Rassegna stampa del 6 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Sui conti correnti mano libera del fisco sulle liste

I conti correnti bancari e gli altri rapporti intrattenuti con gli intermediari fmanziari diventano lo strumento con cui il fisco potrà elaborare liste selettive e gli operatori economici potranno ottenere una riduzione del 50% delle sanzioni applicabili perle infedeltà dichiarative e documentali.
Anche se scompare l'obbligo di indicarli nella dichiarazione dei redditi.
Liste selettive Il legislatore consente al fisco di utilizzare i dati egli elementi contenuti nell'anagrafe dei rapporti finanziari di cui all'articolo 7, comma 6, del Dpr 605/73 per l'elaborazione di specifiche liste selettive dei contribuenti da sottoporre a controllo.
La disposizione ora elaborata arriva a tale risultato introducendo una esplicita deroga ai meccanismi di utilizzo dei dati bancarie fmanziari fissati dall'articolo 7, comma u, del citato Dpr 605/73.
In particolare, tale disposizione prevede che le comunicazioni che gli intermediari finanziari fanno all'anagrafe tributaria possano essere utilizzati ai fmi dell'accertamento con le richieste di cui agli articoli 32, comma 1, numero 7, del Dpr 600/73 (Testo unico dell'accertamento) e51, 2 comma 2, n.7del Dpr 633/72 (legge Iva), nonché ai fini della riscossione.
La nuova disposizione deroga questa previsione e estende l'utilizzo delle predette comunicazioni anche per consentire al fisco di elaborare liste selettive di controllo.
Così facendo si stravolge l'attuale assetto normativo, che vedeva nelle indagini finanziarie uno strumento attivabile solo a seguito di un'attività di controllo e di riscossione già avviata nei confronti di uno specifico contribuente e che, al contrario, non poteva essere utilizzato per attività di ricerca e di selezione generalizzate.
La disposizione, prevede, inoltre, che il fisco possa sentire le associazioni di categoria degli intermediari finanziari per concordare la tipologia di informazioni da acquisire. Questo passaggio sembrerebbe preludere anche a una estensione delle informazioni acquisibili o a un accordo per l'attivazione di specifiche forme di elaborazione dei dati degli intermediari fmanziari già elettronicamente rilevati. Ma in ogni caso resta valida la procedura successiva per l'accertamento, con l'autorizzazione che deve essere richiesta al direttore delle Entrate.

Il sole 24 ore - 6 settembre 2011 - B. Santacroce - pag. 17

Comuni, arriva l'Irpef a scaglioni

Un emendamento al dl 138 applica il principio della progressività tributaria al fisco municipale.
Addizionale, aliquote diverse in base alle soglie di reddito

Addizionali comunali Irpef a scaglioni.
I sindaci potranno diversificare il pagamento del tributo applicando aliquote differenti a seconda del reddito. Ma se lo faranno, non potranno creare scaglioni ad hoc, dovendo invece ricalcare le stesse fasce di reddito stabilite dalla legge per l'imposta sulle persone fisiche.
Sarà possibile prevedere una soglia di esenzione al disotto della quale l'imposta non dovrà essere versata (come recentemente ha fatto il sindaco di Milano, Giuliano Pisa-pia, che, introducendo l'addizionale con aliquota unica allo 0,2% ha stabilito una no tax area al di sotto dei 33.500 euro di reddito ndr).
Ma dovrà essere esclusivamente un »limite di reddito». Sono queste le novità introdotte dall'emendamento alla manovra di Ferragosto, presentato da Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e approvato in commissione bilancio del senato. Un emendamento con cui cade l'ultima barriera che fino ad oggi aveva impedito l'applicazione del principio di progressività tributaria alla fiscalità locale.
Un'esigenza di equità da sempre rivendicata dai municipi che però si sono puntualmente scontrati con le resistenze del Mef favorevole invece alla tesi dell'aliquota unica. A favore della quale si sono schierati anche Anci e Ifel, nonostante l'opinione contraria della Corte costituzionale che già nel 2006 aveva aperto alla possibilità di variare le aliquote.
E per questo aveva giudicato legittima una legge della regione Marche che aveva introdotto la variazione dell'addizionale (in questo caso regionale) in forma progressiva.

Italia Oggi - 6 settembre 2011 - F. Cerisano - pag. 7

Il Sistri resuscita, ma da febbraio

La commissione bilancio al Senato reintroduce il sistema di riracciabilità, ma ordina un check up.
L'obbligo dal 2012. Con deroghe per i rifiuti non pericolsi

Obbligatorietà del Sistri a partire dal febbraio 2012, con deroghe per gestori di rifiuti non pericolosi a bassa criticità ambientale e semplificazioni per operatori che conferiscono coattivamente i beni a fine vita a consorzi di recupero.
Il tutto previa verifica tecnica del sotteso sistema informatico e sua eventuale modifica.
Ad aprire la strada per il ripristino del sistema di tracciamento telematico dei rifiuti cancellato il precedente 13 agosto alla vigilia del suo esordio dal Dl 138/2011 è un emendamento allo stesso decreto d'urgenza approvato all'unanimità dalla Commissione bilancio del Senato il 5 settembre 2011 in sede d'esame (referente) nell'iter di conversione del provvedimento.
Il ripristino del Sistri. La richiesta della Commissione permanente, accolta con soddisfazione nella stessa giornata dal ministro dell'ambiente, fissa nella secca data del 9 febbraio 2012 l'inizio dell'operatività del sistema di tracciamento dei rifiuti, prevedendo così un unico termine iniziale per tutti gli operatori coinvolti, e ciò in luogo delle precedenti (ed abrogate) norme Sistri che ne diluivano invece la partenza tra il 1 settembre ed il 2 gennaio 2012.
Le deroghe e le semplificazioni. Parallelamente alla reviviscenza del sistema, l'emendamento della Commissione del Senato prevede un (doppio) ammorbidimento delle regole Sistri.
In primo luogo la proposta di modifica al Dl 138/2011 impegna il MinAmbiente ad individuare con proprio decreto specifiche tipologie di rifiuti alle quali, in considerazione della quantità e dell'assenza di specifiche caratteristiche di criticità ambientale potranno essere applicate le procedure (Sistri) previste per i rifiuti speciali non pericolosi; con ciò chiedendo (in sostanza) di rendere per gli operatori che gestiscono tali rifiuti facoltativa e non obbligatoria l'adozione del sistema di tracciamento telematico.

Italia Oggi - 6 settembre 2011 - V. Dragani - pag. 13