Rassegna stampa del 3 agosto 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La rassegna stampa viene sospesa nei giorni:
28/29 luglio e dall'8 agosto fino al 4 settembre

Buona estate dallo Staff!

Sequestri fiscali a largo raggio

Reati tributari. La giurisprudenza estende la possibilità di usare lo strumento finalizzato alla confisca per equivalente.
L'intervento può incidere anche sui concorrenti o su di una società

Negli ultimi mesi si è assistito con frequenza sempre maggiore, in presenza di reati tributari, al sequestro preventivo di beni, somme di denaro o altre utilità riconducibili al contribuente indagato per laviolazione penale tributaria.
Il sequestro viene eseguito in previsione della futura confisca, anche per equivalente, collegata alla condanna del contribuente.
In via generale il Codice penale (articolo 322-ter) prevede che nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti per determinati reati, venga sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengono a persona estranea al reato, o, quando essa non é possibile, la confisca dei beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente (confisca per equivalente).
Ai reati tributari questa misura è stata estesa abbastanza di recente (dal 1 gennaio 2008), e solo da poco sta conoscendo un'applicazione generalizzata.
L'estensione si è resa necessaria in quanto le ordinarie ipotesi di confisca previste dal Codice penale per tutti i reati erano spesso inapplicabili in materia tributaria.
Esse infatti prevedono un necessario rapporto di pertinenzialità tra prodotto, profitto e prezzo, da un lato, e reato, dall'altro, con la conseguenza che in molti casi non erano facilmente applicabili alle violazioni penali tributarie, nelle fattispecie in cui il vantaggio illecito è costituito da un risparmio di spese e quindi i beni sono già presenti nel patrimonio dell'evasore.
In altre parole era obiettivamente arduo, in molti casi, prevedere la confisca di somme risparmiate per effetto della fattispecie illecita e non di somme che hanno costituito un arricchimento.
Da qui la previsione di aggredire l'«equivalente». Sono interessati potenzialmente tutti i contribuenti indagati per una delle violazioni penali tributarie previste dal DLgs 74/2000, fatta eccezione per l'occultamento o la sottrazione delle scritture contabili.

Il sole 24 ore - 3 agosto 2011 - F. Falcone, A. Iorio - pag. 27

Fisco, rimborsi per 2 mld di €

 
La convenzione Minieconomia-Agenzia delle entrate fa il punto sullo smaltimento dell'arretrato.
E' lo stock delle somme che vanno restituite ai contribuenti

Oltre un milione e ottocentomila istanze, per un controvalore di 2 miliardi di euro, cui si devono aggiungere circa 260 milioni di interessi.
A tanto ammontava alla fine del 2010 lo stock totale dei rimborsi delle imposte dirette censiti nel database dell'Agenzia delle entrate.
Circa due terzi risultavano lavorati e da pagare (1,2 milioni di pratiche, per 826 milioni di euro da erogare), mentre 641 mila rimborsi erano ancora in attesa di essere elaborati.
Gran parte delle pendenze, tuttavia, risulta fisiologicamente concentrata nel biennio più recente (2007-2008), mentre le pratiche ancora da lavorare risalenti a prima del 2005 sono poche migliaia.
È quanto emerge dal piano dell'Agenzia delle entrate presentato in sede di stipula della convenzione triennale che disciplina i rapporti con il ministero dell'economia per gli esercizi 2011-2013 (si veda ItaliaOggi del 14 luglio scorso).
E intanto ieri non è stata raggiunta alcuna intesa tra ministero dell'economia e sigle sindacali sulle convenzioni.
E l'accelerata sui rimborsi sembra destinata a continuare.
L'amministrazione finanziaria intende infatti istruire nel 2011 1'85% dei rimborsi delle imposte dirette relativi ad annualità fino al 2008; nel 2012, l'Agenzia punta al 70% dei rimborsi fino all'anno d'imposta 2010 e nel 2013 all'80% fino all'anno 2011.

Italia Oggi - 3 agosto 2011 - V. Stroppa, C. Bartelli - pag. 23

Vies, le correzioni fino al 30/09

La circolare delle Entrate sulla banca dati delle partite Iva comunitarie indica l'iter.
I contribuenti possono segnalare le anomali agli uffici

I contribuenti che abbiano riscontrato anomalie nella prima registrazione nell'archivio Vies effettuata dall'Agenzia delle entrate sulla base dei parametri selettivi definiti dal provvedimento n. 188376 del 29 dicembre 2010, potranno rivolgersi fino al 30 settembre 2011 agli uffici dell'Agenzia per ottenere le necessarie correzioni.
I controlli sulle posizioni inserite automaticamente nell'archivio, che avrebbero dovuto concludersi entro il 31 luglio scorso, potranno essere effettuati entro la fine dell'anno.
Queste le indicazioni contenute nella circolare dell'Agenzia delle entrate n. 39 del 1 agosto 2011 (si veda ItailiaOggi di ieri), in merito alla procedura di «rivisitazione automatica dell'archivio Vies alla data del 25 febbraio 2011», disciplinata dal citato provvedimento che regolava la fase transitoria prevedendo i criteri per l'inclusione nell'archivio dei contribuenti che:
a) avevano presentato la dichiarazione di inizio attività al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore del dl 78/2010, istitutivo del regime autorizzatorio sulle operazioni intracomunitarie;
b) hanno presentato la dichiarazione di inizio attività nel periodo compreso tra la predetta data e il 28 febbraio 2011.
La circolare ricorda che i soggetti di cui alla lettera a) sono stati inclusi automaticamente nell'archivio, ad eccezione di coloro che non hanno presentato elenchi riepilogativi delle cessioni di beni, delle prestazioni di servizi e degli acquisti sti intracomunitari di beni e servizi in alcuno degli anni 2009 e 2010, oppure che non hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi Iva per il 2009.

Italia Oggi - 3 agosto 2011 - F. Ricca - pag. 27