Rassegna stampa del 20 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PrivacyXP  

Basta l'estratto per rettificare il punteggio di un candidato

Privacy. Il Garante stabilisce un principio valido per tutti i concorsi pubblici

Concorsi pubblici più riservati. Per rettificare il punteggio di un candidato nella graduatoria di un concorso a vicepresidente di sezione di commissioni tributarie provinciali, è sufficiente pubblicare solo il dispositivo della delibera. Per pubblicare l'atto in forma integrale è necessario invece che lo disponga una norma di legge o di regolamento.
Cosi il Garante privacy ha deciso un ricorso stabilendo un principio valido in tutte le procedure selettive.
Il Garante con altri provvedimenti si è occupato anche di sms per protezione civile, form delle università telematiche e trattamento dei dati sanitari dei militari.
Nel caso specifico la delibera di rettificazione del punteggio assegnato al candidato, affissa conteneva numerosi dati personali, tra i quali valutazioni e apprezzamenti sulla persona, e informazioni sulle attività prestate ritenute lesive della dignità umana e professionale. Vista la presa di posizione del Garante per questi concorsi è stata cambiata la modalità di pubblicazione, prevedendo l'affissione della sola parte dispositiva.
Il principio può essere esteso agli altri casi di pubblicazione di delibere di enti pubblici: tale forma di diffusione è legittima solo se è prevista da una norma di legge o di regolamento (come per esempio per comuni e province il Testo unico degli enti locali)

Italia oggi - 20 ottobre 2011 - A. Ciccia - pag. 29

Non operative, fuori i piccoli

Telefisco online. I limiti all'applicazione delle nuove regole della manovra di Ferragosto sulle imprese di comodo.
Escluse dalla stretta aziende di minori dimensioni, società semplici e coop

La manovra di ferragosto ha esteso le regole delle società di comodo anche a due nuove categorie di contribuenti per i quali non ricorrono i presupposti tecnici previsti dalla legge.
I soggetti coinvolti Si tratta di chi, in linea di principio, supera il test di operatività in termini di ricavi. Sono coinvolti: le società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d'imposta consecutivi, considerate non operative a partire dal quarto periodo d'imposta; le società che nel triennio precedente per due periodi d'imposta sono state in perdita fiscale e per uno hanno dichiarato un reddito inferiore a quello minimo previsto dalla disciplina delle società non operative.
La norma prevede almeno uno storico di tre periodi d'imposta rispetto a quello di applicazione, il quarto, per cui sembrerebbe ragionevole ritenere che i soggetti con un'anzianità inferiore a questo periodo non siano coinvolti dalle nuove disposizioni.
Il fatto di superare il test di operatività non garantisce più, in senso assoluto, circa la non applicazione della normativa sul reddito minimo delle società di comodo essendo a questo punto indispensabile effettuare un ulteriore test e cioè quello di verificare se si rientra o meno tra i nuovi soggetti coinvolti.
Tuttavia la presenza di una causa di non applicazione continua a valere per tutti i soggetti, a prescindere da quale sia la causa di innesco per l'applicazione della normativa sul reddito minimo.
Le società escluse La norma che definisce le società di comodo ha previsto una serie di esclusioni sintetizzabili in tre categorie:
1) i soggetti che non vengono richiamati dalla legge, quali, ad esempio, le società semplici che non sono assoggettate alle disposizioni del reddito d'impresa.
Inoltre, come indicato dalla circolare 25/E/2007, sono escluse, «perché non espressamente richiamate dalla norma»: le società cooperative e le società di mutua assicurazione, nonché gli enti commerciali e non commerciali residenti nel territorio dello Stato; le società consortili; le società egli enti non residenti privi di stabile organizzazione nel territorio dello Stato.

Il sole 24 ore - 20 ottobre 2011 - P. Ceppellini, R. Lugano - pag. 31

I controlli giocano d'anticipo

Agenzia delle Entrate. L'amministrazione sveltirà la spedizione delle comunicazioni di errore.
Dal 2012 filtri per bloccare l'invio di Unico in caso di irregolarità

Una sostanziosa riduzione delle comunicazioni di irregolarità ai contribuenti ogni anno (800mila all'anno in meno), giocando d'anticipo su eventuali errori degli stessi contribuenti e potenziando l'attività di front office dedicata all'assistenza, con uffici aperti fino alle 18 (un giorno alla settimana in quattro aree metropolitane).
Inoltre, un forte impulso al canale telematico Civis.
A illustrare la strategia dell'agenzia delle Entrate, per le prestazioni ai cittadini, è Paolo Savini, direttore centrale Servizi ai contribuenti.
Nel 2011 sono state circa 8 milioni (si veda la tabella accanto) le irregolarità riscontrate dai sistemi informatici delle Entrate, per le quali si conta di arrivare in tempi brevi a un taglio di almeno illo per cento.
Sulle comunicazioni di irregolarità, Savini spiega così le novità: «Attualmente, dopo la trasmissione delle dichiarazioni, partono dai nostri uffici le comunicazioni di irregolarità, secondo le procedure dell'articolo 36-bis del Dpr 600/73 (e 54-bis del Dpr 633/72 per l'Iva).
Cercheremo di anticipare questi controlli mettendo nel canale web per l'invio della dichiarazione dei filtri che permetteranno di effettuare queste correzioni già in fase di trasmissione della dichiarazione».
In questo modo, al momento dell'invio i contribuenti potranno tovarsi davanti a due tipi di errori segnalati dal sistema, bloccanti oppure di warning, che non impediscono cioè l'invio.
«Al momento stiamo studiando quali tipi di errori possono essere classificati nell'una o nell'altra categoria - spiega Savini - e con le dichiarazioni 2012 contiamo di introdurre questo filtro».
Un altro intervento sulla "pulizia" dei dati è rappresentato dall'anticipo dei tempi per l'invio delle comunicazioni di irregolarità.

Il sole 24 ore - 20 ottobre 2011 - A. Criscione - pag. 35