Rassegna stampa del 29 settembre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Irap, la piccola organizzazione deve essere provata

Nuova pronuncia della Cassazione

Anche un'organizzazione minimale determina l'assoggettamento a Irap del professionista, per cui va accolto il ricorso dell'agenzia delle Entrate contro una sentenza di secondo grado favorevole a due ragionieri commercialisti e a un avvocato.
La semplice lettura "a caldo" di questa massima ritraibile dalla sentenza della Cassazione 19688 del 22 giugno 2011, unitamente alla coincidenza tra il deposito della stessa (27 settembre) e il termine per la trasmissione telematica delle dichiarazioni relative al nolo, potrebbe causare notevoli preoccupazioni all'interno degli studi professionali.
Non è infatti un segreto che (anche) quest'anno molti professionisti abbiano deciso di non presentare la dichiarazione Irap - e in molti casi di chiedere a rimborso l'imposta versata per gli anni precedenti - quando, congiuntamente, ricorrono i seguenti elementi:
a) il professionista non utilizza alcuna forma di lavoro altrui non meramente occasionale;
b) non impiega beni strumentali in eccedenza rispetto alla dotazione minima richiesta dal particolare tipo di attività esercitata.

Il sole 24 ore - 29 settembre 2011 - G. Gavelli - pag. 33

Domani l'ultimo appello per l'invio di Unico

Possibile correggere gli errori dei mesi precedenti

Per oltre 20milionidicontribuenti è corsa contro il tempo per presentare le dichiarazioni annuali dei redditi, dell'Iva e dell'Irap, relative all'anno 2010.
Entro domani, infatti, vanno presentati i modelli, Unico 2011 compreso.
I soggetti interessati. Le persone fisiche, le società di persone e le associazioni tra professionisti, presentano le dichiarazioni in materia di imposta sui redditi e di Irap solo in via telematica entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta e, quindi, entro ilio settembre 2011, per l'anno 2010.
Le società di capitali e gli altri soggetti Ires presentano le dichiarazioni entro l'ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta.
Per i soggetti Ires con esercizio che coincide con l'anno solare, la scadenza è perciò sempre il 30 settembre.
Omessi e tardivi versamenti. La scadenza del 3o settembre può essere anche l'occasione per sanare gli omessi o tardivi versamenti dei tributi, con il ravvedimento "lungo" o "annuale", che può essere effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione.
Si ricorda che è aumentata la misura delle sanzioni in caso di ravvedimento spontaneo (articolo 13, Dlgs 472/97), per le violazioni commesse dal i febbraio 2011.
Pertanto, in caso di ravvedimento per i tardivi o omessi versamenti:
1)la sanzione del 30%, che si poteva ridurre a 1/12 del minimo (cioè al 2,5%) per le violazioni commesse fino al 31 gennaio 2011, si riduce a 1/10 del minimo (cioè al 3%) per le violazioni commesse a partire dal i febbraio 2011, purché il relativo versamento venga eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della commissione della violazione;
2) la sanzione del 30%, che si poteva ridurre a 1/10 del minimo (cioè al 3%) per le violazioni commesse fino al 31 gennaio 2011, si riduce a 1/8 del minimo (cioè al 3,75%) per le violazioni commesse a partire dal 1 febbraio 2011, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione o, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.

Il sole 24 ore - 29 settembre 2011 - T. Mornia - pag. 31

Caos sanzioni sulle adesioni

Accertamenti esecutivi. Gli effetti del mancato coordinamento tra decreto Sviluppo e DL 98/2011.
Esclusa per i nuovi atti, la penalità del 30% torna sulle rate non pagate

La penalità del 30% per il mancato pagamento delle somme derivanti da un atto di accertamento esecutivo esce dalla porta con il Dl Sviluppo, ma rientra dalla finestra, in alcune situazioni, con la manovra economica 2011.
La vicenda nasce da due situazioni "precarie" già in partenza.
La prima è quella derivante dal mancato pagamento delle somme derivanti dai nuovi atti di accertamento esecutivi, anche nell'ipotesi di iscrizione provvisoria di un terzo delle maggiori imposte per effetto della presentazione del ricorso.
In un intervento pubblico, l'Agenzia affermò che il mancato pagamento di queste somme determinava l'applicazione della sanzione del 30 per cento.
Sul Sole 24Ore venne scritto, invece, che ciò non poteva essere, visto che la norma (articolo 29, lettera g del Dl 78/2010) prevede che ogni riferimento ai ruoli deve intendersi adesso fatto ai nuovi atti di accertamento.
E poiché l'articolo 13, comma 2 del Dlgs 471/1997 - che prevede la sanzione del 30% - dispone che la penalità non è dovuta nei casi di importi iscritti a ruolo, si doveva necessariamente concludere che la sanzione non era dovuta per i mancati pagamenti derivanti dagli atti che sostituiscono il ruolo.
Per affermare ciò, però, è stata fatta una norma - che non serviva, per i motivi spiegati - la quale prevede che la sanzione del 30% non è dovuta nel caso di un mancato pagamento derivante dagli atti «ivi indicati». E qui sta l'altro punto "precario".
Gli atti indicati dalla norma sono sicuramente i nuovi atti di accertamento esecutivi che verranno emessi dal 1 ottobre, ma anche quelli successivi che rinnoveranno l'intimazione ad adempiere quando gli importi verranno rideterminati.
La norma richiama soltanto (visto che con il Dl Sviluppo è stata tolta la congiunzione «anche») il mancato pagamento di una rata, successiva alla prima, nell'accertamento con adesione e le somme dovute per effetto delle sentenze dei giudici tributari.
Tralasciando queste ultime, la norma stabilisce, dunque, che anche nel caso di mancato pagamento di una rata dell'accertamento con adesione non è dovuta la sanzione del 30 per cento.
Si tratta di un principio corretto, visto che, secondo le disposizioni dell'accertamento con adesione (articolo 8, comma 3-bis del Dlgs 218/97), se non viene pagata una rata successiva alla prima segue l'iscrizione a ruolo, e questa - come si è visto - non può determinare l'applicazione della sanzione del 3o per cento (articolo 13, comma 2 del Dlgs 471/97).

Il sole 24 ore - 29 settembre 2011 - D. Deotto - pag. 32

L'aliquota Iva al 21% senza fretta

ASSOSOFTWARE. Analisi dei riflessi operativi della misura contenuta nell'ultima manovra economica d'estate.
Tempi ragionevoli per adeguare le procedure amministrative

Il Comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate del 16/09/2011, che ha fornito le "prime indicazioni sull'applicazione della nuova aliquota Iva al 21% che scatta da domani", è stato pubblicato con l'evidente intento di voler tranquillizare i contribuenti e gli operatori del settore circa la possibilità di adeguare le procedure amministrative e i sistemi informativi in un tempo più ragionevole rispetto alla perentorietà della norma, che era entrata in vigore ed aveva introdotto importanti novità ai fini Iva, di fatto, da un giorno all'altro.
Naturalmente l'Agenzia non poteva fare diversamente, non potendo fornire alcuna interpretazione ufficiale in assenza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della disposizone di legge.(...)
Il comunicato ha quindi, di fatto, dato come termine di riferimento per sanare eventuali violazioni quello del versamento del 16 ottobre, imponendo la consegna immediata degli aggiornamenti delle procedure informatiche alle aziende (almeno in riferimento alle procedure di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi) ed entro fine settembre, o al più entro i primissimi di ottobre, ai commercialisti (in riferimento alle procedure che elaborano la liquidazione Iva).

Italia Oggi - 29 settembre 2011 - A cura di Assosoftware - pag. 28