Rassegna stampa del 23 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Pronti gli avvisi per le ipoteche

Lotta all'evasione. Equitalia procede all'invio delle comunicazioni con l'intimazione a pagare entro un mese.
Befera: «Operativo da ottobre il redditometro sulle dichiarazioni 2010»

Pronte alla partenza le comunicazioni preventive di iscrizione ipotecaria per i debitori dell'Erario attraverso Equi-talia.
Ma intanto si apre il sipario sul redditometro, con una novità sui tempi: secondo un annuncio dato ieri dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, il redditometro partirà fra un mese, confermando che varrà sulla dichiarazione del 2010 e quindi relativamente ai redditi 2009, come previsto dal Dl 78 del 2010.
Una ripresa autunnale a tutto campo quindi sulla lotta all'evasione fiscale.
Per quanto riguarda le comunicazioni preventive Equitalia, ha preparato il modulo che i contribuenti interessati si vedranno recapitare dagli agenti della riscossione, con allegato un modulo per fornire i documenti per- eventualmente dimostrare che, in realtà, il debito non doveva essere più pagato.
In particolare il modulo invita a segnalare se il contribuente ha già effettuato il pagamento oppure sia in possesso di un provvedimento di annullamento da parte dell'ente impositore, oppure di un provvedimento di rateazione emesso anche da quest'ultimo.
In questo caso, c'è un modulo allegato (e che abbiamo riprodotto qui accanto) che permette di segnalazione di questi elementi.
La risposta, viene ricordato, deve essere fornita entro 30 giorni e viene anche fornito il nome del responsabile della procedura di ipoteca relativa al debito del contribuente.
La nota ricorda anche che il contribuente, in caso di iscrizione di ipoteca, dovrà pagare gli interessi di mora e le spese di iscrizione e di cancellazione.
Un prospetto con il dettaglio degli addebiti spiega l'incidenza dei costi dell'ipoteca.
Un altro modulo riguarderà, però, le comunicazioni relative ad importi per i quali scatta la soglia dei 20mila euro per poter ammettere laprocedura esecutiva.
Per poter operare la soglia dei 20mila euro gli importi addebitati devono ancora contestabili (o già contestati) da parte dei contribuenti e l'immobile ipotecabile deve essere l'abitazione del contribuente.

Il sole 24 ore - 23 settembre 2011 - A. Criscione - pag. 31

Fatture con Iva 20% da integrare

Valore aggiunto. Le istruzioni in caso di applicazione della vecchia aliquota al posto della nuova introdotta dalla manovra.
Se il documento fiscale non è ancora stato consegnato può essere annullato

Per correggere fatture emesse erroneamente con l'aliquota Iva del 20% al posto del 21%, da applicare per tutte le operazioni effettuate dal 17 settembre 2011, deve essere emessa una nuova fattura con l'addebito al cliente della sola maggior imposta.
Se la fattura errata è stata solo stampata, ma non consegnata, è possibile annullarla e rimetterne una corretta.
Spetta, quindi, al cedente/commissionario la regolarizzazione dell'operazione, ma se ciò non avviene, ad esempio per un errata interpretazione del momento di effettuazione dell'operazione, il cessionario/committente può evitare le sanzioni se, entro 30 giorni dalla registrazione della fattura errata nel registro degli acquisti, versa la maggiore Iva, chegli sarebbe stata addebitata,e se si presenta all'agenzia delle Entrate con un'autofattura in duplice copia, contenente le stesse indicazioni che avrebbe dovuto avere la nota di variazione in aumento, che il cedente avrebbe dovuto emettere.

Il sole 24 ore - 23 settembre 2011 - L. D. Stefani - pag. 33

La verifica lunga non annulla l'accertamento

Cassazione. Sentenza sui 30 giorni

Alla verifica che dura più di 30 giorni non consegue la nullità dell'accertamento in quanto lo Statuto del Contribuente non ricollega a tale violazione né l'inutilizzabilità delle prove raccolte, né la nullità degli accertamenti compiuti.
A chiarirlo è la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza depositata il 22 settembre 2011, che, per la prima volta prende posizione sulla dibattuta questione della durata della verifica fiscale.
La Suprema Corte, risolve così un tema dibattuto a lungo, che, si sperava, venisse adeguatamente approfondito in sede di legittimità.
Negli anni, infatti, non sono mancate pronunce di merito che ritenevano nullo l'accertamento conseguente a verifica fiscale durata più dei previsti 30 giorni.
I giudici di legittimità, a fronte della specifica censura mossa dal contribuente nel ricorso, non si sono limitati ad osservare che, nella specie, la norma dello statuto (articolo 12, comma 5, legge 212/2000) non trovava applicazione, in quanto il controllo si era concluso prima dell'entrata in vigore della norma, ma hanno tenuto a precisare che l'eventuale violazione del termine di permanenza non è sanzionata dalla legge né con l'inutilizza-bilità delle prove raccolte né con la nullità degli atti di accertamento compiuti.

Il sole 24 ore - 23 settembre 2011 - A. Iorio - pag. 31