Rassegna stampa del 19 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Redditometro con undici tipi di famiglie

Entrate. Presentazione il 25 ottobre

Confermata, per il prossimo 25 ottobre, la presentazione ad associazioni di categoria e professionisti del nuovo redditometro.
Lo strumento, basato su circa ioo voci significative di spesa divise per macrocategorie applicate a undici tipi di famiglia, sarà poi oggetto di valutazione e di una fase di sperimentazione, prima del debutto ufficiale.
L'agenzia delle Entrate la scorsa settimana ha convocato Confindustria, le organizzazioni riunite in Rete Imprese Italia, Anci, Assonime, i sindacali, gli ordini professionali di commercialisti e consulenti del lavoro e i tributaristi.
A questi soggetti saranno presentati anche gli esiti delle attività finora svolte e in particolare, un prototipo del modello di valorizzazione degli elementi indicativi di capacità contributiva.
Il modello base, che sarà illustrato dal direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, si articolerà, dunque, su circa ioo voci significative di spesa, divise per macrocategorie applicate a undici tipi di famiglia, su cui sarà puntata l'attenzione per misurare la corrispondenza tra reddito dichiarato e spese effettuate.
Ci saranno, per esempio, le auto, le barche, gli immobili, l'iscrizione ai circoli e i viaggi.
Le macrocategorie dovrebbero andare, invece, dai mezzi di trasporto al tempo libero, alle spese per la casa, sempre per citarne alcune. Ciascuna delle voci che verrà utilizzata ai fini dell'accertamento sintetico dovrebbe avere un peso specifico.
La stessa spesa poi potrebbe tenere conto del tipo di nucleo familiare: da quello monoreddito, al monoparentale, con uno, due, nessun figlio, eccetera.
In ogni caso, i dettagli definitivi del meccanismo accertativo saranno messi a punto dall'agenzia delle Entrate entro la fine della settimana.

Il sole 24 ore - 19 ottobre 2011 - M. Bel. - pag. 33

Il riallineamento si ferma al 2010

Società. In arrivo il provvedimento dell'Agenzia che attua l'allargamento della manovra estiva - Versamento al 30 novembre.
L'affrancamento dei maggiori valori varrà soltanto per le operazioni pregresse

Il riallineamento dei maggiori valori per avviamenti e marchi iscritti sulle partecipazioni varrà solo per le operazioni pregresse. E questa una delle principali precisazioni che dovrebbero essere inserite nel provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate- previsto dal comma 15 dell'articolo 23 del decreto legge 98/2011 - in questi giorni in fase di ultimazione.
Il provvedimento confermerà la scadenza del 30 novembre 2011 per il versamento dell'imposta sostitutiva e chiarirà le modalità per avvalersi dell'affrancamento.
Affrancamento allargato La manovra estiva ha esteso le possibilità di affrancamento dei maggiori valori ascrivibili ad avviamento, marchi e altre attività immateriali che si generano in operazioni straordinarie di fusione, scissione o conferimento di azienda.
L'articolo 15 del decreto legge 185/2008 stabiliva, prima della modifica del Dl 98/11, che questi plusvalori potessero assumere riconoscimento fiscale, con il pagamento dell'imposta del 16%, soltanto se iscritti in corrispondenti voci del bilancio civilistico.
Se invece il maggior valore era contabilizzato sul costo di partecipazioni acquisite attraverso la riorganizzazione, esso rimaneva irrilevante fiscalmente.
L'esempio Si pensi, per esempio, a una società Alfa che detiene il controllo di Beta, a sua volta controllante di Gamma.
Nel bilancio consolidato di Alfa, il differenziale derivante dall'elisione delle partecipazioni viene iscritto come marchio "Gamma".
Se Alfa incorpora Beta, acquisendo il controllo diretto di Gamma, questo differenziale (disavanzo di fusione) verrà contabilizzato ad aumento del costo della partecipazione in Gamma, senza possibilità di affrancamento fiscale.
Nel bilancio consolidato questo valore resta nella voce marchi e sottoposto ad ammortamento annuale.
L'articolo 23, comma 12 del Dl 98/11 consente di attribuire rilevanza fiscale a questo plusvalore al pari degli avviamenti iscritti nei bilanci civilistici, con modalità e termini da individuare attraverso un provvedimento delle Entrate.
La norma consente inoltre di affrancare gli analoghi plusvalori rilevati attraverso operazioni di acquisto di aziende (comprendenti partecipazioni di controllo) ovvero direttamente mediante acquisizioni di partecipazioni.

