Rassegna stampa del 25 luglio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La contabilità digitale convince

Decreto sviluppo. Semplificate le modalità di tenuta informatica della documentazione.
Blindatura dei libri a cadenza annuale, non più trimestrale

Più semplice rinunciare alla carta per la tenuta e la conserivazione delle scritture e dei documenti contabili.
Il decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011, meglio noto come "decreto sviluppo", convertito nella legge 12 luglio 2011, n. 106, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 160 del 12 luglio, ha introdotto alcune significative modifiche alla disciplina civilistica relativa alla documentazione informatica, che dendono più conveniente, soprattutto per la piccola e media impresa, il passaggio a una contabilità digitale.
Il nostro ordinamento prevede infatti questa possibilità, con riferimento ai libri contabili, alle scritture e alla documentazione obbligatoria ai sensi del codice civile, sin dall'anno 2009 quando, in sede di conversione del "decreto anticrisi", ossia attraverso la legge n.2 del 28 gennaio 2009, venne introdotto l'art. 2215-bis c.c.
Un'enorme opportunità, in termini di riduzione dei costi burocratici e di miglioramento della qualità dei sistemi informativi aziendali, rimasta però lettera morta, salvo sporadiche adozioni (in prevalenza da parte di medio-grandi imprese), poichè formulata in contrasto con un basilare principio di buon senso che dovrebbe necessariamente contraddistinguere qualsiasi forma di adempimento, soprattutto di natura informatica: la semplicità.

Italia Oggi - 25 luglio 2011 - A. Fradeani - pag. 15

Studi di settore: l'errore costa caro

Le sanzioni aumentano del 50% ma gli sbagli possono dipendere anche dalla difficoltà di classificare voci di costo
Accertamento induttivo per scostamenti dal reddito dichiarato superiori al 10 per cento

Maggior reddito superiore al 10% rispetto a quello dichiarato.
È questo, in sintesi, il nuovo parametro, previsto dalla manovra (D198/2011, convertito dalla legge 111/2011), che titolari di reddito di impresa e lavoratori autonomi soggetti agli studi di settore dovranno tenere ben a mente.
Al superamento di questa soglia, infatti, sono legati maggiori poteri accertativi dell'amministrazione finanziaria e sanzioni particolarmente rilevanti.
L'articolo 23 della manovra prevede sia sanzioni più pesanti, sia l'accertamento induttivo, se il contribuente sbaglia la compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore e, per effetto di tali errori, ha sotto stimato il proprio reddito di almeno il 10 per cento.
Le nuove disposizioni, però, finiscono per colpire anche quei contribuenti che non hanno posto in essere comportamenti evasivi.
In presenza di omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli l'applicazione degli studi o di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti, l'ufficio può precedere a accertamento induttivo del reddito del contribuente a condizione che il maggiore reddito accertato a seguito della corretta applicazione degli studi sia superiore al 10 per cento del reddito dichiarato.
Le ragioni di tale inasprimento sono certamente da ricercare nella legittima pretesa da parte dell'amministrazione di un corretto calcolo dello studio di settore da parte di ciascun contribuente.
Modificando o sistemando ad hoc determinati dati all'interno del modello, infatti, è più semplice raggiungere la congruità e/o la coerenza.

Il sole 24 ore - 25 luglio 2011 - F. Falcone, A. Iorio - pag. 1

Ammortamenti in quattro classi

Dal 2013 tre categorie di beni agganciati alla vita utile e l'ultima ad aliquota unica

