Rassegna stampa del 17 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Visualizza la scheda del software Log PrivacyXP Richiedi informazioni su Log PrivacyXP Scarica qui e compila il modulo di acquisto Log PrivacyXP

Compensazioni Iva pericolose

Sentenza della Cassazione: risponde anche il professionista che ha assistilo l'azienda.
Nel caso di illecito, confisca per capitale e immobili

Scatta il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sull'intero capitale sociale e su tutti gli immobili nel caso di indebita compensazione Iva attraverso il modello F24, se il finto credito è pari all'ammontare dei possedimenti dell'impresa.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 24165 del 16 giugno 2011, ha respinto il ricorso dell'amministratore di fatto di un'azienda che si era visto confiscare tutti i beni e l'intero capitale sociale perché aveva chiesto un'indebita compensazione Iva (per crediti inesistenti), omettendo il versamento delle imposte per un ammontare pari a un milione di euro.
«Quanto alla legittimità e alla pertinenza del vincolo reale», spiega Piazza Cavour, «il tribunale di Brescia ha correttamente esposto che si trattava di un sequestro finalizzato alla confisca obbligatoria per equivalente del capitale sociale e dei beni aziendali riconducibili alla srl, ai sensi degli articoli 323-ter c.p. e 10-quater del dlgs 74/2000, fino alla concorrenza di un milione di euro pari all'ammontare dei tributi evasi».
Ma non è ancora tutto. Nell'ambito della stessa inchiesta la misura cautelare è stata emessa anche nei confronti dei beni del professionista che aveva assistito il gruppo di azienda nell'operazione illecita.
In particolare con la sentenza numero 24166, depositata sempre ieri, la terza sezione penale ha chiarito che sono soggetti a confisca per equivalente gli immobili e l'auto del commercialista che ha ideato l'indebita compensazione Iva per conto dell'impresa della quale è consulente fiscale.
La Suprema corte di cassazione ha così confermato la confisca per equivalente nei confronti di un commercialista che aveva partecipato a un'associazione per delinquere finalizzata a un'indebita detrazione Iva per un ammontare pari al un milione di euro.

Italia Oggi - 17 giugno 2011 - D. Alberici - pag. 23

Il decreto Ias aggiorna Unico

Adempimenti 2011. Dopo la pubblicazione in Gazzetta può essere necessario rivedere i calcoli.
I punti critici sono strumenti finanziari e accantonamenti

Ulteriori riflessioni in sede di redazione del modello Unico relativo all'esercizio 2010.
È quanto impone il decreto dell'8 giugno relativo alle imprese che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali, pubblicato sulla Gazzetta n.135 del 13 giugno.
L'ufficializzazione del decreto conferma i comportamenti relativi alla fiscalità dell'esercizio 2009, ma incide in alcuni casi su quelli relativi ai bilanci 2010.
Dal momento che i bilanci 2010 sono chiusi e approvati, le eventuali maggiori imposte saranno contabilizzate nei bilanci 2011 con illustrazione nelle note.
In Unico, invece, si dovrà, in taluni casi, rivedere il calcolo dell'imposta.
In linea generale, non sono state vanificate le disposizioni "di derivazione" introdotte, a partire dal 2008, per avvicinare le disposizioni del Tuir ai principi contabili internazionali. Inoltre, il decreto contiene numerose conferme, ma non si può escludere che qualche società abbia tenuto comportamenti difformi, anche a causa di interpretazioni la cui validità non è stata confermata.
Alcune disposizioni non dovrebbero causare problemi: è il caso, per esempio, di quelle relative alle componenti reddituali imputate direttamente nel conto economico complessivo, previsto dallo Ias 1.
Anche le disposizioni che confermano la strumentalità degli immobili, e pertanto la deducibilità dei relativi costi solo se rispettano i requisiti dell'articolo 43 del Tuir, non sono innovative.
Medesima conferma peri maggiori valori da valutazione degli immobili che assumono rilevanza solo alla cessione. Discorso diverso, che potrebbe comportare maggiori o minori imposte, con riferimento agli strumenti finanziari.

Il sole 24 ore - 17 giugno 2011 - F. Roscini Vitali - pag. 30

Credito Iva anche senza modello

Contenzioso. L'omissione della dichiarazione non è decisiva

L'omissione della dichiarazione dei redditi o della dichiarazione annuale Iva non priva il contribuente del diritto al riconoscimento dei crediti. A maggior ragione, il credito Iva va riconosciuto quando è stato già comunicato al fisco con la comunicazione dei dati Iva.
Quello che vale è che il credito esista. All'ufiicio il compito di verificare se il credito è effettivo e risulta in contabilità.
Queste le indicazioni della Commissione tributaria provinciale di Ragusa, prima sezione, con la sentenza n. 205/01/11, pronunciata il 18 dicembre 2010 e depositata l'8 aprile 2011.

Deve perciò essere accolto il ricorso del contribuente e deve essere annullata la cartella per oltre 2oomila euro, con condanna dell'agenzia delle Entrate al pagamento delle spese giudiziali.
Un contribuente, pur avendo regolarmente tenuto la contabilità ed eseguito le liquidazioni Iva periodiche, si era "dimenticato" di presentare alcune dichiarazioni annuali Iva.

A seguito di liquidazione Unico 2007, per il 2006, al contribuente venne negato un credito Iva di 142.655 euro proveniente da una dichiarazione omessa.

Il solo 24 ore - 17 giugno 2011 - T. Morina - pag. 30

Accertamenti in standby

L'Agenzia invita gli uffici ad attendere il 1 luglio per le notifiche

Per gli accertamenti fiscali stop di un giro ai box.
In attesa che dal i luglio partano le nuove regole che danno alle pretese fiscali diretta esecutività senza più passare per l'emissione della cartella esattoriale, gli accertamenti relativi agli anni 2007 e 2008 praticamente si fermano.
Una nota inviata agli uffici periferici dell'agenzia delle Entrate- a quanto risulta al Sole 24Ore - li invita infatti ad attendere che sia attivata la nuova procedura per notificare gli accertamenti relativi alle annualità in questione. A meno che non si tratti di casi eccezionali, per i quali si renda opportuno procedere senza lasciarsi condizionare dall'attesa del nuovo adempimento.
Mentre anche il Parlamento, in fase di conversione del D1 Sviluppo, sta decidendo nuovi interventi su quanto accadrà dal i luglio, le Entrate consigliano agli uffici un pò di pazienza in modo da utilizzare la nuova procedura e attivare gli accertamenti in uscitagià in versione rafi'orzata.
I casi eccezionali di cui parla la nota delle Entrate non dovrebbero riguardare annualità in scadenza, ma il 2007 e il 2008 che sono interessate dalla nuova procedura. Si tratterà quindi di casi, che, appunto, presentano carattere di eccezionalità.
La nota delle Entrate ricorda che dal i luglio 2011 saranno in vigore le norme del Dl 78 del 2011 che hanno mandato in soffitta la cartella esattoriale, ma che per gestire i nuovi accertamenti occorrerà una nuova procedura che sarà attivata a partire da quella data, in attesa della quale si consiglia dunque di aspettare.

Il sole 24 ore - 17 giugno 2011 - A. Criscione - pag. 6