Rassegna stampa del 26 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PrivacyXP  

La privacy non è uguale per tutti

Aziende europee e americane sottoposte a regimi normativi diversi

La possibilità offerta dalle nuove tecnologie di raccogliere e archiviare informazioni che riguardano la nostra vita privata e pubblicaè un tema di stretta attualità che merita un'attenta riflessione.
Qualche numero: ogni giorno in Italia vengono effettuate ben oltre 100 milioni di telefonate in mobilità; più di 4 milioni di transazioni attraverso forme di pagamento elettronico; nelle aree metropolitane oltre un milione di telecamere registrano il passaggio di milioni di individui e veicoli.
A queste informazioni vanno aggunte dichiarazioni dei redditi, presenza nelle strutture scolastiche, ricoveri in ospedalem presenza nelle strutture alberghiere e tantissime altre.
Tutte le informazioni raccolte tramite questi canali sono sottoposte a un severo regime di tutela della privacy e a rigide regole di compliance.
Ci sono poi le informazioni raccolte da parte dei soggetti fornitori di servizi attraverso la rete Internet e attraverso i prodotti di elettronica di consumo in grado di rilevare e registrare gli spostamenti. Queste informazioni non sono stottoposte agli stessi vincoli in materia di privacy e compliance.

Il sole 24 ore - 24 settembre 2011 - F. Bernabè - pag. 20

     

Tasse non pagate: il Fisco lancia l'avviso esecutivo

Dal 1 ottobre gli uffici passano all'incasso delle imposte contestate dopo 60 giorni

Il 1° ottobre debutta (dopo il rinvio deciso dalla manovra di luglio) la nuova «esecutività degli atti di accertamento» o, meglio, come dice la rubrica della norma istitutiva (articolo 29 della manovra estiva del 2010) la concentrazione della riscossione nell'accertamento.
Gli atti di accertamento emessi dal 1° ottobre diventano, quindi, titolo per la riscossione del tributo e l'esecuzione forzata.
L'atto di accertamento, in sostanza, cumula in sé le funzioni svolte precedentemente e separatamente dall'avviso di accertamento stesso, dalla iscrizione a ruolo e dalla successiva notifica della cartella di pagamento.
Questo, però, non determina affatto la cancellazione del ruolo: quest'ultimo continua a sussistere per gli atti diversi da quelli citati dalla norma, principalmente, per l'attività di liquidazione e controllo formale delle dichiarazioni (articoli 36-bis e 36-ter del Dpr 600/1973).
Il nuovo regime riguarda, inoltre, solamente i tributi e i periodi d'imposta citati dalla norma, per i quali si procede con atto di accertamento.
I tributi interessati sono: le imposte sui redditi, le relative addizionali, l'Iva e l'Irap; mentre i periodi d'imposta sono quelli relativi al periodo in corso al 31 dicembre 2007 e a quelli successivi.
Per cui, risultano sicuramente esclusi dalla nuova disciplina gli atti impositivi riguardanti, ad esempio, i tributi doganali, così come i tributi indiretti diversi dall'Iva (imposta di registro). Viene stabilito, quindi, che gli atti di accertamento emessi dal prossimo 1° ottobre dall'agenzia delle Entrate, e riguardanti i periodi d'imposta e i tributi prima citati, devono contenere l'intimazione ad adempiere a pagare le somme derivanti dalla materia imponibile rinvenuta entro il termine di presentazione del ricorso.
Nel caso di effettiva presentazione di quest'ultimo, le somme da pagare risultano pari a un terzo delle maggiori imposte accertate (oltre agli interessi).

Il sole 24 ore - 26 settembre 2011 - D. Deotto - pag. 19

Unico 2011 chiude i battenti

C'è tempo fino a venerdì per l'invio - Errori sanabili entro il 29 dicembre

Ultimi giorni per l'invio di unico 2011. Oltre ai controlli per assicurarsi la correttezza della trasmissione, contribuenti e intermediari devono fare attenzione anche ad altri aspetti.
Infatti, la scadenza di venerdì 30 settembre può coinvolgere anche le correzioni delle dichiarazioni del periodo di imposta 2009.
Mentre, in caso di dimenticanze sul periodo di imposta 2010, si potranno sanare errori e omissioni entro il 29 dicembre (novantesimo giorno successivo al termine di scadenza).
L'aspetto più delicato è l'eventuale omissione della dichiarazione, violazione da cui discende, oltre a un trattamento sanzionatorio rafforzato (dal 120 al 240% delle imposte dovute e non versate), anche la possibilità per l'amministrazione di esperire un accertamento induttivo vero e proprio, ai sensi del comma 2 dell'articolo 39 del Dpr 600/1973.
Pertanto, la data importante da fissare in agenda è il 29 dicembre prossimo, momento ultimo entro il quale una dichiarazione, sia pure tardiva, non viene considerata omessa, ai sensi del comma 7 dell'articolo 2 del Dpr 322/1998.
Chi invia la dichiarazione entro tale scadenza, a prescindere dal trattamento sanzionatorio che può essere ridotto con l'ausilio del ravvedimento operoso, scongiura l'ipotesi dell'omissione, che produce effetti sgraditi anche nelle ipotesi di posizione di credito.

Il sole 24 ore - 26 settembre 2011 - G. Gavelli, S. Pellegrino, G. Valcarenghi - pag. 5

Uno spesosmetro pluriaccessoriato

Gli effetti di un provvedimento delle Entrate che proroga il termine di invio al 31 dicembre 2011.
Comunicazioni più dettagliate a vantaggio degli accertamenti


Lo spesometro, l'arma a doppio taglio più incisiva nelle mani dell'Agenzia delle entrate, lascia ancora un pò di respiro ai contribuenti.
Scadrà, infatti, il 31 dicembre il termine per inviare la comunicazione relativa alle operazioni rilevanti compiute nel 2010.
La proroga, rispetto all'originaria data del 31 ottobre 2011, è stata ufficializzata dall'Agenzia delle entrate con il provvedimento del proprio direttore datato 16/9/2011.
In realtà (si veda altro articolo in pagina) accanto alla proroga il provvedimento modifica, in maniera non trascurabile, i dati e gli elementi da inserire nella comunicazione, affinando ancor più uno strumento che rischia di assumere un ruolo di primaria importanza nella lotta all'evasione.
Lo spesometro, infatti, da un lato rende praticamente tracciabili tutte lo operazioni di importo minimo (superiori a 3 mila euro) poste in essere da soggetti passivi di Iva, e dall'altro costituisce un valido sistema per individuare soggetti che effettuano acquisti di ammontare rilevante in presenza di redditi dichiarati non in linea con tale capacità di spesa. Intanto, il dover comunicare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, fa rivivere, nella sostanza, l'elenco clienti-fornitori; la modalità telematica dell'invio permette ora un immediato e facile incrocio delle posizioni attive e passive dei soggetti Iva, con evidenti conseguenze dal punto di vista dei controlli e delle verifiche.
Lo spesometro, in questa veste, non può che affiancarsi alle indagini finanziarie, così come da ultimo, anch'esse rafforzate, e ammesse in via preventiva.

Italia oggi - 26 settembre 2011 - A. Felicioni - pag. 10