Rassegna stampa del 28 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Con la riforma il codice unico di condotta

Obblighi fiscali.Torna in campo il progetto di un testo unitario di coordinamento

E' il grande incompiuto delle riforme fiscali degli ultimi anni: un codice tributario in cui riportare le regole del sistema fiscale cui contribuenti e amministrazione finanziare dovranno uniformare i loro comportamenti.
Un progetto che torna alla ribalta con la nuova riforma fiscale che il Governo si appresta a varare giovedì prossimo.
L'obiettivo non è tanto quello di creare un testo unico delle norme fiscali ma un vero e proprio codice unico in cui sono indicati i principi generali su cui è ordinato il sistema fiscale.
In una parte speciale dello stesso codice, poi, verrebbero, invece, disciplinati i dettagli delle cinque imposte su cui poggerà il nuovo fisco.
Oltre al rispetto dei principi sanciti dalla Carta costituzionale come la legalità, la capacità contributiva e l'uguaglianza, le norme fiscali secondo il nuovo codice dovranno essere in linea con l'ordinamento comunitario.
Non solo. Non dovranno contrastare con le convenzioni contro le doppie imposizioni.
Ma soprattutto dovranno essere coerenti con il tanto bistrattato Statuto del contribuente e soprattutto con quei principi che la legge del 2000 ha introdotto per riportare equità nel nostro sistema, a partire dalla conoscibilità effettiva delle regole fmo alla irretroattività delle disposizioni tributarie.

Il sole 24 ore - 28 giugno 2011 - M. Mo - pag. 3

Via l'Irap dal 2014, Iva su di un punto

Nella bozza aliquote lrpef al 20, 30 e 40% - Sui 18-20 miliardi la manovra sul fisco a regime

l 2014 è l'anno in cui, oltre a raggiungere il pareggio di bilancio, dovrebbe intervenire un'altra sostanziale novità per il nostro paese: l'abolizione dell'Irap, imposta introdotta nel 1998 in sostituzione di sette imposte e contributi, e da alloraoggetto di critiche e di pronunce della magistratura.
Anche la Corte Costituzionale è stata investita della questione che ora, in seguito alla decisione del governo di stabilire una prima deducibilità del 10% del tributo, è di fatto sospesa.
Di abolizione dell'Irap si parla da tempo, è prevista anche dal programma elettorale con cui l'attuale governo ha vinto le elezioni nel 2008, ma finora non se ne è fatto nulla per evidenti motivi di gettito: l'imposta vale ben 33,5 miliardi.
Per 23,3 miliardi pesa sui privati, per 10,2 sulle amministrazioni pubbliche. Dunque una sua anche parziale abolizione impone di individuare le misure compensative, considerato che il gettito dell'Irap serve a finanziare la sanità.
Ora l'intenzione programmatica di rimettere mano all'Irap torna nella bozza del disegno di legge delega, che sarà all'esame del Consiglio dei ministri di giovedì insieme alla manovra da 45 miliardi.
L'indicazione del 2014 quale data presunta per la soppressione del tributo non è casuale, poiché l'intenzione del governo è di collegare strettamente l'operazione al percorso di attuazione del federalismo fiscale.
Dal 2013 cominceranno ad essere contabilizzati i risparmi (tra 4 e 6 miliardi) per effetto dell'applicazione dei costi standard nella sanità e della regola aurea del benchmark tra le Regioni migliori per spesa ed efficienza.
A quel punto potrà cominciare a delinearsi il nuovo meccanismo di finanziamento a regime delle regioni come previsto dal decreto legislativo sul fisco regionale.
L'eventuale abolizione dell'Irap - confermano i tecnici dell'Economia - rientra in questo percorso.
Il fisco immaginato nella delega si baserà su cinque tributi (Irpef, Ines, Iva, Imposta sui servizi e l'accisa).

