Rassegna stampa del 29 giugno 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Stampati Fiscali

Gerico richiede più informazioni

Dichiarazioni 2011. Circolare sugli studi di settore: entro fine dicembre l'invio delle motivazioni della non congruità.
Nel modello anche i dati delle merci distrutte o rubate e i beni di poco valore

Precisazioni sulle novità di modelli e del software per il periodo di imposta 2010, richiamo dei correttivi anticrisi, giustificazione di alcuni aspetti non del tutto chiari delle note metodologiche e annuncio della possibilità di inviare giustificazioni alla posizione di non congruità entro il prossimo dicembre, con un apposito software in via di predisposizione.
Queste le principali informazioni che risaltano da una prima lettura della circolare 30/E, emanata ieri dall'agenzia delle Entrate; peraltro, il documento in gran parte ripropone stralci della documentazione già nota, con la conseguenza che appare necessario "individuare" tra le righe le precisazioni e gli aspetti di novità.
A titolo di esempio, è sufficiente citare la parte relativa ai correttivi anti-crisi, limitata a tre facciate; successivamente, però, si rinvengono preziose indicazioni per la compilazione del quadro X, in relazione ai dati necessari per l'applicazione del correttivo congiunturale individuale (soggetti con periodi precedenti di durata diversa da u mesi, soggetti che non hanno compilato il modello studi in quanto esclusi, soggetti che non hanno compilato il modello studi in quanto non hanno prodotto reddito di impresa odi lavoro autonomo).
Sull'applicazione retroattiva degli studi, se più favorevoli al contribuente, viene confermata l'indicazione già presente nella circolare 28/E, vale a dire la possibilità di utilizzare il minor livello di congruità di Gerico, ovviamente senza tenere in considerazione l'effetto ribasso dei correttivi anticrisi; si precisa, tuttavia, che ciò appare possibile in quanto la revisione, basata sui dati del periodo 2008, non ha determinato significativi stravolgimenti, come a dire che, ove ciò dovesse avvenire in futuro, l'applicazione retroattiva sarebbe preclusa.
In merito all'adeguamento per importi superiori al lo% dei ricavi o compensi annotati, che comporta la maggiorazione del 3% con esclusione degli studi nuovi o revisionati, le Entrate ribadiscono che le modifiche derivanti dai correttivi anticrisi non possono essere considerate una revisione, ma solo una integrazione.

Il sole 24 ore - 29 giugno 2011 - G. P. Ranocchi, G. Valcarenghi - pag. 32

Per le segnalazioni un boom anche nel 2011

Antiriciclaggio. I dati del primo semestre

Segnalazioni antiriciclaggio in crescita nel 2011: nel primo semestre di quest'anno si registra un aumento del 52% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso per le segnalazioni pervenute e del 18% per quelle trasmesse.
Il trend positivo, quindi, prosegue sulla stessa linea dell'anno scorso e minaccia di bissare il successo finale del 2010: 7796 sul 2009.
I nuovi dati sono stati presentati dal direttore dell'Unità d'informazione finanziaria (Uif) presso la Banca d'Italia, Giovanni Castaldi, in un'audizione svolta ieri al Senato su iniziativa di Giuseppe Lumia e Luigi Li Gotti, coordinatori, rispettivamente, dei Comitati II (Mafie e sistema economico legale; racket e usura) e VI (Riciclaggio e misura patrimoniali e finanziarie di contrasto) della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali anche straniere. Castaldi ha ricordato gli sforzi per fornire agli operatori supporti normativi con gli indicatori per professionisti e intermediari finanziari, ricordando che «gli indicatori non sono né esaustivi né tassativi.
Del resto, non si potrebbero prede finire compiutamente tutte le fattispecie potenzialmente rivelatrici di riciclaggio.
La continua dilatazione delle attività svolte dalle sempre più numerose categorie chiamate all'obbligo di segna lazione e l'evoluzione delle tecniche di riciclaggio renderebbero questo esercizio assai arduo».

Il sole 24 ore - 29 giugno 2011 - S. Fossati - pag. 34

Il codice fissa la residenza

Lotta all'evasione. La Corte di cassazione precisa le regole da valutare per le contestazioni.
Per l'Iva concetto slegato da quanto previsto per le dirette

Per l'applicazione della normativa Iva il concetto di residenza deve essere desunto dalle norme del codice civile e non è necessariamente collegato al concetto previsto per le imposte dirette.
Ne consegue che se nei confronti di un contribuente viene esclusa la residenza fiscale ai fori delle dirette, in quanto è stato presente in Italia per meno di 183 giorni, questa esclusione non è automatica per l'Iva.
A precisarlo è la Corte di cassazione con la sentenza n.14071 depositata ieri, 28 giugno.
L'amministrazione fmanziaria aveva contestato a un artista per vari periodi d'imposta la residenza in Italia e non a Montecarlo dove invece risultava abitare ufficialmente. Per ogni periodo d'imposta, e per ogni tributo, erano stati, di conseguenza, notificati accertamenti distinti.

Il sole 24 ore - 29 giugno 2011 - A. Iorio - pag. 34