Rassegna stampa del 24 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Ravvedimento a rate? L'Agenzia si corregge

Entrate. Dopo la circolare 28/2011

Il fisco si corregge e riconosce la validità del ravvedimento eseguito dal contribuente anche in modo frazionato, ma entro il termine perla presentazione della dichiarazione.
L'importante è che entro il cosiddetto termine lungo siano eseguite tutte le incombenze necessarie perii perfezionamento del ravvedimento, cioè versamento delle imposte, con relativi interessi e sanzioni.
Aveva destato qualche perplessità la risposta fornita dall'agenzia delle Entrate con la circolare 28/E del 21 giugno 2011, al punto 2.4 «versamentorateizzato del ravvedimento operoso», alla domanda se era valido il ravvedimento in presenza di pagamenti frazionati, ma comunque effettuati entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta nel quale è stata commessa laviolazione.
Con la risoluzione, l'agenzia delle Entrate chiarisce che il ravvedimento della violazione non si perfeziona con il versamento della cosiddetta "prima rata" di quanto "complessivamente" dovuto a titolo di imposta, interessi e sanzioni, e il contribuente non può, quindi, beneficiare della riduzione complessiva delle sanzioni applicabili anche quando i versamenti delle "rate" successive siano eseguiti oltre i termini ultimi normativamente previsti.
Per essere valido il ravvedimento parziale, è necessario che siano corrisposti interessi e sanzioni commisurati alla frazione del debito d'imposta versato in ritardo.

Il sole 24 ore - 24 giugno 2011 - T. Morina - pag. 33

Maxi Irap, calcoli da rifare

Provvedimento sulle aliquote per la sanità di Calabria, Molise e Campania.
Super addizionale impattano sugli acconti 2011

Per i contribuenti di Calabria, Campania e Molise si complicano i calcoli degli acconti 2011.
La mancata copertura dei fabbisogni finanziari del comparto sanitario delle tre regioni ha infatti imposto l'innalzamento di 0,15 punti percentuali dell'Irap e di 0,30 punti percentuali delle addizionali regionali all'Irpef con decorrenza dall'esercizio 2011.
Le suddette misure sono state deliberate dall'apposito tavolo per la verifica degli adempimenti e dal comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, nella riunione dello scorso 31 maggio.
Esaminando i risultati conseguiti dalle tre regioni durante l'esercizio 2010 i tecnici hanno constatato che nelle regioni sopraccitate, si sono consolidate le condizioni per l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2, eomma 86, della legge 191/2009 secondo le procedure di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 311/2004.
La notizia è stata diffusa ieri attraverso un appositc comunicato stampa del dipartimento delle finanze. Oltre all'aggravio della pressione fiscale per i contribuenti delle tre regioni bocciate alla verifica dei conti della sanità, scatta dunque anche la beffa del ricalcolo degli acconti 2011 dell'imposta regionale sulle attività produttive nonché l'adeguamento delle addizionali-regionali all'Irpef.

Italia Oggi - 24 giugno 2011 - A. Bongi - pag. 22

Sintetico puro, conta l'acquisto

La circolare 2/11 sancisce il principio su cui sarà attuato 1' accertamento sugli acquisti.
E' il parametro per la verifica basata sul principio ili cassa

Non tutti gli acquisti sono eguali per l'accertamento sintetico puro.
Trattandosi di uno strumento di accertamento basato unicamente sul principio di cassa ciò che conta è la natura del bene acquistato e la forma di pagamento prescelta dal contribuente. Secondo questa interpretazione, la più corretta secondo il tenore letterale della nuova versione del quarto comma dell'articolo 38 del dpr 600/73, l'acquisto di un bene avente natura patrimoniale (per esempio; un immobile, un autovettura ecc.) se effettuato tramite il ricorso, in tutto o in parte, ad un finanziamento rileveranno solamente le quote o i canoni pagati nell'anno che andranno ad aggiungersi alle altre spese sostenute nel corso del periodo d'imposta considerato. Si tratta di un principio semplice e conforme alla logica che la stessa
Agenzia delle entrate, nonostante alcune resistenze iniziali, ha ritenuto di dover condividere e sancire, a chiare lettere, nel testo della recente circolare n. 28/e interamente dedicata alle risposte fornite durante gli incontri con la stampa specializzata.
Oltre a chiarire l'equivalenza fra accertamento sintetico e quote o canoni pagati nel corso dell'anno, la risposta delle entrate contenuta nel suddetto documento di prassi amministrativa è importante anche perché introduce il concetto di acquisto di «bene di natura patrimoniale».
A esso si contrappone per converso il concetto di spesa corrente o di mantenimento.
Nel bilancio personale e familiare, così come in quello aziendale del resto, esistono dunque due fondamentali categorie di spese: quelle correnti o di mantenimento e quelle per l'acquisto di beni a contenuto patrimoniale.
Le spese correnti o di mantenimento vengono generalmente sostenute tramite pagamenti in unica soluzione attingendo alla cassa familiare o ai conti correnti bancari. Nella stragrande generalità dei casi e salvo situazioni meramente marginali, tali spese incideranno integralmente alla formazione del reddito sinteticamente determinabile ex articolo 38, quarto comma del dpr 600/73.

Italia Oggi - 24 giugno 2011 - A. Bongi - pag. 30

Perdite fiscali, aumento di capitale dello stesso ammontare

Copertura delle perdite di natura fiscale mediante l'aumento di capitale al fine evitare i controlli dell'amministra-zione finanziaria, ma solo se lo stesso avviene a pagamento e per un ammontare almeno pari alle perdite stesse.
Con la circolare n. 28/E dei 21/06/2011, l'Agenzia delle entrate ha formalizzato alcune delle risposte fornite durante gli incontri con la stampa specializzata di inizio anno.
Per quanto concerne la novità introdotta dall'art. 24, dl n. 78/2010 (ItaliaOggi Sette, 24/04/2011), preliminarmente, si evidenzia che non sono state formalizzate tutte le risposte fornite quantomeno in sede di Forum fiscale di ItaliaOggi dello scorso 14 gennaio, mentre sussiste la necessità di ottenere ulteriori chiarimenti per le problematiche rimaste ancora irrisolte.
La disposizione richiamata è piuttosto chiara: l'impresa, a prescindere dalla veste giuridica e dalla modalità di tenuta della contabilità, che rileva per almeno due esercizi consecutivi (c.m. 4/E 2011) perdite di natura tributaria è soggetta a monitoraggio da parte delle Entrate. Per evitare l'inserimento nelle liste selettive, le imprese devono aver rilevato la perdita fiscale per effetto dell'erogazione di compensi ad amministratori e/o soci di qualsiasi natura, devono aver eseguito la copertura con un aumento di capitale a titolo oneroso o devono aver realizzato le dette per-dite per meno di due esercizi o per più di due esercizi, ma non consecutivi. Allo stato attuale, fatte salve alcune risposte fornite nel corso degli incontri con la stampa specializzata, non sono state fornite precisazioni specifiche sul tema, con la conseguenza che le perplessità, emerse dalla semplice lettura delle poche disposizioni attualmente presenti, non sono state ancora sedate.

Italia Oggi - 24 giugno 2011 - F. G. Poggiani - pag. 6