Rassegna stampa del 19 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Le due mosse del Fisco per recuperare entrate

Bilanci. Cambia il calcolo delle imposte

L'aumento della base imponibile Ires per le cooperative a mutualità prevalente è costituito da due componenti: le società dovranno assoggettare a imposta una maggiore quota di utili pari al 10% e dovranno pagare l'Ires anche su un decimo dell'utile destinato a riserva minima obbligatoria.
Le modifiche normative sono introdotte dai commi 36bis - 36quater nell'articolo 2 del decreto n. 138/2011, convertito in legge la settimana scorsa.
In sostanza, viene aumentata la quota di utile da assoggettare a imposta fissata dall'articolo 1, comma 460, della legge n.311 del 2004.
La quota di utili tassati ai fini Ires perle cooperative a mutualità prevalente aumenta dal 30% al 40%, mentre per le cooperative di consumo viene aumentata del 10%, passando dal 55% al 65%.
Da tale aumento sono però escluse le cooperative agricole (intendendosi per tali quelle di cui all'articolo 1 del Dlgs 228/01) per le quali la quota di utili soggetta a Ires rimane fissata al 20%.
Infatti il comma 36-bis modifica solo le lettere b) e b-bis) del comma 460, legge 311/2004 e non anche la lettera a).
Le cooperative sociali di cui alla legge n. 381/91 sono, invece, escluse dalla tassazione dell'imponibile. La riserva minima.
La seconda novità riguarda la tassazione di un decimo dell'utile netto accantonato alla riserva minima obbligatoria.
In sostanza il legislatore ha inteso assoggettare a imposizione una parte di utile destinato a riserva, modificando il comma 1 dell'articolo 6 del Dl n. 63/02.

Il sole 24 ore - 19 settembre 2011 - G. P. Tosoni - pag. 9

     

Unico 2011 al controllo finale

Tutto quello che occorre verificare per una corretta presentazione del modello

Unico 2011 al controllo finale.
Rispetto delle procedure, tempestività e correttezza dei contenuti di forma e sostanza.
Sono le direttrici che gli intermediari abilitati all'invio delle dichiarazioni dovranno tenere presenti in vista del 30 settembre, momento entro il quale dovranno essere trasmessi all'amministrazione finanziaria i modelli del periodo di imposta 2010.
Gli ultimi provvedimenti normativi e le recenti pronunce della giurisprudenza impongono di elevare il livello di allerta degli operatori del settore.
Per un corretto svolgimento dell'incarico, è possibile - per comodità espositiva-individuare le seguenti fasi:
• rispetto delle procedure di forma sul rapporto tra intermediario e contribuente;
• attenta verifica del contenuto delle dichiarazioni, interfaccia con le procedure di controllo dell'Agenzia;
• incrocio con gli elenchi di studio.
Per quanto riguarda la gestione del rapporto tra cliente e intermediario, esistono procedure specifiche, che vanno dall'obbligo di consegna dell'impegno a trasmettere, alla restituzione della dichiarazione completa debitamente firmata, alla consegna della ricevuta di avvenuta presentazione e alla conservazione della documentazione, da esibire in caso di controlli.
Inoltre, nel secondo semestre del 2011, le direzioni regionali hanno programmato una attività di verifica del rispetto delle 2.065 euro.
La sanzione prevista per l'invio senza il modello studi di settore procedure (anche quelle in tema di privacy per la conservazione della documentazione e l'accesso ai dati in forma elettronica) che, nei mesi concitati di elaborazione delle dichiarazioni dei redditi, rischiano spesso di passare in secondo piano, con un calo di attenzione che potrebbe costare caro.
La seconda fase - la più difficoltosa all'atto pratico - attiene alla verifica del contenuto delle dichiarazioni.

Il sole 24 ore - 19 settembre 2011 - G. Gavelli, S. Pellegrino, G. Valcarenghi - pag. 5

Più facile cadere nei reati tributari

Giro di vite sui reati fiscali.
A più di dieci anni dalla riforma del sistema penale tributario la manovra di ferragosto, convertita nella legge 148/2011, interviene sul dlgs n. 74 del 2000 per inasprire l'intero regime, offrendo una efficace sponda alle altre disposizioni in tema di lotta all'evasione.
Diversi i fronti sui quali si muove il legislatore per il rafforzamento delle misure deflattive e soprattutto afflittive.
Inasprimento delle pene, riduzione delle soglie di punibilità, limitazione all'accesso a istituti premiali o circostanze attenuanti, allungamento dei termini prescrizionali.
Con tali modifiche il sistema penale tributario accresce i suoi aspetti di peculiarità rispetto alle previsioni ordinarie del codice penale, evidenziando come la questione fiscale sia ormai al centro dell'attenzione e stiano venendo meno tutte le remore in ordine alla opportunità di intervenire (anche) con tale strumento nella lotta all'evasione.
Con riferimento ai reati cosiddetti dichiarativi che si configurano cioè in sede di presentazione della dichiarazione annuale (Iva, Irap o imposte sui redditi) viene innanzitutto eliminata la riduzione di pena prevista nel caso di dichiarazione fraudolenta con emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Riduzione che interveniva quando l'ammontare delle poste fittizie non avesse superato la soglia di 300 milioni delle vecchie lire.
Parallelamente, analoga modifica è introdotta nel complementare reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Come noto le tipologie di reato dichiarativo con gravità e pericolosità via via decrescente in ragione della condotta del contribuente sono caratterizzate, generalmente, dall'avere rilevanza penale al superamento di determinate soglie; solo la dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti non prevede alcuna soglia di punibilità.

Italia Oggi - 19 settembre 2011 - A. Felicioni - pag. 8