Rassegna stampa del 20 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Fisco, accertamenti senza anticipi

La Cassazione interpreta l'articolo 12 dello Statuto in senso facorerole al contribuente.
Nullo l'avviso prima dei 60 giorni dalle informazioni Gdf

È nullo l'avviso di accertamento emesso dall'amministrazione finanziaria prima di sessanta giorni dalle informazioni raccolte presso il contribuente dalla Guardia di finanza.
Solo un atto motivato dalla particolare urgenza può essere spiccato più repentinamente.
A interpretare in questo senso l'articolo 12 dello Statuto del contribuente è la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 18906 del 16 settembre 2011, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.
Così facendo la sezione tributaria ha bocciato il gravame presentato dal fisco nel quale si lamentava che l'accertamento era stato emesso non dopo una vera e propria ispezione ma dopo una mera raccolta di informazioni.
Di più. Secondo la difesa dell'amministrazione la norma contenuta nello Statuto del contribuente non sancisce direttamente la nullità dell'avviso.
Ma a questa obiezione Piazza Cavour ha risposto che «la legge il 212 del 2000, art. 12, comma 7, prevede testualmente che «dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, il contribuente può comunicare entro 60 giorni osservazioni e richieste; l'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza».

Il sole 24 ore - 20 settembre 2011 - D. Alberici - pag. 38

Rinvio per lo spesometro

Adempimenti. Slittano al 31 dicembre le comunicazioni sulle operazioni da 25mila euro del 2010.
Più tempo per chiarire gli elementi da inserire nell'informativa

Slitta al 31 dicembre di quest'anno il termine per effettuare la comunicazione dello "spesometro" per le operazioni da 25mila euro in su.
Il nuovo termine proroga, quindi, quello originario del 31 ottobre.
Inoltre, sono stati modificati alcuni dati previsti nella comunicazione.
È quanto prevede il provvedimento del direttore delle Entrate del 16 settembre 2011, pubblicato ieri sul sito dell'Agenzia.
Il provvedimento dispone due modifiche a quello (originario) del 22 dicembre 2010: il differimento al 31 dicembre 2011 del termine perla comunicazione delle operazioni non inferiori a 25mila euro e l'integrale sostituzione delle specifiche tecniche che risultavano allegate al provvedimento del dicembre dello scorso anno.
Va rilevato che rimane fermo (per ora), invece, il termine del 30 aprile, che varrà per le comunicazioni da effettuarsi nel 2012 e negli anni successivi.
La proroga per la comunicazione è spiegabile anche per le numerose perplessità che vi sono sui dati da inserire nella stessa comunicazione.
Per questo sono state modificate integralmente le specifiche tecniche, allegate al provvedimento.
Ad esempio, rispetto ai dati richiesti originariamente, è stato inserito il "campo" relativo alle modalità di pagamento, dove bisogna indicare se si tratta di importo frazionato, non frazionato o corrispettivo periodico, co-si come è stato previsto il "campo" relativo all'importo che risulta dovuto per l'operazione.
Per le operazioni con soggetti dotati di partita Iva è stato inserito, inoltre, il "campo" relativo al numero della fattura.
E stato anche inserito il tracciato di dettaglio per le note di variazione.

Il sole 24 ore - 20 settembre 2011 - D. Deotto - pag. 29

Moratoria Iva in cerca di confini

Valore aggiunto. Gli effetti del comunicato dell'agenzia delle Entrate sull'aumento dell'aliquota ordinaria.
Niente sanzioni se la fattura sbagliata viene corretta - Scusabili gli errori tecnici

Incertezza sulla moratoria delle sanzioni per gli errori di fatturazione connessi al passaggio dell'Iva al 21 per cento.
Nel comunicato stampa delle Entrate del 16 settembre è prevista «nella fase di prima applicazione», l'esclusione delle sanzioni per quegli errori giustificati da «ragioni di ordine tecnico» che hanno impedito l'adeguamento dei «software per la fatturazione e i misuratori fiscali», a condizione che gli operatori provvedano a regolarizzare «le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento» ai sensi del comma i, articolo 26, Dpr 633/72 (nota di debito), versando la maggiore imposta collegata all'aumento dell'aliquota «nella liquidazione periodica in cui l'Iva è esigibile».
La portata della comunicazione, e quindi il campo di applicazione della moratoria, richiede l'attenta ponderazione del significato da attribuire a due aspetti: il requisito rappresentato dalle «ragioni di ordine tecnico» da cui è dipeso l'errore e il riferimento al soli corrispettivi certificati con fattura.
In merito a questa seconda precisazione, il comunicato, rinviando all'articolo 26 del Dpr 633/72, circoscrive il proprio campo di applicazione alle operazioni certificate con fattura, anche se emessa su richiesta del cliente.
Ai sensi dell'articolo 6, Dlgs 471/97, l'emissione e/o la registrazione di un documento che riporta un corrispettivo esatto ma con l'indicazione dell'Iva in misura inferiore a quella dovuta, comporta la sanzione fra il 100 e il 200% dell'imposta non correttamente documentata o registrata (circolare 23/E/99), con un minimo di 516 euro.

Il sole 24 ore - 20 settembre 2011 - M. Mantovani, B. Santacroce - pag. 31