Rassegna stampa del 12 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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In banca meno segreti per il fisco

L'amministrazione potrà ottenere liste di contribuenti sospetti da sottoporre a verifica

Il fisco avrà presto nuovi poteri per accedere alle informazioni detenute da banche e intermediari finanziari.
Il maxiemendamento alla manovra di ferragosto - che in settimana otterrà il via libera definitivo dalla Camera dopo l'approvazione a Palazzo Madama - attribuisce infatti all'agenzia delle Entrate la facoltà di procedere all'elaborazione di specifiche "liste selettive", basate sulle informazioni relative a rapporti e operazioni finanziarie ottenute direttamente dal sistema degli intermediari.
Le liste saranno quindi utilizzate per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo e verifica fiscale.
Si tratta di una svolta di non poco conto.
Per la prima volta - con l'obiettivo di colpire i forzieri che detengono i frutti dell'evasione e della frode fiscale - il fisco, derogando a qualsiasi principio di tutela del segreto bancario, è abilitato a compiere attività di selezione automatica per masse di soggetti che gli consentirà di individuare, in relazione a singoli contribuenti, le anomalie che caratterizzano la gestione del denaro contante ovvero la movimentazione di portafogli azionari e/o obbligazionari.

Il sole 24 ore - 12 settembre 2011 - B. Santacroce - pag. 16

     

Quando "scocca" l'Iva nuova

Il momento decisivo è diverso in base al tipo di beni e prestazioni

Sta per entrare in vigore la nuova aliquota Iva "ordinaria" del 21%, che colpisce la parte prevalente delle cessioni e delle prestazioni di servizi, in quanto viene applicata come criterio default se il bene o il servizio non è contemplato da una norma speciale, che concede l'aliquota del 4 o del 10%, si applica l'imposta ordinaria.
Le aliquote ridotte sono comprese nella tabella A, parte II e III, allegata alla legge Iva Si tratta di elenchi estremamente bisognosi di restyling non solo continuano a riferirsi alle voci doganali, soppresse ormai da una ventina di anni, ma sono talvolta modificate da norme esterne.
Il giorno del cambiamento
La «Gazzetta Ufficiale» viene stampata nella tarda serata: dalle successive ore 24 bisognerà modificare la fatturazione e l'annotazione dei corrispettivi.
Ma ci saranno dei casi in cui anche una fattura con data successiva potrebbe avere ancora la vecchia aliquota.
Per stabilire la percentuale da applicare, occorre guardare l'effettuazione" dell'operazione (articolo 6 della legge Iva), che viene modulata secondo criteri differenziati, che possiamo distinguere in:
a) Momenti naturali:
a1) cessione di beni immobili: data della stipulazione, di regola coincidente con il rogito;
a.2) cessioni di beni mobili: data della consegna o della spedizione, normalmente attestata dal documento di trasporto;
a.3) prestazioni di servizi: data del pagamento.
b) Momenti anticipatori:
b.i) incasso del corrispettivo;
b.2) fatturazione.
Questa seconda serie di eventi prevale sulla precedente, per il relativo importo, così l'acconto pagato per un acquisto prima del cambiamento mantiene l'aliquota vecchia, e quella nuova si applicherà solo sul residuo prezzo.

Il sole 24 ore - 12 settembre 2011 - R. Rizzardi - pag. 6

Test d'autunno per la cedolare

Immobili. Entro fine novembre pagamento degli acconti: esclusi gli importi sotto 51,65 e i contratti successivi al 31 ottobre.
I rinnovi delle locazioni devono essere «pesati» per l'esercizio dell'opzione

Cedolare sugli affitti di nuovo in primo piano in vista degli appuntamenti d'autunno.
Oltre alla seconda rata di acconto, in scadenza alla fine di novembre, vi sono infatti i rinnovi annuali dei contratti di locazione, ai quali prestare attenzione ai fini di un'eventuale opzione.
A complicare il tutto, la disciplina transitoria relativa al 2011 che contiene delle regole speciali.
Le opzioni. A regime la scelta per l'imposizione sostitutiva del 21% o del 19% si effettua in sede di prima registrazione del contratto di affitto ovvero di rinnovo dello stesso.
Allo scopo, è sufficiente compilare il modello semplificato Siria o, se non ricorrono tutte le condizioni prescritte per tale modulistica, il nuovo modello 69.
L'opzione per la cedolare esclude il pagamento dell'imposta di registro e dei tributi speciali ed è necessario inviare una raccomandata all'inquilino di rinuncia agli aumenti di canone. È comunque possibile uscire o entrare nella tassazione proporzionale in una qualsiasi delle annualità intermedie. Per entrare in cedolare in un contratto già registrato occorre compilare il modello 69 alla scadenza del pagamento dell'imposta di registro annuale e conseguentemente non versare l'imposta di registro.
Per uscire dal regime sostitutivo, invece, bisogna presentare il modello 69, sempre in occasione della scadenza del pagamento annuale del registro, pagare l'imposta ed effettuare gli adempimenti ulteriori che saranno precisati in un futuro provvedimento direttoriale.
L'efficacia dell'opzione segue le annualità di contratto residue, e non gli anni solari.
Cessa dunque con la prima scadenza contrattuale.

Il sole 24 ore - 12 settembre 2011 - L. Lovecchio - pag. 1

Studi di settore alla verifica anti-sanzioni

Unico. La procedura per la trasmissione online entro il prossimo 30 settembre mette in evidenza l'incoerenza tra dati indicati e allegati da presentare.
Le penalità del Dl 98 e il rischio-accertamento alzano il livello di guardia sull'omissione dei modelli


Contribuenti e intermediari abilitati chiamati a un check-up rafforzato sui modelli per gli studi di settore prima dell'invio di Unico.
A partire da quest'anno la scadenza del 30 settembre è un adempimento a cui prestare massima attenzione dopo gli interventi legislativi che hanno inasprito il sistema sanzionatorio per coloro che, dolosamente o meno, omettono di trasmettere gli studi di settore (o lo presentano con contenuto infedele).
Il Dl 98/2011 ha infatti previsto che, in caso di omessa presentazione del modello studi da parte dei soggetti obbligati, si applica per legge la sanzione massima prevista dall'articolo 8, comma 1, del Dlgs 471/1997 (2.065 euro).
Non solo, perché l'ufficio è legittimato ad operare un accertamento "indiziario" in quanto l'omissione apre le porte all'induttivo puro (articolo 39, comma 2, lettera d-ter, del Dpr 600/73).
Le stesse sanzioni si applicano anche nel caso in cui il contribuente indichi una causa di esclusione in realtà non sussistente.
In questo senso è quindi opportuno ricordare che: gli studi di settore possono essere disapplicati in presenza di una delle cause di esclusione previste dall'articolo io della legge n. 146/1998, esclusione che comporta la sterilizzazione anche dei parametri.
In presenza di una causa di esclusione in taluni casi occorre allegare alla dichiarazione il modello studi di settore (per fini statistici), in altri il modello Ine.

Il sole 24 ore - 12 settembre 2011 - G.P. Ranocchi, G. Valcarenghi - pag. 3