Rassegna stampa del 22 luglio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Responsabile antiriciclaggio scelto fuori da aree operative

 
Lotta al denaro sporco.
Nei grandi gruppi anche più delegati

Sempre più stringenti per banche e intermediari finanziari le regole da adottare per gestire correttamente la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo.
In particolare, le nuove regole imposte da Banca d'Italia con provvedimento del 10 marzo 2011, per defmire l'organizzazione e le procedure che gli intermediari devono predispone, si arricchiscono ora di ulteriori specificazioni con l'emanazione, da parte della stessa banca centrale, di chiarimenti che, come sottolinea Assofiduciaria in una circolare di ieri, coinvolgono tutte le tipologie di intermediari finanziari, comprese le società fiduciarie disciplinate dalla legge 1966/1939 e le fiduciarie iscritte alla sezione separata dell'Albo (articolo io6 del Tub).
I chiarimenti di Banca d'Italia precisano, in modo restrittivo, criteri e condizioni che devono essere osservati per l'identificazione del responsabile antiriciclaggio e del delegato per la segnalazione delle operazioni sospette, nonché per l'organizzazione che deve avere un servizio antiriciclaggio esternalizzato.
Il responsabile antiriciclaggio non deve avere responsabilità dirette di aree operative né essere dipendente da soggetti responsabili di queste aree.
Per aree operative si intendono quelle nelle quali è prevista l'applicazione di norme antiriciclag gio (ad esempio le aree commerciali o direttamente coinvolte con la clientela). Questo non impone, però, che il responsabile debba essere inserito necessariamente in strutture deputate esclusivamente a compiti di controllo (per esempio può essere inserito nell'area legale, anche se in un settore non a diretto contatto con la clientela).
In caso di esternalizzazione della funzione l'intermediario deve, comunque, nominare un responsabile interno dotato, anche in questo caso, di requisiti di indipendenza, autorevolezza e professionalità.
Per quanto riguarda il delegato alla segnalazione di operazioni sospette nel caso in cui sia inserito in gruppi articolati di rilevanti dimensioni il provvedimento del io marzo ammette la possibilità di strutturarsi con un modello accentrato con l'individuazione di un delegato unico designato dai legali rappresentanti delle singole società del gruppo.

Il sole 24 ore - 22 luglio 2011 - B. Santacroce - pag. 29

Fisco, definizione semplificata

Manovra correttiva. Le novità su adesione, acquiescenza e conciliazione giudiziale.
Stop alla garanzia per la rateizzazione over 50 mila €.

Semplificata la definizione degli accertamenti tributari: per la rateazione delle somme superiori a 50.000 euro dovute a seguito di adesione, acquiescenza o conciliazione giudiziale, non è più dovuta la prestazione della garanzia. In caso di mancato pagamento, però, scatterà una super-sanzione del 60% commisurata ai tributi ancora dovuti.
Sono le novità introdotte dal dl n. 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011, con effetto sulle definizioni che alla data del 6 luglio scorso non erano ancora perfezionate.
Dopo queste novità, dunque, l'obbligo della garanzia, già soppresso anche nell'ambito della dilazione dei carichi a ruolo, permane soltanto per la rateazione delle somme superiori a 50.000 euro dovute in seguito ai controlli delle dichiarazioni, ai sensi dell'art. 3-bis del digs n. 462/97. Situazione precedente.
Prima delle recentissime modifiche, in caso di opzione per il pagamento rateale delle somme dovute in dipendenza dell'accertamento con adesione, qualora l'importo delle rate successive alla prima fosse superiore a 50.000 euro, il contribuente era tenuto, ai sensi del comma 2 dell'art. 8 del digs n. 218/97, a prestare idonea garanzia.
In tal caso, ai sensi del successivo art. 9, la definizione si perfezionava con il versamento della prima rata e con la presentazione della garanzia.
Il comma 3-bis del citato art. 8, infine, prevedeva che, in caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate successive, qualora il garante non versasse l'importo garantito entro trenta giorni dalla notificazione dì apposito invito, l'ufficio dovesse procedere all'iscrizione a ruolo delle somme dovute sia a carico del contribuente che del garante.
La medesima disciplina si rendeva applicabile alla definizione dell'accertamento per rinuncia all'impugnativa (cosiddetta acquiescenza) ai sensi dell'art. 15, digs n. 218/97, nonché in sede di conciliazione giudiziale ai sensi dell'art. 48 del digs n. 546/92.
L'obbligo di prestare garanzia non era invece previsto in relazione alla rateazione delle somme dovute in dipendenza di adesione all'invito al contraddittorio ai sensi dell'art. 5, comma 1-bis, oppure al processo verbale di constatazione ai sensi dell'art. 5-bis, digs n. 218/97.

