Rassegna stampa del 16 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Più moneta elettronica per aumentare la tracciabilità fiscale

Redditometro e studi di settore potenziati

Moneta elettronica e incentivi all'abbandono dell'uso del contante.
Potenziamento del contrasto di interessi, soprattutto mirato nelle aree a più alto indice di evasione.
Ma anche un «no» secco ai condoni e una sostanziale riduzione del numero di partite Iva.
Da sfruttare a pieno semplificazioni, razionalizzazioni e stabilizzazioni delle regole fiscali così da ridurre errori e il proliferare del contenzioso.
Sono solo alcune delle principali indicazioni di policy per contrastare l'evasione, che arrivano dal tavolo della riforma fiscale coordinato da Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, incaricato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, di studiare l'economia sommersa.
È da questeconsiderazioni che dovrannoscaturirealcune decisioni strategiche nella lottaall'evasioneda cui poter attingere parte delle risorse per fmanziare la riforma fiscale.
Dal tavolo sono arrivate più proposte per il rafforzamento del contrasto di interessi: rendere "appetibile" peri contribuenti il rispetto delle regole fiscali concedendogli un vantaggio economico.
Difficile però, secondo le Entrate, un uso generalizzato del meccanismo.
Potrà essere efficace solo in aree a maggiore evasione e se affiancato alla tracciabilità dei pagamenti.
Strategico per aumentare la compliance dei contribuenti, potrà rivelarsi, infatti, il ricorso alla moneta elettronica.
L'addio al contante dovrebbe essere addirittura sostenuto con incentivi, cui potrebbero contribuire le banche.
I costi per il sistema Italia prodotti dall'uso della carta-moneta sono stimati dall'Abi in 10 miliardi di euro.
Importante, anche per non condurre una lotta all'evasione "invasiva", l'affinamento degli strumenti di compliance.
Lo scambio di dati e informazioni tra fisco e le altre amministrazioni, ad esempio, dovrà essere continuo soprattutto sui risultati delle ispezioni e degli accertamenti eseguiti.

Il sole 24 ore - 16 giugno 2011 - M. Mobili - pag. 11

Interventi sull'Iva a rischio inflazione

Le ipotesi allo studio. Elevare dal 4 al 6% l'aliquota agevolata potrebbe avere un impatto sui consumi dei beni di prima necessità.

GLi effetti reali della riforma fiscale a cui il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e l'intero Governo affidano le speranze di rilancio dipendono in gran parte da come si risolverà il rebus della copertura finanziaria, per non diminuire il gettito complessivo (e «non spaccare il bilancio», come ha avvertito lo stesso Tremonti).
L'incognita chiave, dunque, è su chi sarà chiamato a pagare i benefici che dovrebbero derivare dal ridisegno delle aliquote Irpef.
Per capire il grado di difficoltà dell'operazione, basta ricordare come si sia rivelato finora irrealizzabile un intervento tutt'altro che epocale, cioè la promessa revisione dei coefficienti di ammortamento fiscale per i beni acquistati dalle imprese.
Per realizzarlo, occorre fare delle scelte, e decidere chi ne beneficerà di più (in termini di ammortamenti più veloci) e chi meno (con una deducibilità fiscale spalmata in più anni).
Le scelte da compiere per far partire la riforma fiscale sono molto più pesanti, come mostrano le ipotesi circolate in questi Scelte sotto esame giorni.
La prima riguarda un aumento dell'Iva, che potrebbe alzare di un punto le attuali aliquote del 10% e 20%, oppure aumentare di due punti la richiesta sui beni che oggi sono a1 4 per cento.
Il vantaggio sarebbe quello di trovare una copertura certa alla flessione dell'Irpef, e va ricordato che il confronto internazionale (condotto da Eurostat) mostra che l'Iva italiana è fra le più basse, anche grazie alle tante esenzioni e alla diffusione dell'aliquota ridotta.

Il sole 24 ore - 16 giugno 2011 - A. Crisicione, G. Trovati - pag. 11

Riscossione, stop all'anatocismo

Decreto sviluppo. In aula il testo modificato dalle commissioni bilancio e finanze.
Nel calcolo escluse le sanzioni penuciarie e gli interessi

Stop agli interessi su interessi nella riscossione.
il fisco allenta la morsa su interessi e iscrizioni a ruolo a titolo provvisiorio.
Per i ruoli consegnati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto sviluppo, nel calcolo dell'indennità di mora saranno escluse le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi, ponendo cosi' fine a quella strana norma di anatocismo da riscossione che vedeva calcolati gli interessi moratori sugli stessi interessi fiscali.
L'allegerimento che opererà sul differenziale rispetto alla misura del tasso di interesse legale. Il valore scenderà infatti da tre a un solo punto percentuale.

Italia Oggi - 16 giugno 2011 - A. Bongi, C. Bartelli - pag. 19

Nomi degli evasori online

Proposta dei lavori conclusivi del tavolo della riforma fiscale sul sommerso.
Gogna fiscale e dati delle imprese in chiaro

Gogna fiscale on-line degli evasori per capire le ragioni del loro privilegio.
Pressione fiscale reale pubblica e dati fiscali delle imprese in chiaro, su base volontaria, come accade per la ragione sociale.
Passa anche attraverso la condivisione delle informazioni sulle imposte e tasse la creazione di una maggiore compliance da parte dei contribuenti.
E' questa una delle indicazioni finali che arriva dal tavolo coordinato da Enrico Giovannini, presidente Istat, sull'econimia non osservata e i flussi finanziari.
(...)
La cautela alla pubblicazione della dichiarazione dei redditi è motivata da questioni di sicurezza mentre il rispetto delle norme della privacy si ritiene comuqnue mantenuto e non un ostacolo.

Italia Oggi - 16 giugno 2011 - C. Bartelli - pag. 28