buste paga e l'F24.
Lo ha stabilito la Cassazione che, con l'ordinanza numero 12595 del 9 giugno 2011, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria ribaltando la decisione della commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna.
Il caso riguarda un'industria emiliana nei confronti della quale il fisco aveva spiccato un accertamento.
In particolare alla Spa era stato contestato di non aver versato le ritenute Irpef per trentatré dipendenti.
L'azienda aveva impugnato l'atto impositivo usando come grimaldello la mancata redazione del verbale degli ispettori previdenziali.

Italia Oggi - 10 giugno 2011 - D. Alberici- pag. 23

Redditometro, il silenzio è d'oro

Le strategie difensive per i contribuenti che hanno ricevuto la comunicazione dell'Agenzia.
Per le motivazioni spesso non basta una risposta via email

Nuovo redditometro: alle lettere del fisco non sempre conviene rispondere.
I contribuenti italiani che nell'anno 2009 hanno fatto spese eccedenti i redditi dichiarati e che sono stati «pizzicati» in questi giorni dal fisco si trovano ora nell'incertezza se replicare o meno all'invito delle entrate.
E bene precisare fin da subito che la lettera-invito recapitata dalle entrate non costituisce un vero e proprio invito al contraddittorio né instaura un procedimento di natura amministrativa nei confronti del contribuente.
Si tratta di una pura segnalazione di un'anomalia fra spese sostenute e redditi dichiarati che come tale potrebbe, in un prossimo futuro, costituire lo spunto per un accertamento sintetico nei confronti del contribuente.
Poiché la segnalazione riguarda il periodo d'imposta 2009 se mai un accertamento sintetico dovrà iniziare nei confronti del destinatario della missiva, questo non potrà che prendere avvio nel corso dell'anno 2012.
Sul punto la recente circolare n.21/e relativa agli indirizzi operativi per il contrasto all'evasione per l'anno 2011 è stata, infatti, molto chiara.
Gli accertamenti sintetici da eseguire nell'anno in corso, recita il citato documento di prassi amministrativa, riguarderanno le annualità 2007 e 2008 mentre per il 2009, la prima annualità con il nuovo redditometro, i controlli prenderanno avvio solo a partire dal 2012.
Tornando all'esame delle possibili contromosse dei contribuenti occorre innanzitutto considerare la tipologia di anomalia segnalata e la posizione soggettiva del contribuente.
Se si è in presenza di una situazione di facile giustificazione, esempio contribuenti in possesso di redditi esenti, tassati alla fonte o determinati con criteri forfetari, una prima possibile iniziativa potrebbe essere costituita dalla replica all'indirizzo mail contenuto nel corpo della missiva stessa (dc.acc.commsint2009@agenzianetrate.it).

Italia Oggi - 10 giugno 2011 - A. Bongi, F. G. Poggiani - pag. 24