Rassegna stampa del 18 luglio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Inps apripista sull'incasso esecutivo

Riscossione. L'iter inizia con una lettera «bonaria» che permette la sanatoria in 30 giorni - Gli strumenti a disposizione dell'azienda per difendersi.
L'istituto anticipa le Entrate: via le cartelle, partono i primi avvisi di addebito del Dl 78/2010

Svolta nella riscossione Inps con l'emissione dei primi avvisi di addebito esecutivi che le aziende stanno ricevendo in questi giorni.
La riforma del sistema di recupero crediti, introdotta dalla manovra estiva 2010 (decreto legge n. 78), ha infatti abbandonato lo strumento della cartella esattoriale (ruolo) dal 1 gennaio 2011 per passare alla notifica dell'avviso di addebito con valore di titolo esecutivo: come comunicato dall'istituto di previdenza con il messaggio n.12782 del 14 giugno scorso - rivolto alle aziende che operano con il sistema Uniemens - le elaborazioni centralizzate propedeutiche alla formazione degli avvisi sono state avviate a partire dallo scorso 20 giugno.
Proprio da giugno, le strutture territoriali dell'Inps sono state invitate a ultimare le attività di gestione degli archivi che evidenziassero versamenti e crediti tali da incidere sulla posizione debitoria relativa ai periodi oggetto di formazione dell'avviso stesso.
Le aziende e i soggetti che risultano debitori nei confronti dell'Inps stanno ricevendo i primi avvisi e, in questa fase di avvio della nuova metodologia, è il momento opportuno per scoprire le caratteristiche di questo strumento, le cautele per "maneggiarlo" e le strade da percorrere qualora si voglia contestare la pretesa impositiva.

Il sole 24 ore - 18 luglio 2011 - A. R. Porta - pag. 1

Dps, obblighi snelli ma non troppo

Decreto sviluppo. Semplificazioni a metà in materia di adempimenti relativi alla privacy

Semplificazioni a metà del Dps privacy [Documento programmatico sulla sicurezza].
La possibilità di autocerficazione, prevista dal dl sviluppo [convertito nella legge 12 luglio 2011, n. 106, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 160 del 12/07/2011], lascia fuori molti trattamenti ed espone le imprese al dilemma se semplicare rischiando false dichiarazioni o se continuare a fare il documento programmatico sulla sicurezza.
In ogni caso non sembra scongiurato il ricorso a consulenze.
Anche il garante, tra l-altro, ha bocciato le semplificazioni del decreto sviluppo, perché hanno la portata portata di svuotare il codice della privacy per interi settori e in particolare per le imprese.

Italia Oggi - 18 luglio 2011 - A. Ciccia - pag. 11

Strigliata sugli studi di settore

Manovra correttiva. Ma arriva la spinta a una pubblicazione solerte dei modelli.
Con l’omissione di dati rilevanti scattano le supersanzioni

Dopo la manovra economica solo studi di settore doc.
Per tutti gli altri sanzioni più elevate e rischio accertamento induttivo.
È questo, in estrema sintesi, il nuovo volto degli studi di settore conferito dalle misurre contenute nel dl n. 98/2011, approvatoieri in via definitiva alla Camera dei Deputati.
Le norme che intervenfono su questa delicata materia sono contenute nel comma 28 dell’articolo 23 della manovra e non hanno subito emendamenti o modifiche sostanziali rispetto alla prima stesua del provvedimento.
L’intento del legislatore, evidenziato a chiare lettere nel capoverso introduttivo della norma, è quello di introdurre razionalizzazioni in tema di studi di settore.

Italia Oggi - sabato 16 luglio 2011 - A. Bongi - pag. 27