Rassegna stampa del 27settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Servizi, corrispettivo spartiacque

Le regole UE sugli obblighi per l'acquisto di beni e servizi fanno i conti con il rialzo al 21%.
Momento rilevante per determinare l'aliquota Iva corretta

Per le prestazioni di servizi ricevute dall'estero, l'emissione della fattura da parte del fornitore non è rilevante ai fini dell'identificazione del momento di effettuazione dell'operazione, per il quale conta infatti il pagamento del corrispettivo o, se anteriore, la compilazione dell'autofattura da parte del committente nazionale.
II discorso cambia se si tratta di acquisti intracomunitari di beni, perché in questo caso assume rilevanza anche la data di ricevimento della fattura.
Questi criteri, in genere utili per determinare l'insorgenza degli obblighi dell'operatore nazionale che acquista beni e servizi dall'estero, in questa fase transitoria assumono importanza anche per individuare l'aliquota Iva applicabile all'operazione, in relazione all'aumento dal 20 al 21% disposto dalla legge n. 148/2011 a decorrere dalle operazioni effettuate a partire dal 17 settembre 2011.
Acquisti di servizi dall'estero. Per le prestazioni di servizi che i soggetti passivi stabiliti in Italia ricevono da fornitori esteri (sia dell'Ue, sia extracomunitari), il momento di effettuazione dell'operazione è rappresentato dal pagamento del corrispettivo, secondo la regola generale dell'art. 6, terzo comma, del dpr 633/172.
Fanno eccezione, allo stato dell'arte, soltanto le prestazioni continuative o periodiche di durata ultrannuale rese da fornitori comunitari, che si considerano effettuate al 31 dicembre di ciascun anno qualora in tale periodo non sia previsto il pagamento del corrispettivo.
Come chiarite dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 37/2011, è irrilevante, ai fini in esame, l'avvenuta emissione della fattura da parte del fornitore estero; tale circostanza, in assenza di pagamento, non fa quindi sorgere l'operazione, né i conseguenti obblighi a carico del committente nazionale.
E' invece rilevante, in funzione anticipatoria dell'effettuazione dell'operazione, la compilazione dell'auto-fattura (ovvero, nei casi in cui è consentita, l'integrazione della fattura del fornitore) da parte del committente nazionale.

Italia oggi - 27 settembre 2011 - F. Ricca - pag. 28

Condono Iva, class action al via

Ricorso collettivo da 2 milioni di euro per chiedere il rimborso di quanto versato nel 2002.
Nove imprese sono pronte a chiamare in giudizio il fisco

Sul condono Iva 2002 le imprese affilano le armi e preparano una class action. O meglio un ricorso collettivo.
La cordata è formata da nove imprese che hanno usufruito del condono 2002 e che con l'ultima manovra del governo hanno visto cambiate le carte dei tempi degli accertamenti.
L'obiettivo è di recuperare quanto versato aderendo alla sanatoria del 2002.
«Il primo passaggio, per le imprese che hanno intrapreso l'azione, sarà rappresentato dalla presentazione di un'istanza», conferma Stefano Loconte, professionista incaricato di seguire l'azione, «e in base alla risposta che fornirà l'Amministrazione finanziaria e al conseguente comportamento si attiverà un contenzioso innanzi alla Commissione tributaria provinciale oppure innanzi al Tribunale ordinario».
Il ricorso conterrà due domande:
a) in via principale la richiesta di ripetizione di quanto versato per aderire alle sanatorie maggiorato di interessi e rivalutazione monetaria;
b) in via subordinata la richiesta di un risarcimento danni in misura pari a quanto versato per aderire al condono maggiorato di interessi e rivalutazione monetaria.
In base alla risposta che fornirà all'Amministrazione finanziaria si attiverà un contenzioso innanzi alla Commissione tributaria provinciale oppure innanzi al Tribunale ordinario.
Le due domande sono identiche sotto un profilo economico ma ben diverse sotto un profilo giuridico in quanto con la seconda, subordinata alla prima, si introduce un meccanismo da utilizzare nel caso in cui l'Amministrazione finanziaria dovesse eccepire l'intervenuta decadenza dall'azione di ripetizione per scadenza dei termini per inoltrare l'istanza di rimborso.

Italia oggi - 27 settembre 2011 - C. Bartelli - pag. 27

Leasing, dati all'Anagrafe fiscale

In una nota l'Agenzia delle Entrate ha precisato gli adempimenti per tutti gli operatori.
Esonero per la comunicazione delle operazioni rilevanti Iva

Comunicazione obbligatoria dei dati contenuti nei contratti di leasing, locazione e noleggio all'Anagrafe tributaria estesa a tutti gli operatori commerciali, con obbligo allargato alle società di capitali che esercitano attività di noleggio e/o locazione per i contratti in essere nel biennio 2009/2010.
E i soggetti obbligati alla comunicazione dei contratti di leasing all'Anagrafe tributaria sono esonerati da quella delle operazioni rilevanti ai fini Iva.
Queste alcune delle indicazioni fornite ieri dall'Agenzia delle entrate, con riferimento all'obbligo introdotto di comunicazione dei dati relativi ai contratti di leasing a cura di numerosi operatori, non ultimi quelli commerciali, destinati a implementare le banche dati utilizzate per l'accertamento sintetico.
Le risposte in commento sono state fornite direttamente dalla direzione centrale accertamento dell'Agenzia delle entrate, in seguito alla richiesta di delucidazioni formulata con la presentazione di precisi quesiti (foglio n. 282/11 del 16/09/2011) a cura di alcune associazioni di categoria, dopo l'emanazione del provvedimento del direttore della stessa agenzia, dello scorso 5 agosto.
Preliminarmente, si chiarisce che rientrano tra i soggetti obbligati tutti gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale, di cui all'art. 16, dlgs. n. 385/1993 (Tub), compresi tutti i soggetti che esercitano attività di leasing (operativo e/o finanziario), con estensione a tutti gli operatori commerciali operanti nel comparto della locazione e del noleggio.
Per quante concerne l'ambito oggettivo, la comunicazione deve essere presentata per tutti i contratti di locazione aventi per oggetto la concessione in godimenti di autovetture, autocaravan, unità da diporto e commerciali, aeromobili, immobili, beni mobiliari e altro, stipulati nei .onfronti di tutti i tipi di contribuenti, siano essi persone fisiche che persone giuridiche.

Italia oggi - 27 settembre 2011 - F. G. Poggiani - pag. 29