Il sole 24 ore - 28 giugno 2011 - D. Pesole - pag. 3

Atti al fisco sempre sottoscritti

 
I chiarimenti dell'Agenzia delle entrate sulle formalità e gli adempimenti per la trasmissione.
Firma del legale rappresentante o del professionista

Gli atti indirizzati all'Agenzia delle entrate devono essere necessariamente sottoscritti dal legale rappresentante della società oppure da un soggetto terzo (commercialista, responsabile di un'associazione, legale), dotato di una procura speciale o di un altro atto in cui risulti la delega conferita.
Questa una delle precisazioni fornite dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 29/E di ieri, emanata in seguito agli indirizzi espressi nel corso del Modulo di aggiornamento professionale (Map) dello scorso 26 maggio.
Rappresentanza - Nel paragrafo 2), della circolare in commento, avente a oggetto gli adempimenti, l'agenzia ha chiarito che gli atti alla stessa indirizzati dai contribuenti devono essere sottoscritti nel rispetto delle modalità prescritte dalle norme civili.

Italia Oggi - 28 giugno 2011 - F. G. Poggiani - pag. 19

L'Xbrl fa il pieno

I primi dati della campagna 2011 da Infocamere.
Il 98% dei bilanci cambia pelle

XBRL supera a pieni voti l'esame di maturità.
Il "primo tempo" della campagna bilanci del 2011, relativo ai rendiconti approvati dalle società di capitali in prima convocazione, si chiude inftti con il successo della nuova Tassonomia ITCC 2011-01-04 predisposta da XBRL Italia: il 98% dei bilanci italiani parla XBRL; azzerato, inoltre, il tasso di errore e ridotta ad un terzo, infine, la frequenza dei doppio depositi. La tabella in pagina mostra i primi dati, registrati dai server di IngoCamere nel periodo 1/1-31/5, della campagna bilanci 2011.
Il primo elemento che salta subito all'occhio è la diffusione del nuovo linguaggio dei bilanci: questo è ormai divenuto lo standard di codifica indiscusso per la quasi totalità dei rendiconti annuali e consolidati delle società di capitali italiane(quest'anno si sono comunque aggiunti, lo ricordiamo, anche i consorzi con attività esterna ex art. 2615-bis c.c.).

Italia Oggi - 28 giugno 2011 - A. Fradeani - pag. 21

Per lo spesometro vale la singola vendita

Fatture differite. Il riepilogo mensile

Le regole seguite nella fatturazione condizionano la modalità di inserimento delle operazioni nello spesometro.
E quanto emerso nel forum su redditometro e spesometro organizzato da «Il Sole 24 Ore» e online dal 17 al 20 giugno, anche in vista della scadenza del i luglio, quando le cessioni certificate da ricevuta e scontrino andranno incluse nella comunicazione.
Come devono essere trattate le cessioni a fatturazione differita documentate con l'emissione del documento di trasporto (DDT), previste all'articolo 21, comma 4 del Dpr 633/72?
La comunicazione riguarda le operazioni di importo pari o superiore a 3mila euro e non le relative fatture, i cui estremi, peraltro, non devono essere indicati (tranne che per "agganciare" le note di variazione).
Poiché la fattura differita riepiloga le singole vendite effettuate nei confronti di un medesimo cliente nel corso di un mese solare, occorre prendere in esame ciascuna cessione compresa nel documento, andando a segnalare nello spesometro solo quelle che eccedono (o sono pari) alla soglia di rilevanza, a prescindere dall'ammontare totale esposto in fattura.
Questo purché le operazioni poste in essere durante il mese non siano connesse a contratti collegati o da cui derivano corrispettivi periodici di importo uguale o eccedente i 3mila euro, poiché in tal caso è necessario darne evidenza anche se il valore di ciascuna cessione è sotto il limite.
Analogo ragionamento vale per le operazioni effettuate nei confronti di un medesimo soggetto nello stesso giorno e riepilogate in una unico documento contabile (fattura, scontrino, ricevuta fiscale): occorre valutare singolarmente le cessioni/prestazioni e indicare quelle oltre soglia, a meno che non si abbia a che fare con operazioni collegate.

Il sole 24 ore - 28 giugno 2011 - M. Mantovani, B. Santacroce - pag. 35