Rassegna stampa del 13 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Anche il terzista fa servizi e paga l'aliquota del 21%

Nuove regole. Beni consegnati o spediti dal 17 settembre

Le fatture emesse dai terzisti a fine settembre per le lavorazioni eseguite nel mese devono indicare la nuova aliquota Iva del 21%, anche se i beni sono stati consegnati al committente dal 1° al 16 settembre 2011.
Non si tratta di una compravendita; quindi, ai fini dell'individuazione del momento di effettuazione dell'operazione, necessario per stabilire la percentuale Iva da applicare, sono irrilevanti le date di consegna indicate nei documenti di trasporto dei semilavorati o di prodotti fmiti, risultanti dalle trasformazioni.
È questa una delle problematiche a cui si deve prestare attenzione in sede di calcolo della prima liquidazione Iva successiva all'aumento dell'aliquota Iva da 20% al 21%, in vigore dallo scorso 17 settembre.
Per le compravendite di beni consegnati o spediti nei primi 16 giorni di settembre 2011, si applica l'aliquota Iva del 20%, anche se non sono state emesse le fatture immediate al momento della consegna o spedizione, ma vengono emesse una o più fatture differite, successive ai ddt, entro il 15 ottobre 2011.
Per i beni consegnati o spediti dal 17 settembre 2011 sino a fine mese, invece, deve essere utilizzata la nuova percentuale Iva del 21%, indipendentemente dall'utilizzo delle fatture immediate o di quelle differite.
Si può anche scegliere di emettere un'unica fattura differita per tutte le cessioni del mese, applicando nello stesso documento le due aliquote Iva, distinguendo le cessioni in base alla data della consegna.
Non tutti i soggetti che emettono i documenti di trasporto, però, devono basarsi sulla data di consegna o spedizione della merce per individuare la corretta aliquota Iva da applicare.
Chi effettua lavorazioni per conto terzi, infatti, consegna i semilavorati o i prodotti fmiti al committente dopo avere trasformato le materie prime o i semilavorati, che ha ricevuto in precedenza da quest'ultimo. Si tratta di una prestazione di servizi a carattere continuo

Il sole 24 ore - 13 ottobre 2011 - L. De Stefani - pag. 33

Più tempo per regolarizzare l'Iva

La manovra di Ferragosto. Una circolare dell'Agenzia «allunga» i termini per i contribuenti sia mensili sia trimestrali.
La maggior imposta potrà essere versata entro il 27 dicembre o il 16 marzo

Regolarizzazione lunga per chi non è riuscito ad adeguare i propri sistemi informatici al cambiamento di aliquota Iva e ha emesso o emette fatture al 20% anziché al 21.
Per tutto il 2011 si potranno, ancora, emettere fatture con la vecchia aliquota del 20% senza incorrere in alcuna sanzione.
Il versamento della maggiore imposta potrà avvenire non solo con la liquidazione di settembre (17 ottobre) o di novembre per i trimestrali, ma in due step: entro il 27 dicembre e il 16 marzo 2012 solo con il pagamento di eventuali interessi, ove non si sia rispettato il termine ordinario di liquidazione e versamento dell'imposta.
Con la circolare 45/E, l'agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni a seguito del cambiamento dell'aliquota Iva ordinaria, passata dal 20 al 21% dal 17 settembre, e ha chiarito anche punti controversi per il commercio al minuto e alcuni settori particolari.
Inoltre ha precisato che i fornitori degli enti pubblici, per le fatture emesse entro il 16 settembre con la vecchia aliquota del 20%, non hanno l'obbligo di dimostrare la loro registrazione entro la stessa data.
La decorrenza Per individuare su quali operazioni scatta l'aumento è necessario far riferimento al momento di effettuazione dell'operazione che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi è stabilito dall'articolo 6 del Dpr 633/72, per gli acquisti intracomunitari di beni dall'articolo 39 del Dl 331/93 e per le importazioni dall'articolo 201 del Codice doganale comunitario.
L'Agenzia ha precisato che sugli acconti pagati prima dell'entrata in vigore della maggiorazione si applicherà l'aliquota del 20% vigente alla data del pagamento, mentre la maggiorazione riguarderà solo le fatture a saldo.
Invece, se una fattura ha preceduto la consegna del bene o il pagamento del corrispettivo, sull'importo fatturato si applicherà l'aliquota del 20 per cento. La stessa regola è applicabile anche per gli acquisti intricomunitari di beni.