Cambiamento in vista per il regime fiscale degli ammortamenti.
Si profila una drastica riduzione del numero di aliquote e l'introduzione di un "paniere" in cui confluiranno più beni con unico coefficiente di ammortamento.
Il tutto a partire dal periodo d'imposta 2013.
La manovra (Dl 98/2011 convertito dalla legge 111/2011, articolo 23, comma 47) introduce sostanziali modifiche all'attuale sistema di ammortamento dei beni strumentali.
Non è solo una revisione dei coefficienti previsti dal Dm 31 dicembre 1988, ma un intervento che punta alla semplificazione.
L'intervento abroga, seppure implicitamente, le disposizioni dell'articolo 6 del Dl 78/2009 in base al quale, entro i1 31 dicembre 2009, si doveva provvedere alla revisione dei coefficienti fiscali di ammortamento: cosa mai avvenuta.
A fronte di un testo normativo piuttosto "scarno", la relazione tecnica contribuisce a meglio precisare i contenuti della nuova disposizione.
In sintesi, il nuovo sistema dovrebbe prevedere solo quattro categorie di beni (materiali e immateriali), di cui tre "individuali" da ammortizzare in base alla vita utile e a quote costanti e una "cumulativa" che comprenderebbe anche beni di natura del tutto diversa da ammortizzare con unica aliquota (paniere).

Il sole 24 ore - 25 luglio 2011 - L. Miele, V. Russo - pag. 2

In dogana più vincoli ai depositi Iva

Cauzione sull'imposta non versata all'importazione: per «liberarla» vanno inviati i dati

Il decreto Sviluppo (Dl 70/2011 convertito dalla legge 106/2011) ridisegna la disciplina dei depositi Iva in una duplice ottica di razionalizzazione dell'istituto e di prevenzione delle frodi.
Il Dl rappresenta solo l'ultimo di una serie di interventi che in pochi mesi hanno interessato la regolamentazione dei depositi, a testimonianza del fatto che la materia necessita di essere definita in modo più accurato.
Tutto nasce dalla sentenza della Cassazione n. 12580/2010, seguita da diversi lavori parlamentari sul tema (una interrogazione, due audizioni e una risoluzione) che hanno fatto da preludio all'emendamento sui depositi inserito in sede di conversione del decreto 70/2011 (articolo 7, comma 2, lettera cc-ter).
Sul piano della razionalizzazione, la nuova norma individua in modo puntuale le strutture eleggibili a deposito Iva.
Accanto alla conferma dei magazzini generali con autorizzazione doganale e dei depositi doganali di tipo C e D, va segnalata l'ufficializzazione della possibilità - già ammessa dalla prassi - di utilizzare anche quelli di tipo E, in cui non è necessario predeterminare il locale di stoccaggio, ma il deposito delle merci può avvenire nell'insieme delle istallazioni, anche non confinanti, del soggetto titolare dell'autorizzazione.
Quanto ai depositi fiscali, sono definiti con rinvio all'articolo 1, comma 2, lettera e) del Dlgs 504/95 (Testo unico delle accise).
Le finalità anti frode perseguite dal decreto 70/2011 prendono la forma di specifici vincoli circa la garanzia da prestare per l'immissione in libera pratica di merci d'importazione destinate a essere introdotte in deposito.
Ai sensi del comma 4, lettera b), dell'articolo 50-bis del Dl 331/93, queste operazioni sono eseguite senza pagamento dell'Iva.
Per prassi, la dogana provvede a incamerare una cauzione per l'imposta non corrisposta all'atto dell'importazione, che poi è svincolata a seguito della restituzione di una copia della bolletta doganale munita dell'attestazione del depositario dell'avvenuta presa in carico delle merci.

Il sole 24 ore - 25 luglio 2011 - M. Mantovani, B. Santacroce - pag. 3

Assunzioni: dati sensibili solo se indispensabili

Chiarimenti del Garante della privacy sui test di assunzione

Test per l'assunzione senza dati sensibili o comunque senza dati superflui.
Il questionario sottoposto ai candidati non deve indagare su aspetti privati e delicati del tutto estranei alla valutazione della idoneità a svolgere le mansioni.
Altrimenti si viola lo Statuo dei Lavoratori, la legge Biagi e il codice della privacy, rischiando sanzioni amministrative, penali e anche l'obbligo di risarcire i danni morali.
Questo il principio affermato dal Garante della pricavy, che con un suo provvedimento ha dichiarato illecito il trattamento di dati effettuato dall'Aler (azienda lombarda per l'edilizia residenziale)di Brescia con un questionario somministrato ai candidati che partecipavano alla selezione per il reclutamento di un dirigente tecnico.

Italia Oggi - sabato 22 luglio 2011 - A. Ciccia - pag. 27