Rassegna stampa del 5 agosto 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

La rassegna stampa viene sospesa nei giorni:
28/29 luglio e dall'8 agosto fino al 4 settembre

Buona estate dallo Staff!

Se il fisco non si fida entra in banca

La manovra amplia il novero degli intermediari finanziari presso cui Entrate e Gdf possono accedere per acquisire direttamente dati e notizie sui clienti

Ampliati gli intermediari finanziari presso cui l'amministrazione potrà accedere per acquisire direttamente dati e notizie nei confronti dei clienti: i controlli non riguarderanno più i soli uffici postali egli istituti bancari ma tutti gli intermediari che non hanno risposto alle richieste della Guardia di finanza o dell'agenzia delle Entrate, ovvero hanno fornito informazioni di dubbia correttezza.
Vengono poi semplificate le modalità che disciplinano questi accessi.
Sono queste alcune delle principali novità contenute nella manovra a proposito di indagini finanziarie e che modificano le norme relative alle potestà dell'amministrazione in questo comparto sia ai fini delle imposte sui redditi (Dpr 600/73) sia ai fini Iva (Dpr 633/72).
Gli accessi dagli intermediari. La previgente normativa già contemplava la possibilità per la Gdf e l'agenzia delle Entrate di eseguire accessi diretti presso gli intermediari finanziari.
La norma, tuttavia, non era stata adeguata né all'evoluzione dei soggetti che operano sui mercati finanziari, tantomeno alle novità organizzative che hanno caratterizzato in questi anni l'amministrazione.
La manovra provvede così ad attualizzare il tutto anche al fine di prevenire facili contestazioni da parte dei soggetti interessati che, in vigore della precedente norma, ritenevano di essere esclusi da tali controlli.
Gli accessi innanzitutto non riguarderanno soltanto le aziende e istituti di credito e l'amministrazione postale ma tutti gli operatori finanziari.

Il sole 24 ore - 5 agosto 2011 - A. Iorio - pag. 27

Accertamenti esecutivi morbidi

 
Manovra correttiva. La disciplina del 2010 modificata dal dl sviluppo e dal decreto 98.
Più respiro da riscossione frazionata e avvio dell'azione.

Il restyling sugli accertamenti esecutivi lascia respiro ai contribuenti sia in termini di riscossione frazionata dell'imposta in presenza di ricorso sia in termini di avvio delle azioni esecutive. Senza dimenticare come, peraltro, l'accesso agli strumenti deflattivi potrebbe rappresentare una ulteriore tutela quantomeno in termini temporali.
Come noto, l'articolo 29 del decreto legge n. 78 del 2010 ha introdotto il principio dell'accertamento esecutivo riferito ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi in base al quale non è più necessaria, ai fini della riscossione delle somme dovute in base all'accertamento, la notifica della cartella esattoriale.
Sulla questione degli accertamenti esecutivi sono poi intervenuti sia il decreto legge n. 70 che il decreto legge n. 98 del 2011 modificando profondamente il sistema originario.
La decorrenza delle nuove disposizioni. Il primo intervento riguarda la decorrenza delle disposizioni in materia di accertamenti esecutivi che, in base al decreto legge n. 98 del 2011, viene fissata agli atti emessi a far data dal 1 ottobre prossimo anche in relazione a quanto dovuto dal contribuente ai fini Irap oltre che in relazione alle imposte sui redditi e all'Iva.

Italia Oggi - 5 agosto 2011 - D. Liburdi - pag. 28

Il rappresentante in sospensione Iva

Una risoluzione dell'Agenzia

Il rappresentante fiscale italiano del soggetto passivo non residente, anche nel mutato quadro normativo, può continuare ad avvalersi della facoltà di acquistare beni e servizi in sospensione d'Iva accordata agli esportatori abituali.
La riforma del 2010, in particolare la generalizzazione del meccanismo dell'inversione contabile sulle operazioni poste in essere da non residenti, incide tuttavia sulla costituzione del plafond, alla cui formazione non concorrono infatti le operazioni per le quali debitore dell'imposta è il destinatario.
È quanto emerge dalla risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 80 del 4 agosto 2011, emanata in risposta all'istanza di interpello con la quale una società svizzera, identificata in Italia attraverso il rappresentante fiscale, chiedeva di. sapere se, anche dopo le modifiche apportate all'art. 17 del dpr 633/72 dal digs n. 18/2011 potesse ritenersi ancora valida la risoluzione n. 102/99.
Con tale risoluzione l'amministrazione finanziaria ha precisato che l'agevolazione prevista dall'art. 8, secondo comma, per gli esportatori abituali, spetta, sussistendo tutti i presupposti di legge, anche ai soggetti passivi esteri che siano identificati in Italia, in ragione del fatto che il secondo comma dell'art. 17 attribuisce al rappresentante fiscale non solo l'adempimento degli obblighi derivanti dall'applicazione del tributo, ma anche l'esercizio dei relativi diritti.

Italia Oggi - 5 agosto 2011 - R. Rosati - pag. 26