Il sole 24 ore - 13 ottobre 2011 - R. Portale, G. Romano - pag. 33

Più Ires per chi supera le perdite

Lotta all'evasione. Gli effetti 2012 per le imprese che hanno avuto un triennio in rosso o vengono bocciate al test di operatività.
L'aliquota del 38% si applica anche sulla quota di reddito oltre quello minimo

Ires salata dal 2012 per le società non operative.
Il decreto legge 138/2011 ha, infatti, disposto che l'aliquota Ires dovuta dai soggetti indicati all'articolo 30, comma i della legge 724/1994 sia applicata con una maggiorazione di 10,5 punti percentuali diventando, quindi, del 38 per cento.
A partire dall'esercizio 2012 (peri soggetti "solari") le società di capitali non operative devono applicare sul reddito imponibile un'Ires del 38% derivante dalla sommatoria dell'aliquota ordinaria con la maggiorazione (27,5% e 10,5%).
La maggiorazione non riguarda, invece, i redditi attribuiti ai soci persone fisiche dalle società di persone "di comodo" che continueranno a essere assoggettati all'Irpef in base delle ordinarie aliquote progressive.
L'unica eccezione, stando alla norma, è rappresentata dalla società di persone "di comodo" partecipate da una di capitale "operativa": in questo caso, sulla quota di reddito imputata per trasparenza si calcolerà l'Ires al 38 per cento.
La relazione tecnica al maxiemendamento presentato in sede di conversione del Dl 138/2011 precisa che, ogni volta che scattala presunzione di non operatività, la maggiorazione verrà calcolata sul reddito imponibile dichiarato «anche nel caso in cui quest'ultimo sia superiore al reddito minimo».
In sostanza, la maggiorazione agisce non solo nei riguardi dei soggetti che dichiarano un reddito inferiore a quello minimo calcolato presuntivamente, ma anche in quelle situazioni in cui il reddito risultante dalla dichiarazione è superiore a quello minimo. E il 38% si applicherà sull'intero reddito imponibile.
Per comprendere la rilevanza della modifica occorre ricordare che il calcolo dell'operatività si realizza attraverso un meccanismo che comporta due "step" procedurali rappresentati dalla verifica dell'operatività (test di operatività) e dalla successiva ed eventuale determinazione del reddito minimo.
In sostanza, se i ricavi sono superiori ai forfetari, la società è operativa e non deve procedere al riscontro sul reddito.
In caso contrario, deve proseguire con il calcolo del reddito presunto.

Il sole 24 ore - 13 ottobre 2011 - G. Gavelli, R. Giorgetti - pag. 35

Sugli studi di settore prove di confronto tra Fisco e categorie

Dichiarazioni. Modifiche sotto tiro

Prove di dialogo tra amministrazione finanziaria e categorie sugli studi di settore, dopo le strette delle manovre finanziarie dell'estate.
Ieri l'Agenzia delle Entrate ha incontrato i rappresentanti delle categorie che applicano gli studi di settore, che nei giorni scorsi avevano già manifestato il loro disappunto (si veda Il sole 24 Ore del 10 ottobre scorso), per fare il punto della situazione dopo le manovre estive e le strette che queste hanno stabilito a proposito degli accertamenti.
In realtà più che negli accertamenti da Gerico, per la facilità con cui l'amministrazione può prescindere dai risultati di quest'ultimo.
Troppo facile è infatti diventato, secondo le categorie, mettere da parte gli studi per procedere a modalità di accertamento induttive.
L'obiezione che viene dalle categorie è che se l'amministrazione è convinta della bontà degli studi, non può poi prescinderne nelle modalità previste dalle manovre estive.
Sotto tiro le misure che vedono la possibilità pergli uffici fiscali di utilizzare l'accertamento induttivo quando il reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi, risulti superiore al io% del reddito di impresa o di lavoro autonomo non dichiarato.

Italia Oggi - 13 ottobre 2011 - A. Criscione - pag. 35