Rassegna stampa del 24 ottobre 2011
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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L'avviso è esecutivo ma il pagamento slitta

Fino a sei mesi di «moratoria» con un'istanza di accertamento con adesione o per la sospensione estiva

Nel nuovo regime degli accertamenti esecutivi il momento fondamentale del procedimento, per contribuente ed Entrate, è rappresentato dal pagamento delle imposte provvisoriamente dovute in attesa di giudizio: la legge prevede che questo momento coincida con la data di presentazione del ricorso da parte del contribuente, evidenziando da subito la possibile "mobilità" del termine.
Infatti, visto che la normativa permette di differire il momento dell'impugnazione conseguentemente slitterà anche la data entro la quale occorre versare le somme richieste con l'atto: ovviamente, il tutto subordinato alla sussistenza delle condizioni che permettono di allungare i tempi per la notifica del ricorso.
La legge, però, fa riferimento alla presentazione del ricorso e non alla data di costituzione in giudizio: quindi l'obbligo di pagamento scatta il giorno in cui l'atto di impugnazione è stato notificato all'Agenzia, a nulla rilevando la successiva data di costituzione in giudizio da effettuare presso la competente Commissione tributaria entro i 30 giorni successivi.
L'accertamento con adesione Questa possibilità è dunque legata alle variabili rappresentate dalla sospensione dei termini di impugnativa per 90 giorni, in caso di presentazione dell'istanza di accertamento con adesione, e dalla sospensione dei termini processuali, prevista annualmente dal i agosto al 15 settembre.
Partiamo dalla prima, accordabile a condizione che l'atto notificato non sia stato preceduto dall'«invito a comparire», di cui all'articolo 5 del Dlgs 218/97.
Proprio quest'ultima circostanza preclude la presentazione dell'istanza laddove l'Ufficio, prima di procedere alla notifica dell'atto impositivo, abbia convocato il contribuente per un tentativo di definizione anche in assenza della formalizzazione della pretesa: può essere il caso, solo per fare un esempio, degli accertamenti da studi di settore o dei "nuovi" accertamenti sintetici, peri quali la legge prevede lapreventiva obbligatoria convocazione del contribuente, ma anche di tutti i casi in cui l'ufficio, di sua sponte e in ragione di elementi che lo pongono in condizione di materializzare una pretesa, procede comunque a "convocare" il contribuente.

Il sole 24 ore - 24 ottobre 2011 - C. Nocera - pag. 2

Pagamenti elettronici per tutelarsi

Le precauzioni. Come bloccare future contestazioni

Tracciabilità della spesa con moneta elettronica, dimostrazione della convivenza, conservazione dei "legami" tra chi finanzia l'acquisto e chi lo effettua materialmente. Cambia e il redditometro e cambiano anche le precauzioni da adottare per evitare che un futuro accertamento colga il contribuente impreparato con conseguenze pesanti sul piano sanzionatorio. Vediamo di seguito, allora, come è possibile muoversi sul fronte della prevenzione.
La prima tutela da adottare è quella di cambiare le abitudini con cui si decide e si affronta sul piano finanziario una spesa. Infatti, bisognerà eliminare alcuni comportamenti che generano spese non documentate o, in futuro, non documentabili.
Quello che capita frequentemente è che la gestione delle spese (ordinarie, come l'acquisto di prodotti alimentari o il pagamento delle bollette elettriche, ma anche straordinarie, come l'acquisto di un immobile o di un'autovettura) è dovuta alle più diverse esigenze temporanee che non rispondono necessariamente alle logiche fiscali. Per esempio, all'effettuazione della spesa al supermercato o all'acquisto un biglietto di un treno, aereo o al termine di una corsa in taxi, il più delle volte si decide la formula di pagamento in modo non predeterminato.
Di solito dipende dal contante a disposizione, o dall'ammontare della spesa o addirittura dalla tipologia della stessa. Mentre le modalità di pagamento diventano più consapevoli nel momento in cui l'acquisto riguarda beni durevoli in cui gli importi sono più sostanziosi (acquisto di immobili o di un'autovettura). Inoltre, può capitare non tanto di pagare in contanti, ma tramite terzi direttamente o indirettamente collegabili al privato/acquirente.

Il sole 24 ore - 24 ottobre 2011 - B. Santacroce - pag. 3

Il redditometro chiede aiuto a Unico

Il nuovo strumento sarà alimentato anche con i dati che arriveranno dalle dichiarazioni

Accertamenti da "tripla A" con il nuovo redditometro. Il fisco potrà controllare non solo quanto guadagna un contribuente dai dati delle dichiarazioni dei redditi, ma anche quanto spende (con il reddito-metro) e quanto risparmia (con i dati bancari e patrimoniali).
Il cerchio così si chiude: la somma delle spese e del risparmio dovrà portare al reddito effettivo.
Per aggiornare il nuovo redditometro, di cui domani l'Agenzia svelerà tutti i dettagli alle categorie produttive, i dati affluiranno da più canali.
Alcuni sono stati già attivati in passato (si veda la pagina a lato). Ma visto che lo strumento deve indicare l'intera capacità contributiva del cittadino per rapportarla poi a quanto viene indicato in dichiarazione, sarà chiesto un contributo anche attraverso Unico.
Oltre agli indizi già conosciuti o conoscibili, infatti, l'amministrazione starebbe ipotizzando di chiedere alcune informazioni ulteriori necessarie soprattutto a quantificare non tanto ulteriori spese ma i beni patrimoniali non conosciuti o censiti in altri database accessibili al fisco. Si pensi, per esempio, ai redditi di capitali o ai dividendi in partecipazioni non qualificate.
Ma anche i Bot e Cct che, in fondo, un po' sulla falsa riga di quanto già ora avviene con l'Isee quando vuole accedere a una prestazione agevolata.
A rileggerla ora, non era poi così causale la norma che si voleva inserire nella conversione della manovra per chiedere l'Iban dei conti correnti bancari in dichiarazione. Una misura "bloccata" dalla commissione Bilancio del Senato e, quindi, non riproposta dal Governo nel maxiememndamento ma che ora potrebbe ritornare per dare un contributo di aggiornamento costante al redditometro.
È arrivata, invece, al traguardo la norma sulle liste selettive che consentirà al fisco di accedere ai dati sui conti correnti per individuare i soggetti da controllare.
Un cambiamento a 36o gradi, visto che finora le intestazioni di conti e rapporti finanziari possono "emergere" solo dopo una specifica indagine nei confronti del contribuente e solo dietro l'autorizzazione del direttore regionale delle Entrate o del comandante regionale della Guardia di Finanza.

Il sole 24 ore - 24 ottobre 2011 - M. Mobili, G. Parente - pag. 3