Rassegna stampa del 15 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Stampati Fiscali

Il bilancio cambia casa? Il contribuente "avvisa" il fisco

Il chiarimento. Depositario esonerato

In caso di variazione del luogo di conservazione delle scritture contabili è il contribuente che deve assolvere l'obbligo di comunicarlo al fisco, e non il depositaio.
Quest'ultimo può provvedere all'invio del modello di variazione, previsto dall'articolo 35 del decreto Iva, solo se delegato dal contribuente ma può vigilare che il cliente stesso abbia presentato alle Entrate la comunicazione di variazione dei dati.
Lo ha chiarito l'Agenzia nella risoluzione n. 65/E di ieri, con la quale la direzione centrale risponde alle richieste avanzate da più parti, in ordine al comportamento che il depositario delle scritture contabili devo osservare per cooperare al corretto adempimento dell'obbligo di comunicazione e all'aggiornamento delle informazioni in possesso dell'Agenzia.
La risoluzione richiama, in primo luogo, quanto previsto dall'articolo 35 del Dpr 633/72, comma 3, secondo il quale grava sul contribuente l'obbligo di dichiarare entro 3o giorni alle Entrate la variazione degli elementi risultanti dalla dichiarazione di inizio attività, compresa la variazione del luogo di tenuta e conservazione delle scritture contabili.

Il sole 24 ore - 15 giugno 2011 - R. Portale - pag. 33

Rimborsi trasformabili in crediti di imposta

Circolare Assonime su Unico 2011. Il termine scade il 28/1/2012

Unico 2011, i crediti chiesti a rimborso si possono trasformare in crediti compensabili entro e non oltre il 28 gennaio 2012.
È infatti entro i 120 giorni successivi alla scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione che il contribuénte potrà emendare la stessa trasformando gli importi originariamente richiesti a rimborso in crediti d'imposta utilizzabili in compensazione.
Tutto ciò a condizione che il rimborso richiesto non sia stato nel frattempo già erogato in tutto o in parte.
Anche se il soggetto che ha sottoscritto la relazione di revisione al bilancio non è più in carica al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi dovrà comunque apporre la propria firma sul modello redatto dalla società. Sono queste, fra le altre, le più recenti novità in materia di dichiarazione dei redditi e Irap delle società di capitali, trattate nella circolare n. 15 diffusa nel pomeriggio di ieri da Assonime.
La circolare in argomento contiene infatti le principali novità normative e interpretative rilevanti ai fini della predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive delle società di capitali e degli enti commerciali.

Italia oggi - 15 giugno 2011 - A. Bongi - pag. 21

Trust e antiriciclaggio a braccetto

Le indicazioni operative contenute in un documento Asla (Associazione studi legali associati)
Procedure dovute nella fase istitutiva e in quella attuativa

Le procedure antiriciclaggio devono essere attuate sia durante la fase istitutiva un trust che durante la vita dello stesso e devono trovare applicazione nei confronti di tutti i soggetti che manifestano un potere dispositivo nell'ambito del piano programmatico del trust.
Sono queste le indicazioni operative che si traggono nel secondo documento d'indirizzo diffuso dal Gruppo di Lavoro sul trust creato in seno all'Asia (Associazione studi legali associati).
Dopo il primo documento dal titolo «La sostituzione del trustee tra legge regolatrice e diritto interno: cause, procedure e soluzioni ai problemi applicativi» (Italia Oggi del 24 marzo 2011) si è passati all'analisi della delicata normativa antiriciclaggio che coinvolge il consulente chiamato a redigere Tatto di trust, il trustee e gli intermediari che interagiscono con il trust durante la sua vita.
L'applicazione della normativa antiriciclaggio per gli operatori presenta problematiche a volte non semplici quando applicata a fattispecie ordinarie della vita economica; tali problematiche subiscono un ulteriore complessità quando è necessario individuare in un rapporto di trust quali sono le adeguate verifiche ed i soggetti su cui effettuarle per verificare che i proventi da trasferire in trust non siano potenzialmente frutto di un reato presupposto che può innescare quello di riciclaggio.

Italia Oggi - 15 giugno 2011 - P. Gaeta - pag. 29

Reti d'impresa, esenzione al 75%

Agevolazioni. L'agenzia delle Entrate fissa la percentuale di utile per l'anno 2010 che sarà escluso dal prelievo.
Le risorse dovranno essere accantonate in un fondo consortile non tassato

Sarà di oltre il 75 per cento (per l'esattezza, il 75,3733%) la percentuale di utile accantonato dai soggetti appartenenti alle reti d'impresa che potrà beneficiare, per l'anno 2010, dell'esenzione dalla tassazione.
A stabilirlo è il provvedimento emanato ieri dal Direttore dell'agenzia delle Entrate (Protocollo n. 2011/81521).
In altri termini, le imprese appartenenti a una "rete riconosciuta" - quelle che hanno fatto domanda per ottenere il beneficio mediante l'invio telematico del modello «RETI» entro lo scorso 23 maggio - potranno accantonare in un "fondo consortile non tassato" la quota di utile 2010 indicata al momento della domanda nella percentuale del 75,3733 per cento.
La quota restante di utile - invece e pur essendo destinata alle finalità del fondo patrimoniale comune o del patrimonio destinato all'affare - non usufruirà della sospensione d'imposta.
L'importo del risparmio complessivamente richiesto è stato di 26.534.578 euro che - rapportato ai 20 milioni di euro stanziati dal comma 2-quinquies dell'articolo 42 del decreto legge 31 maggio 2010, n.78 - dà esattamente la percentuale evidenziata del 75,3733 per cento.
Ciò significa che le risorse pubbliche stanziate dal legislatore si sono dimostrate in grado di accontentare quasi per intero gli aspiranti beneficiari, ma chiarisce anche che bisognerà ancora impegnarsi molto affinché le aggregazioni tra soggetti economici divengano fenomeno "economicamente rilevante" nel nostro Paese.
I 20 milioni di euro cui rinuncerà il bilancio dello Stato - sotto forma di minori imposte dirette a saldo per il periodo 2010 - si traducono in un beneficio fiscale netto pari al 75,3733% dell'aliquota d'imposizione diretta applicabile a un soggetto applicato, a sua volta, all'utile d'esercizio che si è dichiarato di voler accantonare per le finalità "comuni".

Il sole 24 ore - 15 giugno 2011 - A. Sacrestano - pag. 33