Italia Oggi - 22 luglio 2011 - R. Rosati - pag. 22

Detassazione fantasma fiscale

 
Sull'articolo 53 del dl 78/2010 nessun riferimento nello scadenziario dell'amministrazione.
La proroga delle dichiarazioni non riguarda la produttività


Detassazione della produttività, un fantasma fiscale.
La proroga al 22 agosto 2011 dell'invio telematico della dichiarazione Mod. 770/2011 Semplificato e quello della dichiarazione Mod. 770/2011 Ordinario, come comunicato l'Agenzia delle entrate dalle pagine del proprio sito wwwagenziaentrate.gov.it, non riguarda almeno ufficialmente l'imposta sostitutiva dei premi di produttività aziendale ex art.53 del dl n.78 del 31 maggio 2010.
Lo scadenzario dell'amministrazione finanziaria riporta a chiare lettere l'adempimento dei sostituti d'imposta sotto la nuova data.
Quindi risulta confermata la possibilità dei sostituti d'imposta di fruire dello slittamento dei termini disposto con dpcm del 12 maggio 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2011.
Il provvedimento infatti al fine di permettere ai contribuenti di fruire di maggior tempo per effettuare le incombenze di agosto, evitando gli eventuali disagi legati al periodo estivo, ha introdotto la facoltà per le scadenze e i versamenti compresi tra il 1 agosto 2011 e il 20 agosto 2011 di essere tutti spostati a quest'ultima data e, quindi, automaticamente a lunedì 22 agosto 2011 (il 20 agosto cade di sabato).
Lo spostamento dei termini non comporta a carico dei contribuenti alcun pagamento, onere od maggiorazione aggiuntiva dei versamenti delle imposte.
Nessun riscontro invece nello scadenzario dell'amministrazione finanziaria in merito al termine, introdotto dalla circolare congiunta Agenzia delle entrate - Ministero del lavoro n. 19 del 10 maggio 2011 sull'Imposta sostitutiva dei premi di produttività aziendale ex art.53 del dl n. 78 del 31 maggio 2010, convertito in legge 30 luglio n. 122 e comma 47 dell'art. 1 della legge 13 dicembre 2010 n. 220, perla regolarizzazione da parte di quei sostituti d'imposta che nei primi mesi dell'anno, in considerazione della novità della materia, abbiano erroneamente applicato la detassazione alle voci variabili della retribuzione correlate ad incrementi di produttività in assenza di accordi territoriali e aziendali di secondo livello.

Italia Oggi - 22 luglio 2011 - G. Caruso - pag. 25

Perdite Irpef con limite a cinque anni

Speciale Manovra. La legge 111 elimina il vincolo temporale per il riporto solo per i risultati negativi delle società di capitali
Lo scomputo per Srl e Spa contenuto nell'80% del reddito - Decorrenza da chiarire


La manovra riscrive le regole per il riporto delle perdite fiscali, ma solo per le società di capitali.
L'articolo 23, comma 9 del decreto legge 98/11 elimina i limiti temporali perla compensazione dei risultati negativi, introducendo un tetto dell'80% del reddito di ciascun esercizio.
La norma, che solleva taluni dubbi interpretativi quanto alla decorrenza, non riguarda le imprese individuali e le società di persone che continuano a riportare le perdite entro cinque anni. Perdite recuperabili.
La modifica all'articolo 84 del Tuir viene incontro all'esigenza di uniformare la normativa italiana a quella dei principali Paesi europei.
D'ora in poi la perdita subita da una società sarà riportabile senza limite temporale (in precedenza ciò valeva solo peri primi tre esercizi) evitando indebite penalizzazioni per quelle imprese che necessitano di un periodo più lungo di cinque esercizi per produrre redditi di importo capiente.
La norma evita inoltre che le società siano indotte a porre in essere comportamenti elusivi (attraverso, per esempio, operazioni che generano plusvalenze intercompany), per trasformare, di fatto, i risultati negativi riportabili vicini alla scadenza quinquennale in costi ammortizzabili, o in spese deducibili in esercizi successivi.

Il sole 24 ore - 22 luglio 2011 - L. Gaiani - pag. 25