Rassegna stampa del 5 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Mano pensante su sanzioni penali e amministrative

L'inosservanza delle norme in materia di dati personali espone la collettività a sanzioni amministrative e penali che, finora, non sono rimaste sulla carta.
Il Garante dispone, infatti, periodicamente delle ispezioni della GUardia di finanza dirette a verificare l'osservanza di queste norme.
Questi controlli hanno la loro incidenza. Per esempio l'Authority, con ingiunzione dello scorso 13 gennaio (doc. web 1817963) ha applicato una sanzione di 6 mila euro (dopo aver constatato il mancato pagamento della sanzione in misura ridottarichiesto con verbale della guardia di finanza) per un sistema di videosorveglianza installato senza aver assicurato agli interessati l'informativa richiesta dalla legge.
Nel primo semetre 2011, le violazioni in materia di dati personali hanno portato all'applicazione di sanzioni amministrative per un complesso di 1 milione e 160 mila euro.
Sono state circa 230 le ispezioni effettuate e 181 i procedimenti sanzionatori, relativi in larga parte alla omessa informativa sul trattamento, al trattamento illecito dei dati, alla mancata adozione di misure di sicurezza, all'inosservanza dei provvedimenti del Garante.

Italia Oggi - 5 settembre 2011 - pag. 16

     

Rw, professionisti spalle al muro

Le indicazioni per compilare correttamente il quadro in vista della scadenza del 30 settembre.
Cassazione severa sulle responsabilità dei consulenti in compensazione

Quadro RW, incubo responsabilità per i professionisti.
Se le notizie riferite ai capitali all'estero sono fornite dal contribuente, il consulente deve valutare l'obbligo dichiarativo e adempiere.
La Cassazione è severa sulle responsabilità professionali. Necessario farsi attestare l'esistenza delle disponibilità e l'eventuale presenza, nel corso dell'anno, di flussi finanziari.
Il quadro RW, entro il prossimo 30 settembre, deve essere compilato. Nella consapevolezza che non si tratta di un adempimento influente sul risultato degli imponibili, deve riflettersi sulle «strane» conseguenze in termini di sanzioni. Appare lecito usare la parola «strane» se solo si riflette sul fatto che le sanzioni previste dal legislatore non fanno affatto distinzioni, trovando applicazione sia nei confronti degli evasori incalliti, che riguardo ai contribuenti in buona fede e che hanno omesso la compilazione per «ignoranza» del relativo obbligo.
Deve dirsi, per onestà, che il quadro RW fino alle problematiche dello scudo fiscale non era mai stato preso seriamente in considerazione, essendo peraltro costellato di situazioni dubbie che nel passato non erano state oggetto di chiarimenti da parte dell'Agenzia delle entrate e che per questo non sono mai state evidenziate in dichiarazione: basti pensare ai natanti tenuti a disposizione, alla gestione delle stock option, ai conti correnti cointestati o alle situazioni di nuda proprietà e usufrutto.
Solo a seguito delle diverse interpretazioni riguardanti lo scudo fiscale e da ultimo della circolare n. 45 del 2010 si è riuscito ad avere una solida base interpretativa per porre in essere l'adempimento, ma la situazione è divenuta problematica per gli errori commessi e ormai «consolidati».

Italia Oggi - 5 settembre 2011 - M. Tozzi - pag. 11

Codice delle verifiche da riallineare

La prassi di Gdf ed Entrate. L'interpretazione delle norme rischia di diventare decisiva

In futuro diventerà alto il rischio di procedimento penale per i contribuenti colpiti da accertamenti fiscali che portano alla constatazione di violazioni derivanti non da evasioni ma da interpretazioni normative, errori, e comunque irregolarità prive di fraudolenza.
È la conseguenza che può derivare dalle modifiche ai reati tributari introdotte con gli emendamenti alla manovra finanziaria se Guardia di finanza e Agenzia delle entrate non dovessero modificare le prassi attualmente vigenti in materia. Per molti reati è stata decisamente abbassata la soglia di punibilità. In altre parole, quindi, violazioni ritenute fino a ora sanzionabili solo in via amministrativa, sono state ritenute meritevoli di essere perseguite anche in via penale.
È il caso della dichiarazione infedele, della dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi o ancora dell'omessa presentazione della dichiarazione.
Nel caso della dichiarazione infedele, che rappresenta certamente la violazione più frequentemente segnalata alle procure, la soglia di punibilità, attualmente fissata in circa io3mila euro, si abbassa a 50mila euro.
E ancora, la soglia della dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici si abbassa, addirittura, a 30mila euro di imposta evasa, come quella dell'omessa presentazione della dichiarazione. Per le violazioni fiscali scoperte dai verificatori e sintomatiche, in modo evidente, di comportamenti evasivi, non si pone alcun problema se non, appunto, l'abbassamento della soglia e quindi l'instaurazione di un procedimento penale anche per fatti che fino a ora erano considerati solo violazioni amministrative.

Il sole 24 ore - 5 settembre 2011 - A. Iorio - pag. 3