Rassegna stampa dell' 11 luglio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

L'indagine sui conti affila le armi

Accertamento. Più estesa la platea di enti in cui Entrate e Guardia di Finanza potranno eseguire i controlli - Riviste le norme sugli accessi diretti.
La manovra amplia i controlli finanziari del fisco in banca e presso gli altri intermediari

Semplificati gli accessi dell'agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza presso gli intermediari finanziari per l'acquisizione diretta di dati e notizie relativi ai contribuenti.
Ampliata la platea degli enti cui sarà possibile effettuare i controlli non solo uffici postali e banche ma tutti gli intermediari finanziari che non hanno risposto alle richieste dell'amministrazioneo hanno fornito informazioni di dubbia correttezza.
Maggiori tutele, invece, per le società assicurative che esercitano attività finanziaria nella comunicazione all'amministrazione finanziaria di informazioni sui clienti. Sono queste le principali novità introdotte dalla manovra (Dl 98/2o11, articolo 23, commi da 24 a 27) in tema di indagini finanziarie.
Non c'è, invece, rispetto alla bozza iniziale, la norma (attesa soprattutto dai professionisti) che annullava la presunzione legale di maggiori ricavi e compensi con riferimento ai prelevamenti non giustificati.
L'ingresso.
La possibilità di accessi diretti presso gli intermediari finanziari era già prevista.
Tuttavia la precedente disposizione era particolarmente obsoleta sia con riferimento ai soggetti passivi dei controlli, sia al regime autorizzatorio. Il Dl 98/2011 aggiorna così la materia anche per prevenire facili contestazioni da parte dei soggetti interessati che, in vigore della precedente norma, ritenevano di essere esclusi da tali controlli.
Gli accessi, innanzitutto, non riguarderanno soltanto «le aziende e istituti di credito e l'amministrazione postale» ma tutti gli operatori finanziari.

Il sole 24 ore - 11 luglio 2011 - F. Falcone, A. Iorio - pag. 1

Fatture inesistenti, prova accurata

La Cassazione sui casi in cui il documento è emesso da soggetto diverso da chi effettua la cessione.
Con elementi certi e precisi via libera alla deducibilità dei costi

Fatture soggettivamente inesistenti, costi deducibili se il contribuente dimostra l'estraneità alla frode e l'effettività della prestazione.
Ai fini Ires rileva la dimostrazione di elementi certi e precisi per la deduzione del costo.
Se non vi è evasione, non si configura il reato di dichiarazione fraudolenta e non sussistono gli estremi per ritenere indeducibili «i costi da reato».
Queste le posizioni assunte dalla giurisprudenza della Corte di cassazione negli ultimi mesi sul problema della deducibilità dei costi riferiti ad operazioni documentate da fatture soggettivamente inesistenti, ossia casistiche in cui il documento contabile è emesso da un soggetto diverso da colui che ha realmente effettuato la cessione dei beni o la prestazione di servizi.
Le contestazioni solitamente mosse in simili circostanze attengono sia l'indetraibilità dell'Iva che l'indeducibilità del costo: l'indetraibilità dell'Iva deriva dalla circostanza che il documento non è stato emesso da chi effettivamente ha ceduto i beni e pertanto è carente di uno dei requisiti essenziali, mentre l'indeducibilità del costo rappresenta una sorta di contestazione «automatica», collegata all'ipotetico reato di dichiarazione infedele.
II problema sorge ovviamente in capo all'utilizzatore delle fatture, il quale molte volte è ignaro ed in buona fede non avendo partecipato alla frode, essendone estraneo, peraltro senza ottenere Dimostrazione del sostenimento del costo mediante 2 elementi certi e precisi in forza dell'art. 109, comma 4, del Tuir alcun beneficio fiscale.

Italia Oggi - 11 luglio 2011 - M. Tozzi - pag. 12

Il fisco mostra i muscoli sugli studi di settore

Manovra. Meno vincoli sull'accertamento anche dei soggetti congrui.
Si all'induttivo per i dati omessi o non veritieri

Il mirino del fisco punta i "furbetti" degli studi di settore.
La manovra (Dl 98/2011, articolo 23, comma 28) rimodella, infatti, in modo particolarmente severo l'accertamento e il sistema sanzionatorio per coloro che barano nella comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi.
Le novità sono destinate a incidere già in Unico 2011.
Gli interventi licenziati del Governo muovono sostanzialmente su due direttrici accumunate da un comune denominatore: l'infedeltà (dolosa o colposa, è ininfluente) del contribuente nella comunicazione dei dati rilevanti ai fmi dell'applicazione degli studi di settore.
Da un lato si legittima una forma di accertamento molto più penetrante (anche nei casi di congruità) e dall'altro si aumentano le sanzioni irrogabili ai contribuenti infedeli. La misura certamente più incisiva è quella che apre all'accertamento induttivo nel caso di omessa o infedele comunicazione dei dati rilevanti ai fmi dell'applicazione degli studi di settore, come previsto dalla nuova lettera e), del comma 2, del'articolo 39 del Dpr 600/73.
L'accertamento induttivo puro (a differenza di quello anali-tico presuntivo, disciplinato dalla lettera d), del comma 1, dell'articolo 39 del Dpr n. 600/73) è infatti una procedura di accertamento semplificata sul piano probatorio, prevista in presenza di comportamenti che denotano una particolare pericolosità fiscale del contribuente (i casi sono tassativamente individuati dal comma 2) e che può basarsi anche sull'utilizzo di elementi meramente indiziari (si dice anche su presunzioni semplicissime e come tali non corroborate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza).

Il sole 24 ore - 11 luglio 2011 - G.P. Ranocchi, G. Valcarenghi - pag. 3

Sindaci: antiriciclaggio a geometria variabile

Intermediari finanziari. Più definito il perimetro rispetto alle altre società.
Responsabilità maggiori con la revisione legale

Obblighi antiriciclaggio "variabili" per i collegi sindacali degli intermediari finanziari.
Controllo più stringente se l'organo di controllo svolge anche la revisione legale.
Negli altri casi rimangono, invece, non poche zone d'ombra.
Mentre, infatti, gli adempimenti a carico degli organismi all'interno degli intermediari finanziari sono ormai chiaramente definiti, non può dirsi altrettanto per quelli richiesti in tutte le altre società, né per quanto riguarda le misure imposte ai singoli componenti degli organi di controllo.
Per questom occorre innanzitutto una distinzione tra i sindaci di normali società commerciali e sindaci di società ed enti destinatari degli obblighi antiririciclaggio, e ancora tra collegio sindacale con funzione di revisione legale e organo sindacale cui non è stata attribuita tale funzione.

Il sole 24 ore - 11 luglio 2011 - R. Acierno - pag. 5