Rassegna stampa del 14 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Per l'imposta debutto con l'acconto di giugno 2012

Le altre indicazioni. Obbligo di segnalazione alle Entrate

Per garantire il monitoraggio del fenomeno che genera la nuova tipologia di redditi diversi introdotta dal Dl 138 del 2011, si introduce l'obbligo di segnalare all'agenzia delle Entrate le situazioni che potenzialmente danno origine agli effetti fiscali previsti in capo a coloro che beneficiano dei beni e ai concedenti.
Qualora infatti l'utilizzo sia gratuito o il corrispettivo risulti insufficiente (così si desume dal dettato normativo), le imprese ovvero i soci e familiari dovranno comunicare i dati relativi ai beni concessi in godimento alla amministrazione finanziaria secondo modalità e termini da approvare con un provvedimento entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.
Dal momento che le disposizioni reddituali e gli annessi effetti e adempimenti si applicheranno dal periodo d'imposta 2012, appare plausibile che tale obbligo di comunicazione sia fissato in via preventiva rispetto a quello di dichiarazione.
Le sanzioni Quale deterrente per i soggetti obbligati, la norma introduce una sanzione amministrativa solidale (fra concedente e utilizzatore) pari al 30 per cento commisurata al nuovo reddito imponibile nei casi di omissione della comunicazione o di trasmissione con dati inesatti o incompleti.
Tuttavia ove, pur in mancanza della comunicazione ovvero di sua inesattezza/incompletezza, i soggetti interessati, vale a dire imprese e soci/familiari, si siano conformati alle disposizioni sostanziali (indeducibilità dei costi e tassazione del godimento extra aziendale), sempre in forma solidale, in sostituzione della sanzione del 30 per cento, è dovuta la sanzione da 258 a 2.065 euro, come previsto dall'articolo u, comma i, lettera a) del Dlgs 471/1997.

Il sole 24 ore - 14 settembre 2011 - A.Ant, Al.M. - pag. 19

Dogane, l'autofattura riduce l'Iva

Le istruzioni impartite dall'Agenzia il 7 settembre scorso per evitare la doppia imposizione.
L'ufficio scomputa l'imposta già assolta in base al reverse

L'autofattura riduce l'Iva dovuta in dogana: all'atto dell'importazione di prodotti sottoposti a lavorazioni all'estero, sulle quali l'imposta è stata assolta dal committente nazionale, l'ufficio doganale detrarrà dall'Iva calcolata sulla base imponibile quella già assolta con il meccanismo dell'inversione contabile.
Di questa operazione si dovrà dare evidenza nella dichiarazione di importazione, indicandovi sia l'imposta liquidata nei modi ordinari sia quella già assolta dal committente e riportandovi gli estremi del documento comprovante l'avvenuto assolvimento dell'imposta.
Queste, in sintesi, le istruzioni impartite dall'Agenzia delle dogane con la nota prot. n. 54918 de 7l settembre 2011, in relazione alle soluzioni per evitare la doppia imposizione sulle operazioni di perfezionamento passivo individuate dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 37/2011.
La questione, segnalata da ltaliaOggi del 17/11/2009, è sorta in seguito alla riforma della territorialità delle prestazioni di servizi ad opera del Dlgs n. 18/2010.
In breve, per via delle nuove regole di localizzazione dei servizi, le prestazioni di lavorazione di beni mobili, che in precedenza si consideravano effettuate nel luogo di esecuzione materiale, dal 2010, quando rese a soggetti passivi, si considerano effettuate nel paese di stabilimento del committente.
Di conseguenza, quando il committente è un soggetto passivo nazionale, queste prestazioni si considerano effettuate in Italia indipendentemente dal luogo nel quale sono materialmente eseguite.

Italia Oggi - 14 settembre 2011 - F. Ricca - pag. 34

Tassa sui beni utilizzati dai soci

Prelievo sulla differenza fra il valore di mercato e il corrispettivo all'azienda

Le finalità delle norme introdotte dalla legge di conversione del Dl 138/2011 sono abbastanza chiare: contrastare il fenomeno della concessione in godimento di beni a soci e familiari per un corrispettivo "non congruo".
La normativa, tuttavia, necessità di approfondimenti per quanto riguarda una serie di aspetti applicativi: determinazione del reddito dei beneficiari; individuazione dei beni interessati; effetti in capo alle imprese concedenti.
Il reddito degli utilizzatori L'articolo 2, comma 36-terdecies del DL 138 introduce, a decorrere dal 2012, una nuova fattispecie impositiva di reddito diverso, (nuova lettera h-ter dell'articolo 67, comma 1, del Tuir) disponendo che costituiscono redditi diversi, se non conseguiti nell'esercizio di arti o professioni, imprese commerciali o in relazione alla qualità di lavoratore dipendente, la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni d'impresa a soci o familiari dell'imprenditore.
Questo reddito è quantificato in misura corrispondente alla differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo.
Gli utilizzatori di tali beni dovranno pertanto fare riferimento a un parametro (il valore di mercato) non espressamente disciplinato dal Tuir.
La relazione tecnica alla legge di conversione precisa che la nuova lettera h-ter) dell'articolo 16 del Tuir «disciplina l'ipotesi in cui i beni non fuoriescano dal regime di impresa, tuttavia vengano concessi in godimento a soci o familiari a condizioni diverse da quelle che caratterizzano il mercato, quindi senza corrispettivo ovvero con un corrispettivo inferiore a quello che sarebbe ritraibile secondo una libera contrattazione tra parti contrapposte e consapevoli».
Successivamente la relazione, per quantificare il gettito atteso, assume come elemento di stima il "valore normale" dei beni in questione, dato desunto dal modello Unico, (altre variazioni in aumento, codice 5 del rigo RF32 del modello Unico 2011 SC).
Pertanto appare verosimile che, ancorché il legislatore abbia adottato una particolare formulazione della norma, si sia inteso fare riferimento al valore normale per la concessione in godimento da soci e/o familiari come definito dall'articolo 9 del Tuir.

Il sole 24 ore - 14 settembre 2011 - A. Antonelli, A. Mengozzi - pag. 19