Il sole 24 ore - 19 ottobre 2011 - L. Gaiani, M. Peruzzi - pag. 33

Società di professionisti al via

 
Decreto sviluppo. Comincia a prendere forma il provvedimento per il rilancio.
Ok al socio di capitale, ma non dovrà svolgere attività

Al via le società professionali e interprofessionali costituite nelle forme di società di persone o cooperative; ammessi anche i soci non professionisti (di puro capitale), ma l'attività professionale dovrà essere comunque svolta da un socio professionista; prevista l'iscrizione all'albo professionale della società e la soggezione al relativo «regime disciplinare»; al via la qualificazione delle stazioni appaltanti, le norme acceleratorie sull'approvazione dei progetti e quelle di incentivazione del Ppp attraverso il cosiddetto «contratto di disponibilità».
Sono queste alcune delle novità contenute nella bozza di decreto legge sulla crescita e lo sviluppo, sulla quale al ministero dello sviluppo economico si sta ancora lavorando soprattutto al fine di individuare le risorse; a questo testo, composto da 146 articoli che raccoglie le proposte di diversi dicasteri (e che potrebbe anche essere scorporato in più decreti o ddl), si aggiungeranno anche le proposte del ministero delle infrastrutture con ulteriori modifiche al Codice dei contratti pubblici.
Oltre, presumibilmente, a una parte di «spesa» sulla quale in queste ore i tecnici del governo stanno cercando copertura finanziaria.
Disciplina società tra professionisti e tariffe La principale novità è rappresentata dalla disciplina che viene proposta in materia di società tra professionisti.
Si tratta di norme che comunque non incideranno sui «modelli societari» già previsti da norme vigenti, ma che dettano un primo quadro di regole e abrogano la legge razziale n. 1815 del 1939.
Si ammette quindi la costituzione di «società fra professionisti», nelle forme previste per le società di persone e per le società cooperative, che avranno il vincolo di fare svolgere l'attività professionale esclusivamente da parte dei soci.
Sarà però ammessa, accanto alla presenza dei soci professionisti, anche quella di soci non professionisti; in questo caso ciò potrà avvenire o in presenza di «prestazioni tecniche», o per «finalità di investimento», o con una «partecipazione minoritaria» (si tratta, per come è scritta la norma, di condizioni alternative: ne basta una per ammettere la presenza del socio non professionista).
In ogni caso si precisa che rimane fermo il divieto per i non professionisti di svolgere l'attività professionale.
La società dovrà inoltre prevedere anche modalità di esclusione del socio cancellato dall'albo a titolo definitivo. I professionisti potranno partecipare soltanto a una società e saranno tenuti all'osservanza del proprio codice deontologico.

Italia oggi - 19 ottobre 2011 - A. Mascolini - pag. 29

Beni ai soci miccia per la verifica

I riflessi operativi della manovra di Ferragosto. E si attende il provvedimento direttoriale.
Ma impraticabile la doppia tassazione del reddito accertato

Per la concessione in godimento di beni (auto, barche, immobili e quant'altro) intestati all'impresa ma acquisiti anche grazie a finanziamenti dei soci, finalizzati anche alla capitalizzazione della società, rischio potenziale di accertamenti in capo al socio e alla società, ma doppia tassazione del reddito accertato impraticabile.
Questo ciò che emerge dalla combinata lettura dei commi 36-sexiesdecies e 36-septiesdecies aggiunti, all'art. 2, del dl n. 138/2011, in sede di conversione nella legge n. 148/2011, dal legislatore fiscale, che dispongono sull'obbligo dell'adempimento comunicativo e sui riflessi di natura accertativa dei beni concessi in godimento ai soci e dall'art. 163, dpr n. 917/1986.
Preliminarmente, si evidenzia che la comunicazione, in attesa del provvedimento direttoriale da emanare entro il prossimo 16 novembre, relativa ai dati dei beni utilizzati dai soci, si aggiunge, inevitabilmente, alla comunicazione, di cui all'art. 21, dl n. 78/2010 («spesometro») e alla comunicazione dei dati contenuti nei contratti di leasing, locazione e noleggio, nelle modalità indicate dal provvedimento del 5 agosto scorso (Agenzia delle entrate, comunicato 26/09/2011), con l'obbiettivo di implementare le banche dati da utilizzate per gli accertamenti sintetici, di cui all'art. 38, dpr n. 600/1973 («redditometro» ).

Italia oggi - 19 ottobre 2011 - F. G. Poggiani - pag. 31