Rassegna stampa del 15 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Studi di settore a mini-copertura

Dopo il Dl 98/2011, anche il decreto 138 indebolisce ulteriormente l'adeguatamento a Gerico.
Necessaria la congruità per due anni per evitare l'indutto

Studi di settore, la congruità perde ulteriormente peso.
Con l'approvazione della manovra-bis per evitare l'accertamento basato su presunzioni semplici i contribuenti dovranno infatti risultare congrui sia per l'anno oggetto di accertamento che per quello precedente.
La disposizione contenuta nel comma 35 dell'articolo 2 del dl 138/2011 va dunque ad integrare ulteriormente la riduzione dell'ombrello protettivo costituito dalla congruità agli studi di settore, già indebolito dalle disposizioni contenute nella prima manovra dell'estate 2011 (dl 98/2011).
D'ora in avanti sarà dunque più facile per fisco aggirare le risultanze degli studi di settore e procedere comunque con accertamenti induttivi basati su mere presunzioni semplici.
La norma contenuta nella manovra di ferragosto completa dunque un mosaico attraverso il quale il legislatore ha inteso, da un lato, rafforzare il panorama delle sanzioni comminabili ai contribuenti che dichiarano dati inesatti nei quadri degli studi di settore o indicano cause di esclusione o inapplicabilità degli stessi rivelatesi poi non sussistenti indebolendo, dall'altro lato, la protezione offerta ai contribuenti dall'adeguamento alle risultanze degli studi di settore stessi.
Difficile prevedere i riflessi delle suddette disposizioni sulla tenuta degli studi di settore in termini di compliance e di spontaneo innalzamento dei ricavi/compensi dichiarati dai contribuenti, anche di recente riconosciuta dal fisco quale principale merito da attribuire allo strumento presuntivo delle piccole imprese e professionisti.
Ovvio che la minor protezione offerta d'ora in avanti dall'adeguamento o dalla congruità spontanea ai ricavi o compensi calcolati dal software potrà suscitare reazioni, allo stato imprevedibili, nei soggetti tenuti al rispetto del particolare meccanismo di accertamento.

Italia Oggi - 15 settembre 2011 - A. Bongi - pag. 13

Speciale Manovra - Reati fiscali, soglie più basse

Prescrizione più lunga fino a un terzo: si arriverà anche a 10 anni

Più facile commettere un reato tributario e prescrizione più lunga; se si vuole patteggiare occorrerà pagare quanto accertato al fisco; più difficile infine beneficiare della sospensione condizionale della pena.
Sono queste in sintesi le novità della legge di conversione del Dl 138, con il restyling del regime penale tributario introdotto nel 2000 con il decreto legislativo n.74.
Per quanto riguarda le nuove soglie, e in particolare le fatture per operazioni inesistenti (sia emissione sia utilizzo in dichiarazione), viene abrogata l'attenuante che stabiliva la reclusione da sei mesi a due anni nel caso in cui fatture o altri documenti per operazioni inesistenti siano inferiori a 154.937,07 euro.
La conseguenza immediata è che scatterà sempre la sanzione base della reclusione da uno a sei anni a prescindere dall'importo delle false fatture.
La dichiarazione fraudolenta realizzata mediante altri artifici, che finora si configura quando congiuntamente: l'imposta evasa era superiore, con riferimento a una singola imposta, a 77468,53 euro; l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al 5% di quelli dichiarati ovvero a 1.549.370,70 euro, in conseguenza delle modifiche scatterà per imposta evasa superiore a 30mila o e se l'ammontare complessivo degli elementi fittizi è superiore a 1 milione di euro.
Anche le soglie della dichiarazione infedele vengono riviste decisamente al ribasso.

Il sole 24 ore - 15 settembre 2011 - A. Iorio - pag. 8

Speciale Manovra - Aumento dell'Iva a più velocità

Ancora con il vecchio prelievo alcune operazioni a cavallo tra i due regimi

Aumento dell'aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento, ma non solo.
Le legge di conversione del Dl 138/2011 contiene diverse novità in materia di Iva che entreranno invigore dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta del provvedimento; per i depositi Iva, invece, occorre attendere un provvedimento di attuazione.
L'aumento di un punto percentuale dell'aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento si trascina dietro tutta una serie di problematiche che sono collegate alla variazione dell'imposta.
Esse riguardano sia il comportamento che i contribuenti dovranno seguire per le operazioni "a cavallo" tra le due aliquote, sia lo scorporo dell'imposta contenuta nei corrispettivi "Iva compresa", sia la fatturazione che la liquidazione periodica dell'Iva.
Il provvedimento contiene anche altre disposizioni che interessano l'Iva e che riguardano: l'abolizione dell'esonero della certificazione per gli stabilimenti balneari e i depositi Iva.
L'aumento dell'aliquota riguarda la generalità delle operazioni imponibili, eccettuate quelle aventi per oggetto i beni e servizi elencati nella parte II e nella parte III della tabella A allegata al Dpr 633/197; per questi sono previste le aliquote agevolate, rispettivamente del 4 e del 10 per cento.
Le operazioni che si considereranno effettuate dopo l'aumento dell'aliquota dovranno rispettare la nuova percentuale.

Il sole 24 ore - 15 settembre 2011 - L. De Stefani, R. Portale - pag. 7