Rassegna stampa del 3 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PrivacyXP  

I dati condominiali perdono la privacy

Amministratori. Trasparenza

"Per essere lecito", il trattamento dei dati "deve avvenire nell'osservanza dei principi di proporzionalità, pertinenza e non eccedenza rispsetto agli scopi per i quali i dati sono raccolti".
Il rispetto della privacy riguarda anche il condominio, dove le informazioni "interne" possono essere oggetto di trattamento, anche senza consenso dell'interessato.
Del pari, ragiorni di buon andamento e trasparenza giustificano la comunicazione di questi dati ai condomini, non solo su iniziativa dell'amministratore (ad esempio in sede di rendiconto), ma anche su richiesta di ciascun condomino.
Il trattamento dei dati, per essere lecito, deve tuttavia avvenire nell'osservanza dei principi di proporzionalità, pertinenza e non eccedenza rispetto agli scopi per i quali i dati stessi sono raccolti. Sull'amministratore pertanto grava il dovere di adottare le opportune cautele per evitare l'accesso a quei dati da parte di estranei.

Il sole 24 ore - 3 ottobre 2011 - L. Tagliolini - pag. 11

Reati tributari ad alta sperequazione

Manovra di Ferragosto. Il massimario della Cassazione bacchetta le modifiche appena introdotte: meno garanzie, più processi.
A chi inserisce fatture false anche di pochi euro sanzioni più pesanti che all'evasore totale

La più diffusa possibilità di commettere un reato tributario a seguito dell'abbassamento delle soglie di punibilità, insieme alle nuove e più rigide condizioni previste per ottenere il patteggiamento, determineranno l'aumento del numero dei processi penali tributari.
Poco comprensibile la sproporzione delle sanzioni comminate a chi inserisce in dichiarazione un documento falso anche di pochi euro rispetto a chi, invece, omette del tutto la dichiarazione. Infine l'aumento dei termini di prescrizione rappresenta una «clamorosa retromarcia» rispetto ai principi sanciti nella precedente riforma penale tributaria.
Sono queste alcune delle osservazioni critiche formulate dalla Cassazione nella relazione III/30/2011 dell'ufficio del massimario relativa alle novità apportate dalla legge 148/2011 che ha convertito il Dl 138/2011.
II documento, che costituisce una prima autorevole interpretazione delle nuove norme, circa gli interventi sulle singole condotte illecite, evidenzia che in tema di fatture per operazioni inesistenti viene abrogata la pena ridotta della reclusione da 6 mesi a 2 anni nel caso in cui i documenti falsi siano inferiori a 154.937,07 euro.
Ciò comporta che scatterà sempre la sanzione base della reclusione da i anno e sei mesi a 6 anni a prescindere dall'importo delle fatture per operazioni inesistenti.
Questa modifica determina una «vistosa differenza» in senso sperequativo tra il trattamento sanzionatorio in capo a chi inserisce in dichiarazione un documento falso per poche decine di euro (reclusione da un 1 anno e 6 mesi a 6 anni), rispetto al contribuente che omette del tutto la dichiarazione (un «evasore totale»), il quale, se evade almeno 30mila euro (altrimenti non è neanche perseguibile), rischia la reclusione da 6 mesi a 2 anni: in effetti, come si può notare dagli esempi in pagina la differenza di pena tra le due violazioni è particolarmente significativa e mal si giustifica la sanzione più bassa nei confronti dell'evasore totale rispetto al contribuente che inserisce in dichiarazione una fattura falsa.

Il sole 24 ore - 3 ottobre 2011 - A. Iorio - pag. 7

Gli ex minimi "scoprono" l'Iva

Manovra. Undici condizioni per accedere al prelievo scontato del 5 per cento dell'imposta sui redditi: favorite le start up.
Versamento annuale dell'imposta per chi entrerà nel regime residuale dal 2012


Cambiamento radicale in arrivo per i contribuenti minimi.
L'articolo 27 della manovra di luglio (Dl 98/2011 convertito dalla legge 111/2011) ridisegna dal prossimo anno il regime agevolato rispetto a come è stato applicato nel corso del quadriennio 2008/2011.
A seconda dei requisiti per i contribuenti interessati si aprono due strade: o l'applicazione (ancora per un numero limitato di anni) del regime dei superminimi con imposta sostitutiva al 5%, o l'applicazione del regime "residuale" ma semplificato che presenta facilitazioni contabili ma la determinazione ordinaria del reddito e dell'Iva (come confermato nel question time di mercoledì scorso alla Camera).
Prima di tutto occorre analizzare le condizioni richieste per restare o entrare nel regime dei superminimi, regime che a differenza di quello applicato nel periodo 2008/2011 presenta una precisa scadenza temporale: cinque anni che possono aumentare fino al compimento del 35° anno di età per i contribuenti più giovani.
Per chi inizierà l'attività nel 2012 o in anni successivi, ai fini della durata del regime agevolato, vale la regola citata prima, mentre per chi ha iniziato l'attività dal 2008 si dovranno considerare come "già spesi" gli anni di applicazione del regime dei vecchi minimi.
In pratica un'attività iniziata nel 2008 potrà applicare il regime dei superminimi ancora per un anno (il 2012), a meno che il contribuente non abbia meno di 35 anni, nel qual caso la permanenza durerà fino al compimento del 35 anno di età.

Il sole 24 ore - 3 ottobre 2011 - P. Meneghetti - pag. 3