Rassegna stampa del 27 luglio 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La rassegna stampa viene sospesa nei giorni:
28/29 luglio e dall'8 agosto fino al 4 settembre

Buona estate dallo Staff!

Da ottobre accertamenti subito esecutivi

Il ricorso potrà essere proposto entro 60 giorni dalla notifica dell'atto con il versamento dei 30% della maggiore imposta pretesa

Con le modifiche apportate dalla manovra 2011 (Dl 98/2011, convertito dalla legge 111/11) e dal decreto Sviluppo (Dl 70/2011, in legge 106/11), sono state riscritte alcune misure che riguardano l'avviso di accertamento "esecutivo" e l'iscrizione a ruolo provvisoria dei crediti erariali.
Intervento triplo. Il legislatore ha profondamente innovato la disciplina della riscossione stabilendo (articolo 29 del Dl 78/2010) che a partire dal 1° luglio 201 (ora 1° ottobre 2011), e con riferimento ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre 2007, l'avviso di accertamento diviene immediatamente esecutivo cumulando al proprio interno le funzioni della cartella di pagamento. Successivamente il decreto Sviluppo - con l'articolo 7, comma 2 del Dl 70/2011 - ha attenuato le problematiche relative alla disciplina dell'accertamento esecutivo disciplinando la sospensione dell'esecuzione forzata degli accertamenti esecutivi per 180 giorni nonché la riduzione dalla metà aun terzo delle somme provvisorie da iscrivere a ruolo.
Infime è intervenuto l'articolo 2, comma 30 del Dl 98/2011 che ha procrastinato il debutto di questi atti dal 1° luglio 2011 al 1° ottobre 2011.
Un rinvio necessario, come si evince dalla relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, proprio a seguito delle modifiche legislative apportate dal decreto Sviluppo alla disciplina della riscossione delle somme dovute in base ai cosiddetti accertamenti esecutivi.
Accertamenti esecutivi A seguito di questo quadro normativo gli accertamenti emessi dal 1° ottobre 2011, purché relativi a periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007, saranno immediatamente esecutivi, in mancanza di pagamento, decorsi i termini per la proposizione del ricorso e dovranno contenere l'avvertimento che, decorsi ulteriori 30 giorni dal termine per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata in carico agli agenti perla riscossione.

Il sole 24 ore - 27 luglio 2011 - B. Santacroce - pag. 27

Iva, scadenze in vacanza

 
Per i rimborsi e le compensazioni scatta l'allungamento dei termini.
Slitta al 22 agosto l'adempimento di fine luglio

Termini allungati per presentare istanza di rimborso/compensazione del credito Iva del secondo trimestre 2011: la scadenza fissata dalla legge a fine luglio, ossia domenica 31, slitta al lunedì successivo, scivolando al 22 agosto per effetto della proroga estiva degli adempimenti fiscali che cadono tra il 1 e il 20 agosto, disposta dall'art. 3 del dpcm 12 maggio 2011.
Se si vuole compensare un credito oltre la soglia di 10 mila euro già nel mese di agosto, è necessario trasmettere istanza entro il mese di luglio.
La predetta soglia si riferisce all'ammontare complessivo dei crediti Iva trimestrali del 2011, per cui deve tenersi conto di quanto già eventualmente compensato con riferimento al credito del primo trimestre.
Chi può presentare istanza. Possono presentare istanza di rimborso del credito Iva infrannuale i soggetti che si trovano in una delle condizioni previste dall'art. 38-bis, secondo comma del dpr 633/72, ovverosia:
- contribuenti che hanno effettuato operazioni attive la cui aliquota media, maggiorata del 10%, risulta inferiore a quella media degli acquisti e delle importazioni.
Nel calcolo devono essere incluse anche le operazioni attive sottoposte al meccanismo di inversione contabile e fatturate, pertanto, senza l'addebito dell'imposta; non si deve tenere conto, invece, delle operazioni relative ai beni ammortizzabili;
- contribuenti che hanno effettuato operazioni non imponibili (es. cessioni all'esportazione. cessioni e prestazioni su lettera d'intento del cliente, operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali, cessioni intra-comunitarie) per oltre il 25% di tutte le operazioni effettuate;
- contribuenti che hanno effettuato acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per importo superiore a due terzi dell'ammontare complessivo di tutti gli acquisti e le importazioni di beni e servizi imponibili; in questo caso è rimborsabile/compensabile non l'intero credito del trimestre, ma soltanto quello riferibile agli acquisti ed alle importazioni di beni ammortizzabili;
- contribuenti non residenti che si sono identificati in Italia direttamente o mediante rappresentante fiscale.

Italia Oggi - 27 luglio 2011 - F. Ricca - pag. 30

Chi è mini non deve pagare Irap

La Corte di cassazione applica estensivamente il concetto di autonoma organizzazione.
Salvi artigiani e commercianti se soli e con pochi mezzi

La Cassazione fissa un altro fondamentale paletto sull'Irap. Sono esenti dai versamento dell'imposta i piccoli commercianti e artigiani, in generalesi piccoli imprenditori, che lavorano da soli e con i mezzi indispensabili alla professione.
Insomma secondo la Suprema corte (ordinanza numero 16340 depositata il 27 luglio 2011), il concetto di autonoma organizzazione, che fa da ago della bilancia nel contenzioso sull'Irap, non deve fare riferimento solo ai liberi professionisti ma va esteso senza restrizioni anche ai piccoli commercianti (in questo caso un ambulante) e ai piccoli imprenditori in genere.
Tre i paletti fissati dai giudici di Piazza Cavour: il contribuente ha diritto al rimborso quando «sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e interesse».
Poi, ecco il secondo requisito chiesto anche per le organizzazioni dei piccoli professionisti, si ottiene il rimborso quando il commerciante non «impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione». Oppure quando non si «avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui». Resta a carico del contribuente, precisa ancora la sezione tributaria, l'onere di dimostrare l'assenza dell'autonoma organizzazione.

Italia Oggi - 27 luglio 2011 - D. Alberigi - pag. 27