Rassegna stampa del 20 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La cedolare ancora a caccia di certezze

Affitti. Con la circolare 26 del 1' giugno scorso le Entrate hanno sciolto numerosi dubbi ma almeno dodici punti restano ancora in sospeso.
all'opzione all'applicazione delle sanzioni, i chiarimenti necessari e le possibili soluzioni

La cedolare secca sugli affitti ha trovato molti chiarimenti dalle Entrate.
Ma non tutti. Parecchi punti rimangono senza certezze: dalla comunicazione in caso di più coinquilini o più comproprietari fino all'applicazione delle sanzioni, i buchi nella trama delle circolari - si vedano quelli rappresentati qui a lato - hanno bisogno di essere colmati.
Primi tra tutti quelli relativi all'opzione perla tassa piatta. Opzione da confermare
L'opzione per le annualità contrattuali intermedie correnti nel 2011, che si effettuerà in Unico 2012, non si estende a quelle che iniziano nel 2012: se si intende restare in cedolare anche per il resto della durata contrattuale, bisognerà confermare l'opzione alla prima scadenza di pagamento dell'imposta di registro annuale e inviare un'altra raccomandata all'inquilino. Secondo la circolare 26/E del i giugno scorso, per i contratti in corso al 1 gennaio 2011 per i quali al 7 aprile è già stata fatta la prima registrazione o la registrazione della proroga, l'opzione tassa piatta in Unico 2012 può riguardare l'intero anno 2011 o solo una parte di esso. Consideriamo un contratto siglato a fine maggio 2010: la scelta per la cedolare potrà comprendere sia la parte di annualità gennaio-maggio 2011, sia il periodo giugno-dicembre 2011, o una sola delle due.

Il sole 24 ore - 20 giugno 2011 - L. Lovecchio - pag. 1

Prove di fair play per ipoteche e avvisi

Ancora malcontento sugli accertamenti esecutivi: il termine di 180 giorni non sempre eviterà il pagamento

Ci sono volute le proteste di piazza per risvegliare l'attenzione del Parlamento sulla riscossione delle tasse.
A pochi giorni dal 1° luglio - anno zero dell'accertamento esecutivo - la commissione Finanze della Camera ha messo a punto un pacchetto di emendamenti che puntano a riequilibrare i rapporti di forza tra esattori e contribuenti, ma non accontentano i professionisti e le categorie produttive.
Il test in Aula L'esame in Aula delle correzioni al decreto Sviluppo è in calendario da domani. L'impressione, però, è che questa volta il fisco voglia tirare dritto sul principio del solve et repete. Come dire: «Ti accuso di aver evaso le imposte: prima paga, poi ne parliamo».
Con gli avvisi di accertamento esecutivi, una volta ricevuta la notifica, il presunto evasore avrà solo 6o giorni di tempo per decidere se pagare o fare ricorso.
E anche in questo secondo caso non potrà temporeggiare troppo a lungo: potrà chiedere la sospensione del versamento, ma se il giudice tributario non gli dirà di sì entro 180 giorni, sarà costretto a saldare il debito.
Con le buone o con le cattive, subendo ad esempio un pignoramento sul conto corrente. Il problema è che le commissioni tributarie sono molto lente a concedere la sospensione, anche per il timing imposto dalle norme processuali.

Il sole 24 ore - 20 giugno 2011 - C. Dall'Oste, G. Parente - pag. 3

Indagini finanziarie con più flessibilità

Gli oneri accessori. Le modifiche allo studio eliminano l'anatocismo tributario

Gli interessi di mora dovuti a seguito di una cartella di pagamento scaduta (perché non impugnata) andranno calcolati solo sulla "sorta capitale" contenuta nella cartella, escludendo gli importi richiesti a titolo di sanzioni ed interessi.
Inoltre, la misura di questi interessi sarà fissata nel limite massimo di un punto percentuale (al posto degli attuali tre) rispetto al saggio legale pubblicato annualmente dal ministero dell'Economia e delle finanze.
Queste due importanti novità in materia di riscossione sono contenute negli emendamenti n. 7.356 e n. 7.355, votati in commissione alla Camera nel percorso di conversione del Dl Sviluppo: ora si tratta di vedere se diventeranno effettivamente legge dopo il passaggio in Aula.
Le modifiche, nello specifico, riguardano il problema del calcolo degli interessi dovuti a seguito di una cartella di pagamento che è divenuta defmitiva perché non impugnata nei 6o giorni successivi alla sua notificazione.
L'articolo 30 del Dpr 602/73, che disciplinagli interessi di mora nella riscossione mediante ruoli, prevede infatti che - decorsi inutilmente i 60 giorni dalla notificazione della cartella - sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del ministero con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

Il sole 24 ore - 20 giugno 2011 - F. Falcone, A. Iorio - pag. 6

Fermi amministrativi in database

In arrivo dall'Agenzia delle entrate la modulistica standard per tutte le amministrazioni
Informazioni uniformi sul blcco dei pagamenti perso le p.a.

Una banca dati centrale per i fermi amministrativi.
Le misure cautelari di cui all'articolo 69 del rd n. 2440/1923, finalizzate a bloccare eventuali pagamenti dovuti da altre amministrazioni dello stato al debitore, saranno raccolte in un database telematico appena realizzato dall'Agenzia delle entrate.
Ed è in arrivo anche una modulistica standard per omogeneizzare l'attività sul territorio.
La banca dati consentirà dunque alle strutture periferiche di consultare con rapidità e precisione i fermi amministrativi emessi, revocati o ridotti per ciascun contribuente, offrendo la possibilità di effettuare ricerche selettive attraverso il codice fiscale, il nome, l'ente impositore o la data.

Italia Oggi - 18 giugno 2011 - V. Stroppa, C. Bartelli - pag. 25

Studi di settore con lo strascico

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria.
Ok a questionari che chiedono precisazioni ai contribuenti

Studi di settore, sdoganati i questionari con i quali si chiedono ulteriori precisazioni al contribuente in relazione a informazioni già in possesso dell'amministrazione.
Lo ha precisato la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 13289 del 17 giugno 2011, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.
La lite riugarda un ex imprenditore che non aveva presentato la dichiarazione del redditi.
L'uomo, nello stesso anno, aveva però acquistato due auto e una casa.
Aveva presentato dei documente attestanti la vendita dei beni mobili.
Ma l'ufficio delle imposte aveva comunque spiccato l'accertamento usando il metodo sintetico. O meglio, il fisco si era avvalso degli studi di settore e aveva contestualmente invitato il contribuente a rispondere a un questionario con il quale si chiedevano ulteriori precisazioni in relazione a dei documenti già in possesso dell'ufficio.

Italia Oggi - 18 giugno 2011 - D. Alberici - art. pag. 28

Il registro delle opposizioni e il Garante



Solo un'attenuante può, per il momento, essere invocata di fronte alle reiterate segnalazioni di inutilità del registro delle opposizioni: che il sistema sia ancora giovane e non sufficientemente propagandato.
Complice una campagna informativa partita in ritardo e realizzata in maniera svogliata.
Viene, però, da pensare che le pecche siano strutturali e non occasionali.
Le lamentele dei lettori parlano chiaro: molti operatori di telemarketing continuano a utilizzare liste di numero telefonici vecchie, che non vengono confrontate - come invece la legge impone - con i dati contenuti nel registro, dove si iscrivono gli abbonati che non vogliono essere disturbati

Il sole 24 ore - 20 giugno 2011 - A. Cherchi - art. pag. 13